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e che c'è sotto? i xxx i gufini! pure il pipistrello. guarda! che dorme. a testa in giù! farfalline! lo vuoi mettere qui? ecco. poi? e chi c'è sotto a Giulia? oplà! una talpa? sta scavando per terra? oplà! farfalla! quello? l'aquilone! l'aquilone! guarda! vedi? xxx che vola! col filo! qui c'è pure l'uccellino che dà da mangiare ai bimbi! guarda! i vermicelli! ai piccoletti! che bella! piccoli! poi? questo chi è? xxx lo scoiattolino? col sole! e dietro? sempre uno scoiattolino ma xxx! e chi è? l'uccellino che si è messo nella. xxx si è fatto la tana nel. nel tronco dell'albero! gufo! è il gufo? e qui che c'è? xxx guarda qua sotto. guarda! il gatto e la coccinella! quello chi è? il porcospino? gatto. quello.
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latin
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anche il pesciolino! un bimbo piccolo! quello che c'hai in macchina! il pesciolino! ti piace? gira un pò. gira! giriamo. che vuoi fa? vuoi leggere? vuoi leggere? come fa la mamma a leggere il giornale? che vuoi fare mamma! giriamo. dai. guarda che c'è qui. la pecorella! come fa la pecorella? beh! beh! come fa la pecorella? ba ba ba! beh, quasi mammì! quasi! vediamo un pò che c'è più qui. va. che ci sta qua mammì! che cos'è questo? questo non l'hai visto mai! non ce l'hai tu questo a casa. è vero? non ce l'hai! non ti piace. ti piace più il libro? vogliamo vedere tutti gli animali? dai la mamma ti dice tutti gli animali. il gatto! la gallina. come fa la gallina? coccodè!
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latin
0-6
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che c'ho qua? guarda? vuoi questo? e quello rosso? guarda. questi vanno uno sull'altro mamma. così! prima quello giallo. mettilo qua! sorpresa! non c'è niente! il topino non c'è! rimettilo qui. che c'è dentro. la scatolina rossa? guarda. eccola! mettila qui! qua. non per terra mamma. no. non li buttare per terra! allora cambiamo gioco. no. basta con questo gioco. non ti piace più! guarda che c'ho qua! guarda! mammamia! aspetta. dai! oplà. questo va qui. guarda? qua. questo va qui. vedi. l'uccellino. no. lo devi mettere qui sopra. non li devi tirare. dai guarda. metti il gattino! dove va il gattino? miao! qua. hai visto? papà! papà. papà è a casa mamma. questo. guarda! il ragnetto sta qui. e lo mettiamo qui. vedi! e questo? e questo?
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latin
0-6
null
Nel mondo moderno la pubblicità è dappertutto ed è chiaro che ci influisce in modi chiari ma anche in modi non così ovvio . È evidente che tanta persone comprono troppo e io non sono una eccezione . A casa ci sono delle cose che ho comprato dopo aver visto una pubblicità particolare che mi ha convinto di comprarle . Va da sé che queste cose che sembrano indispensabile nel negozio ma a volte non sono così utile a casa . Credo che sia il miglioramento nella pubblicità che ha causato questi eventi di succedere di più . Però la pubblicità opera anche al livello non cosciente . Compriamo una cosa in preferenza ad un altro perché abbiamo visto qualche pubblicità anche se non ne siamo accorti . Per questo motivo è molto importante di chiederci , prima di comprare una cosa , se sia veramente necessario . Solo nel caso in cui possiamo dire " Sì " senza alcun dubbi è la decisione corretta di comprarla .
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latin
4-10
null
Testo valevole per tutti i seguenti indirizzi: LI02, LI03, LI15, LI1S, LI22, LI23, LI31, LI32, LIA2, LIAO, PROBLEMA 1 Si consideri il grafico 𝛾 in figura, rappresentativo di una funzione 𝑓(𝑥) = sono dei polinomi, definita nel dominio 𝐷 = (−∞; 0) ∪ (0; 2) ∪ (2; +∞). 𝐴(𝑥) 𝐵(𝑥) , dove 𝐴(𝑥) e 𝐵(𝑥) Testo valevole per tutti i seguenti indirizzi: LI02, LI03, LI15, LI1S, LI22, LI23, LI31, LI32, LIA2, LIAO, a) Analizzando il grafico, si deducano lo zero, l'insieme immagine e gli estremi relativi di 𝑓. (𝑓(𝑥) − 𝑥). Determinare i valori dei limiti agli estremi del dominio e i valori di lim 𝑥→±∞ e lim 𝑥→±∞ 𝑓(𝑥) 𝑥 Scrivere le equazioni degli asintoti di 𝑓. b) Supponendo che la funzione 𝑓 abbia equazione 𝑦 = 𝑎(𝑥−𝑏)2(𝑥−𝑐) 𝑥(𝑥−𝑑) determinare i valori dei parametri 𝑎, 𝑏, 𝑐, 𝑑. c) Dal grafico 𝛾, dedurre i grafici delle funzioni 𝑓(|𝑥|) e ln(𝑓(𝑥)) specificando, per ciascuna, dominio, asintoti, estremi e insieme immagine. d) Si consideri la funzione 𝐹(𝑥) = ∫ 𝑓 (𝑡)𝑑𝑡, definita nell'intervallo . Tracciare un suo grafico rappresentativo 𝛤, specificando l'ascissa del punto di flesso e il coefficiente angolare della retta tangente in tale punto. 𝑥 3 PROBLEMA 2 Si consideri la famiglia di curve 𝑓𝑎(𝑥) = grafico di 𝑓𝑎. a) Verificare che tutti i grafici 𝛤𝑎 hanno tre punti in comune e scrivere le loro coordinate. b) Al variare del parametro 𝑎, individuare gli intervalli di monotonia di 𝛤𝑎, le ascisse degli estremi 𝑥2−1 𝑒𝑎𝑥 , con 𝑎 parametro reale non nullo, e si indichi con 𝛤𝑎 il relativi e dei flessi. c) Determinare i valori del parametro 𝑎 in modo che il punto 𝐹, intersezione di 𝛤𝑎 con l'asse delle ordinate, sia un punto di flesso. In corrispondenza di tali valori, scrivere le equazioni delle rette tangenti in 𝐹. d) Dimostrare che, per ogni valore di 𝑎 ≠ 0, le curve 𝛤𝑎 e 𝛤−𝑎 sono simmetriche tra loro rispetto all'asse delle ordinate. Determinare l'area della regione finita di piano delimitata dai grafici 𝛤1 e 𝛤−1. Testo valevole per tutti i seguenti indirizzi: LI02, LI03, LI15, LI1S, LI22, LI23, LI31, LI32, LIA2, LIAO, QUESITI 1. È dato un triangolo 𝐴𝐵𝐶 di lati 𝐴𝐵 = 𝑎 e 𝐵𝐶 = √3𝑎. Quale delle seguenti affermazioni è corretta? - Se 𝐴𝐶̂𝐵 = 𝜋 6 , allora il triangolo è rettangolo; - Se il triangolo è rettangolo, allora 𝐴𝐶̂𝐵 = 𝜋 6 . Motivare le risposte. 2. In un salvadanaio ci sono 15 monete, di cui 9 sono da 1 euro e le altre 6 da 2 euro. Se ne estraggono 6 contemporaneamente. - Qual è la probabilità che il valore totale delle monete estratte sia esattamente 10 euro? - Qual è la probabilità che il valore totale delle monete estratte sia al massimo 10 euro? 3. Verificare che i punti 𝑂(0,0,0), 𝐴(1,4,8), 𝐵(−6,0,12) e 𝐶(−7, −4,4) sono complanari. Calcolare area e perimetro del quadrilatero 𝑂𝐴𝐵𝐶 e classificarlo. 4. Determinare il dominio della funzione 𝑓(𝑥) = ln (𝑎𝑥−7 𝑥2 ), con 𝑎 parametro reale positivo. Successivamente, individuare il valore di 𝑎 in corrispondenza del quale risultano soddisfatte le ipotesi del teorema di Rolle nell'intervallo e le coordinate del punto che ne verifica la tesi. 5. Determinare i valori dei parametri reali 𝑎 e 𝑏 della funzione 𝑓(𝑥) = in modo che essa abbia la retta 𝑦 = 2 come asintoto orizzontale e un punto stazionario per 𝑥 = 1. In corrispondenza dei valori trovati, stabilire se 𝑓(𝑥) presenta ulteriori asintoti. 𝑎𝑥2+𝑏𝑥+3 2𝑥2+5𝑥−1 6. In un sistema di assi cartesiani 𝑂𝑥𝑦, si consideri l'iperbole equilatera di equazione 𝑥𝑦 = 𝑘, con 𝑘 parametro reale non nullo. Sia 𝑡 la retta tangente all'iperbole in un suo punto 𝑃. Detti 𝐴 e 𝐵 i punti in cui 𝑡 interseca gli assi del riferimento, dimostrare che i triangoli 𝐴𝑃𝑂 e 𝐵𝑃𝑂 sono equivalenti e che la loro area non dipende dalla scelta di 𝑃. 𝑎 7. Un resistore di resistenza 𝑅 è percorso da una corrente variabile nel tempo di intensità 𝐼(𝑡) = 𝐼0 , con 𝑡 > 0 e le costanti positive 𝐼0 e 𝑎 espresse, rispettivamente, in ampère e in secondi. Sapendo che la potenza dissipata nel resistore per effetto Joule è 𝑃(𝑡) = 𝑅𝐼2(𝑡), determinarne il valor medio nell'intervallo . 𝑡 8. Scrive Leonardo Sinisgalli, in un brano tratto da Furor Mathematicus: «Avevo in mente un capitolo sulle leggi del caso: volevo trovare le parentele tra il triangolo di Tartaglia, relativo ai coefficienti del polinomio (𝑎 + 𝑏)𝑛 e il triangolo aritmetico di Pascal, che ci dà la probabilità di fare 𝑚 volte croce in 𝑛 partite giuocate a testa e croce». Descrivere il legame esistente tra i coefficienti binomiali ed il calcolo delle probabilità.
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4-10
CC
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La presente prova è costituita dalle seguenti tracce relative a: APPARATI E IMPIANTI MARITTIMI DEL MEZZO NAVALE DEL MEZZO AEREO Si invita il Presidente della commissione a verificare che i candidati di ciascuna classe ricevano e svolgano la prova d'esame coerente al percorso di studio seguito. PRIMA PARTE Una moderna nave da crociera dispone di motori diesel per una potenza complessiva di 58.000 kW. Il candidato, assumendo con motivato criterio i parametri eventualmente necessari, calcoli:   la portata massima di vapore con caldaie ausiliarie a recupero dai gas di scarico; la percentuale complessiva di utilizzazione del calore prodotto dal combustibile. Si disegni inoltre uno schema dell'impianto di produzione di vapore ausiliario con caldaie a gas di scarico. SECONDA PARTE 1) Con riferimento alla tipologia di nave sopra indicata si disegni schematicamente l'apparato di propulsione più idoneo indicando le tipologie delle principali macchine utilizzate. 2) Si descriva un impianto di condizionamento nei suoi componenti principali: la macchina frigorifera con il relativo ciclo e la sezione di trattamento dell'aria. Si descrivano inoltre le tipiche trasformazioni per il trattamento dell'aria nel condizionamento estivo e invernale. 3) Si descrivano i principali sistemi per il contenimento delle emissioni inquinanti di motori diesel di propulsione navale, con riferimenti a specifiche normative. 4) Si descriva, con riferimento alla tipologia di nave sopra indicata, un impianto di trattamento delle acque reflue con depurazione biologica nell'ipotesi che la nave abbia una capienza di 2500 persone a bordo e si disegni uno schema dello stesso.
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4-10
CC
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che sta a fare? no! non piangere. dai! non piangere! non piangere! eccoti! non ti piace stare qua? no! non piangere su! se fai così non la fai più l'intervista alla signorina. come attrice non sei molto brava. a lei sorridi e a me. no? non vuoi giocare? non vuoi giocare? che vuoi fare? vuoi fare la commedia? vuoi fare la commedia? vuoi fare la commedia con me? vuoi fare la commedia con me? sempre a mangiarti queste manine! no. no. non si mangiano le manine! no! non si mangiano le manine! ti piace la maglietta con Titty? hai visto quant'è bella? come ti piace a te! hai visto che bella? ti piace? hai visto? vieni qua. vieni! eccoti qua! seduta. no! non si piange! no.
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0-6
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la vogliamo fare la torre? guarda che torre! guarda! guarda la torre Arianna! hai visto che torre? la facciamo più alta? così! dai! si. la torre! ti piace la torre? guarda la torre! è caduto! caduti! li metti tutti in fila? metti qua. dai. così! così. poi questo! mettici questo. qua! e poi così! no! mai no! non ti piace questo gioco? si? mettiamo tutto a posto. dai! mettiamo a posto e prendiamo un altro gioco! vogliamo prendere un altro gioco? guarda! mettiamo a posto! dai. così! così. così. e poi così! ciaociao! guarda che prendiamo adesso! guarda quante cose! oddio che cos'è? oddio quante cose ci sono! la forchetta! il bicchiere. per bere! c'è il bicchiere? ecco il bicchiere! guarda. c'è anche il bimbo!
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0-6
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PRIMA PARTE In un'area di proprietà pubblica di una città di media importanza viene bandito dalle autorità competenti un concorso di idee per selezionare una proposta progettuale finalizzata alla riqualificazione funzionale e alla valorizzazione di una piazza di dimensioni e forma a scelta del candidato. L'idea-progetto consiste nella realizzazione di uno spazio pubblico capace di attirare e generare socialità e pensato come sequenza di un'area coperta e spazi aperti. L'obiettivo è quello di integrare un'attività mercatale con altre possibilità di utilizzo dotando la piazza di una dimensione polifunzionale predisposta alla versatilità. L'elemento catalizzatore del progetto dovrà essere l'ampia tettoia con funzione di connettere tutte le parti che sorgono al di sotto. Una copertura che rappresenti un'icona stimolante e dinamica e che rifletta energia e vivacità. Tale elemento può essere pensato eventualmente interrotto in alcuni punti con un pergolato o con aperture per creare zone sottostanti illuminate direttamente dalla luce solare. Il programma funzionale dovrà prevedere all'interno della piazza ipotizzata: ▪ uno spazio di superficie massima di 800 m2 dedicato ad attività mercatale di carattere stabile per prodotti ortofrutticoli con un adeguato numero di elementi modulari assemblabili o liberamente posizionati. I singoli box vendita sottostanti la tettoia dovranno avere una dimensione compresa tra 16 m2 e 25 m2. Le corsie di vendita per il passaggio degli utenti non dovranno avere dimensione inferiore a 2,50 m. Ogni box vendita dovrà essere articolato in maniera tale da consentire la vendita, l'esposizione e il deposito; ▪ spazi in grado di adeguarsi ai vari utilizzi come mostre (tramite installazioni di pannellature temporanee su cui fissare ad esempio fotografie, disegni, quadri, etc), eventi (piccole fiere, spettacoli, etc); ▪ un piccolo spazio adibito a ristoro che può essere pensato costituito da 2 moduli di dimensioni non inferiori a 25 m2 ognuno; ▪ spazi per scarico e carico merci, parcheggi, verde pubblico; ▪ locali tecnici di dimensioni commisurate alle esigenze; ▪ servizi igienici pubblici e spazi con installazione di panchine o altre tipologie di sedute per favorire l'aggregazione e la fruizione della piazza da parte dei cittadini; ▪ qualunque altro spazio ritenuto utile alla funzionalità del complesso potrà essere introdotto a discrezione del candidato. Il candidato fissi a suo giudizio il contesto ambientale, la conformazione della piazza con l'orientamento ed ogni altro dato da lui ritenuto necessario oppure utile per la redazione del progetto. Gli elementi del progetto dovranno essere realizzati in legno con sistema costruttivo a scelta del candidato. Elaborati richiesti: − Planimetria generale in scala 1:500 completa di sistemazione esterna e accessi. − Porzione significativa del progetto in scala 1:100. − Sviluppo del prototipo scelto del singolo box vendita per l'attività di mercato in scala 1:50. − Dettagli costruttivi della copertura in scala 1:20. − Calcolo di uno degli elementi portanti previsti o della sua resistenza al fuoco. Il candidato ha facoltà di produrre ogni altro elaborato grafico utile per una piena e corretta comprensione dell'idea progettuale alla scala ritenuta più adeguata. SECONDA PARTE Dovranno essere sviluppati due dei seguenti quesiti, eventualmente avvalendosi delle conoscenze e competenze maturate attraverso le esperienze formative extrascolastiche, qualora effettuate. 1) In riferimento alla soluzione progettuale proposta, il candidato rediga la relazione tecnica che illustri l'idea base con i criteri assunti e le caratteristiche estetico-formali e costruttive. 2) Il candidato descriva i più opportuni trattamenti per la protezione degli elementi lignei. 3) 4) Il candidato proponga attraverso un elaborato scritto-grafico riflessioni sull'aspetto della sostenibilità ambientale e/o energetica in riferimento alla soluzione progettuale proposta. Il candidato descriva le caratteristiche dei diversi sistemi costruttivi in legno (pannelli Xlam, platform frame, sistema a telaio…) procedendo anche ad un esame comparativo degli stessi.
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4-10
CC
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PRIMA PARTE La Parrocchia di un paese montano dà in commissione la decorazione della porta del tabernacolo al centro di un nuovo altare eseguito in stile moderno e situato nella cappella laterale della chiesa. L'opera artistica dovrà essere un bassorilievo in legno oppure una decorazione pittorica con elementi ornamentali. Il candidato, nel rispetto del corso di studi svolto e sulla base delle conoscenze e competenze specifiche acquisite durante il percorso formativo nonché attraverso esperienze realizzate in contesti operativi, sviluppi il progetto artistico. Si richiedono i seguenti elaborati:  Schizzi preparatori e schizzo finale  Bozzetto eseguito in plastilina oppure particolare dell'opera in scala eseguito con tecnica libera  Relazione illustrativa con descrizione dell'opera, riferimenti alle tecniche specifiche utilizzate e indicazioni riguardo alla sequenza delle fasi di realizzazione SECONDA PARTE 1. Il candidato indichi il tipo di legno adatto alla realizzazione dell'opera, motivandone la scelta, e dia indicazioni sulla giusta stagionatura del legno. 2. Il candidato illustri brevemente tecniche di decorazione pittorica utilizzabili per la realizzazione dell'opera artistica indicata. 3. Il candidato descriva la fase di pianificazione di un progetto artistico. 4. Il candidato illustri le modalità di documentazione tradizionali e digitali del lavoro svolto.
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Guardando ogni giorno la TV , leggendo e navigando su internet , diventiamo più informati . Le pubblicità , per me , vengono trattate come se fossero un' informazione in più e non un' indicazione , cosa mangiare o dove uscire . Quando ho tante proposte , so da dove iniziare a fare una scelta , metto in evidenza tutti i punti alti e bassi e dopo sono in grado di fare una scelta in merito . Quindi , se una persona sia in grado di non farsi condizionato dalle proposte , pubblicitarie , secondo me , la pubblicità avrebbe un grande importanza , diventerebbe un mezzo di informazione e non sembrerebbe più così invadente . Dobbiamo approfittare della informazione ricevuta e sapere usarla .
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latin
4-10
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gli diamo un po'd'acqua alla bambola? dove sta l'acqua? dove sta l'acqua? dai un po'da bere alla bambola. devi tagliare la mela? non si sbuccia col coltello? non si sbuccia mamma. non si sbuccia. e guarda che ho qui! che cos'è questo? ci mettiamo l'acqua dentro? e poi che ci facciamo con l'acqua? che ci prepari? il caffè o il thè? dove la metti l'acqua? là dove? qua dentro? ci entra tutta? ci entra? ce l'hai messa tutta? quello non si apre mamma. no! non si apre. non si apre mammina. vogliamo fare un altro gioco? dai! togliamo tutte queste posate qua. tutte queste i piattini. togliamo tutto. togliamo tutto? dai. prendiamo un altro giochino mammina. la bambola è qua. guarda un po'che sono questi. guarda!
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Caro Mario , come stai ? Come va al lavoro ? È tanto tempo che non ci vediamo e per questo ho deciso di scrivere una lettera per raccontare delle mie vacanze . Ho passato due giorni in un agriturismo in Umbria . Un giorno , mentre stavo passeggiando ho conosciuto una famiglia italiana . La migliore parte delle mie giornate l' ho trascorso con loro . Insieme abbiamo visitato un museo , raccolto le uve , fatto il nostro vino e mangiato uno delle più buone cene della mia vita . Questo agriturismo ha un buonissimo ristorante e fanno tutto da mangiare a mano fatto in casa . La prossima volta ti invito a venire con me in questo agriturismo . Per mangiare bene e fare il nostro vino . Replichiamo presto . Tanti abbracci ... $NAME$ .
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latin
4-10
null
bubusettete. bubusettete? ora hai scoperto le scarpe? amore? Nicola? Nicola? ticolo. quante cose nuove qua. Nicola? bububusettete. e dai! e fammi vedere. ticolo. e bubusettete. Nicola? Nicola? Nicola? che ci stanno qua? le scarpe! le scarpette! ticolo. e ticolo. Nicola? Nicola? Nicola? senti. ma non hai mai giocato con le scarpine. oggi giochi con le scarpine? oggi ti piacciono le scarpine? senti. facciamo la canzoncina. Nicola? cisonoduecoccodrilliedunorango. ti piace la canzoncina! cisonoduecoccodrilliedunorangotango. duepiccoliserpentiel'aquilarealeilgattoeiltopoel'elefante. nonmancapiùnessuno. solononsivedonoidueleocorni. Nicola? e bububusettete. non tirare i capelli. e bubububusettete. e bububusettete. nge. awe. nge. e mamma. nge. nge. e bububbsettete. vogliamo prendere un giochino? ma lo vogliamo prendere un giochino? dove vuoi andare? ti vuoi alzare? così! ohissa. guarda che prendiamo. la campanella! la tua campanella! e le tue scarpette!
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latin
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La vita è una cosa più bella del mondo perciò bisogna passarla felici . Però spesso la gente cade nella " rutina " e così la vita diventa noiosa . Adesso abbiamo tanta opportunità di scegliere " la strada " più bella e divertente da vivere : possiamo viaggiare , lavorare nei posti diversi e conoscere delle persone dall' estero . Riguardo alla mia esperienza , io un anno fa ho deciso di cambiare la mia vita e soprattutto il posto dove abito . Ho deciso di trasferirmi dalla Russia in Italia per studiare . Siccome mi piace l' arte e ho studiato l' architettura e secondo me Italia è un posto migliore per imparare le cose nuove . È un paese pieno di capolavori . Quindi per me questa esperienza sarà assolutamente nuova . Dovrà vivere senza i genitori , guadagnare i soldi da sola e fare l' amicizia con delle persone di una mentalità diversa dalla mia . Questo mi rende assolutamente felice e serena .
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4-10
null
che devi fare? vuoi mangiare qualcosa? e la forchetta? guarda Aurora. Aurora guarda. dove è andata a finire? lasciamo tutti qui dentro. va bene? mo che vogliamo fare? vogliamo sparecchiare? oddio. che c'è qua? guarda. uno altro gioco ancora. allora vogliamo sparecchiare. guarda. questo mo lo chiudiamo. guarda. lo mettiamo a posto. metti qua il tappo. mettilo qua. metti qua. qua. metti il tappo. metti il tappo. chiudi dai dai. brava! brava! metti qua. mettiamo tutte le posate qui. poggia qui. aspetta. guarda che ti faccio vedere. guarda. guarda. signorina! guarda. te lo metto qua. qua. te lo metto vicino. guarda. allora. questa cos'è? la mucca? guarda. Aurora guarda. il maialino. guarda! la mamma col maialino. qua. lo devi mettere qua. qua. guarda. così. guarda! guarda! Aurora!
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latin
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mettiamo a cucinare la pasta. dai. sul fuoco. va bene? che vuoi tagliare? non la vuoi la mela? e va bene. la togliamo. mettiamola nel piatto. è chiusa? tieni! e di questo io che ci faccio? togliamo il coltello? e alla bambolina non gli dai niente da mangiare? glielo dò io un pochino? ahm! ahm! tu non gli dai niente? tu giallo lo vuoi? vogliamo vedere se ci sono altri giochini dentro la busta? vediamo un po'xxx! è buono? tutto buono per te. vuoi un po'di frutta? tieni! oddio. che ci sta qua? guarda! tatan! che c'è dentro a questo libro? vedi un po'! la paperella? qual è la paperella? e quell'altra che cos'è? questo? e questo? tigrotto è? questo qua che cos'è? e questo? questo? è buono?
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dove lo mettiamo il trattore? qui la gallina. qui la mucca! qui il trattore! Lorenzo! guarda. proviamo a fare. ci mettiamo la mucca qua dentro? ci mettiamo il trattore lì dentro! mettiamoci il trattore. o la mucca! guarda la mucca. la pecora. la gallina! mettiamo tutti qui dentro! come fai tu a casa quando ti metti a fare! così! o con i cubi! come ti piace. ti piace più con i cubi a te a fare questo! ecco. glielo fai vedere che tu batti. batti gli oggetti! cosa vuoi. la pecora vuoi? che c'è. sei nervoso amore? non riesci a tenere due cose tu in mano. non ci riesci! guarda allora guarda! ci giochiamo. l'ultima carta! guarda. questi li mettiamo a posto! blum! guarda chi c'è!
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Jakob Ludwig Karl Grimm - Wilhelm Karl Grimm Pollicino C'era una volta un povero contadino, che una sera stava seduto presso al focolare e attizzava il fuoco, mentre sua moglie filava. Disse: "Com'è triste non aver bambini! È così silenziosa casa nostra! E dagli altri c'è tanto baccano e tanta allegria!". "Sì," rispose la donna sospirando, "anche se fosse uno solo, sia pur piccolissimo, non più grosso di un pollice, sarei già contenta; e gli vorremmo un gran bene!". Ora avvenne che la donna cominciò a star male, e dopo sette mesi diede alla luce un bambino, perfettamente formato, ma non più alto di un pollice. Dissero: "È quale ce lo siamo augurato e sarà il nostro caro figlioletto". E, dalla statura, lo chiamarono Pollicino. Non gli lesinarono il cibo, ma il bimbo non crebbe; rimase quel che era stato fin dal primo momento; ma aveva uno sguardo intelligente e ben presto si dimostrò un cosino svelto e giudizioso, che riusciva in tutto quel che intraprendeva. Un giorno il contadino si preparava ad andar nel bosco a tagliar legna; e mormorò: "Se ci fosse qualcuno che venisse a prendermi col carro!". "O babbo," esclamò Pollicino "verrò io! Fidatevi; arriverò nel bosco a tempo debito". L'uomo si mise a ridere e disse: "Com'è possibile? Sei troppo piccolo per guidare il cavallo con le redini". "Non fa niente, babbo; se la mamma vuol attaccarlo, io mi metto nell'orecchio del cavallo e gli dico dove deve andare". "Be'," rispose il contadino, "proviamo, per una volta". Quando giunse l'ora, la madre attaccò il carro e mise Pollicino nell'orecchio del cavallo, e il piccolo gli gridava dove doveva andare: "Uh e oh! Giò e arrì!". E il cavallo si dirigeva benissimo, come se ci fosse stato un cocchiere, e il carro se n'andava dritto verso il bosco. Ed ecco, proprio a una svolta, mentre il piccino gridava perché la bestia piegasse a sinistra, passaron di lì due forestieri. "Gran Dio!" disse l'uno "che è mai questo? C'è un carro, e guida il cavallo un carrettiere invisibile". "C'è qualcosa che non va," disse l'altro "seguiamo il carro e vediamo dove si ferma". Ma il carro s'addentrò nel bosco, proprio dove spaccavan la legna. Quando Pollicino vide suo padre, gli gridò: "Eccomi, babho, son qui col carro; tirami giù!". Il padre prese cavallo con la sinistra e con la destra tirò giù dall'orecchio il figlioletto, che tutto allegro si mise a sedere su una festuca. Quando i due forestieri videro Pollicino, ammutolirono dallo stupore. L'uno tirò l'altro in disparte e gli disse: "Senti, quel cosino potrebbe essere la nostra fortuna, se lo faremo vedere, a pagamento, in una gran città: compriamolo!". Si avvicinarono al contadino e dissero: "Vendeteci l'omino, lo tratteremo bene". "No," rispose "è la radice del mio cuore, non lo venderei per tutto l'oro del mondo". Ma Pollicino, sentendo del negozio, gli si era arrampicato su per le pieghe del vestito; si mise sulla sua spalla, e gli sussurrò all'orecchio: "Babbo, vendimi pure, tanto tornerò". Allora il padre lo diede a questi due per una bella moneta d'oro. "Dove vuoi metterti?" gli dissero "Ah, mettetemi sulla tesa del cappello, così posso andar su e giù e guardarmi attorno senza rischio di cadere". L'accontentarono, e quando Pollicino ebbe preso congedo dal padre, se ne andarono con lui. Camminarono fino al crepuscolo; allora il piccino disse: "Tiratemi giù, ne ho bisogno". "Rimani pure lì," disse l'uomo che lo portava sulla testa "non importa; anche gli uccelli ogni tanto lascian cadere qualcosa". "No," disse Pollicino "so quel che si conviene; tiratemi giù, presto!". L'uomo si tolse il cappello e mise il piccino su un campo, lungo la strada; e quello s'addentrò un poco fra le zolle, strisciando e saltellando; poi, d'un tratto, scivolò in una tana di sorcio, che aveva appunto cercata. "Buona sera, signori! andatevene pure senza di me!" gridò loro, beffeggiandoli. Quelli corsero e frugarono coi bastoni nella tana, ma era fatica persa: Pollicino strisciava sempre più giù, e siccome fu ben presto notte fonda, dovettero andarsene con la rabbia in corpo e con la borsa vuota. Quando Pollicino s'accorse che se n'erano andati, sbucò di nuovo fuori dalla galleria sotterranea. "È pericoloso camminar per i campi al buio," disse "è così facile rompersi il collo!". Per fortuna s'imbatté in un guscio di lumaca; "Grazie al cielo," pensò "posso pernottare al sicuro", e ci entrò. Poco dopo, mentre stava per addormentarsi, sentì passare due uomini, uno dei quali diceva: "Come faremo a pigliarci l'oro e argento del ricco parroco?". "Potrei dirtelo io!" gridò a un tratto Pollicino. "Cos'è stato?" esclamò atterrito uno dei ladri "Ho sentito parlare". Si fermarono in ascolto e Pollicino tornò a dire: "Portatemi con voi, vi aiuterò". "Dove sei?" "Cercate in terra e ascoltate donde viene la voce" rispose. Finalmente i ladri lo trovarono e lo sollevarono. "Tu aiutarci, vermiciattolo!" dissero. "Guardate," egli rispose "dentro l'inferriata, nella camera del parroco, e vi sporgo quel che volete". "Be'," dissero "vedremo cosa sai fare". Quando arrivarono alla parrocchia, Pollicino s'insinuò nella camera, ma gridò subito a squarciagola: "Volete tutto quel che c'è qui dentro?". I ladri dissero, spaventati: "Parla piano, non svegliar nessuno". Ma Pollicino finse di non aver capito e gridò ancora: "Cosa volete? Volete tutto quel che c'è?". L'udì la cuoca, che dormiva nella stanza attigua, e si rizzò a sedere sul letto, in ascolto. Ma dallo spavento i ladri eran corsi indietro un tratto; finalmente ripresero coraggio e pensarono: "Quel cosettino vuol canzonarci". Tornarono e gli sussurrarono: "Adesso fa' sul serio e dacci qualcosa". E di nuovo Pollicino gridò a squarciagola: "Vi darò tutto, porgete soltanto le mani". La donna, che stava in ascolto, l'udì distintamente, saltò giù dal letto ed entrò inciampicando nella stanza. I ladri corsero via a precipizio come se avessero il diavolo alle calcagna; ma la donna non riuscì a veder nulla e andò ad accendere un lume. Quando ella tornò, Pollicino, non visto, si cacciò nel fienile: e la donna, dopo aver cercato inutilmente in tutti gli angoli, alla fine andò di nuovo a letto, credendo di aver sognato a occhi aperti. Pollicino si era arrampicato fra gli steli del fieno e aveva trovato un bel posto per dormire: voleva riposar fino a giorno, e poi tornare dai suoi genitori. Ma lo aspettavano ben altre esperienze! Sì, non mancan triboli a questo mondo! All'alba la serva si alzò per dar da mangiare alle bestie. Per prima cosa andò nel fienile, dove prese una bracciata di fieno, proprio quello in cui dormiva il povero Pollicino. Ma egli dormiva così sodo che non se ne accorse e si svegliò soltanto in bocca alla mucca, che se l'era preso col fieno. "Dio mio!" gridò "Come ho fatto a cader nella gualchiera!"; ma vide subito dove si trovava. E che attenzione ci volle per non esser stritolato fra i denti! Ma poi dovette scivolar nello stomaco. "Nello stanzino han dimenticato le finestre," disse "e non ci entra il sole, né ci portano un lume". L'appartamento non gli piaceva affatto e, quel che era peggio, dalla porta continuava a entrare altro fieno e lo spazio si restringeva sempre più. Alla fine, spaventato, gridò con quanto fiato aveva in gola: "Non portatemi più fieno! Non portatemi più fieno!". La serva stava mungendo e quando sentì parlare, senza veder nessuno, ed era la stessa voce udita durante la notte, si spaventò tanto che sdrucciolò dallo sgabello e versò il latte. Si precipitò dal padrone, gridando: "Dio mio, reverendo, la mucca ha parlato!". "Sei impazzita!" rispose il parroco; tuttavia andò in persona nella stalla, per vedere che cosa ci fosse. Ma ci aveva appena messo piede, che Pollicino gridò di nuovo: "Non portatemi più fieno! Non portatemi più fieno!". Allora anche il parroco si spaventò, pensando che uno spirito maligno fosse entrato nella mucca, e la fece uccidere. Fu macellata, ma lo stomaco, con Pollicino dentro, finì nel letamaio. Pollicino avanzava a gran fatica, pure riuscì a farsi strada; ma proprio quando stava per metter fuori la testa, sopravvenne un'altra sciagura. Arrivò di corsa un lupo affamato, che ingoiò tutto lo stomaco in un boccone. Pollicino non si perse d'animo. "Forse il lupo mi darà retta", pensò e gli gridò dalla pancia: "Caro lupo, io so dove puoi trovare un cibo squisito". "Dove?" chiese il lupo. "In una casa così e così: devi introdurti nel doccione troverai focaccia, lardo e salsiccia a volontà". E gli descrisse minutamente la casa di suo padre. Il lupo non se lo fece dire due volte: durante la notte entrò nella dispensa, passando a forza per il doccione, e mangiò a sua voglia. Quando fu sazio, volle andarsene, ma si era così gonfiato che non poté più uscire per la stessa strada. Proprio su questo aveva contato Pollicino, che si mise a fare un gran baccano nel corpo del lupo, strepitando e strillando più che poteva. "Vuoi star zitto?" disse il lupo "svegli i padroni". "Come!" rispose il piccino "Tu ti sei rimpinzato, e anch'io voglio spassarmela". E ricominciò a gridare con tutte le sue forze. Finalmente suo padre e sua madre si svegliarono, corsero alla dispensa guardarono dalla fessura. Quando videro che c'era un lupo, si precipitarono, l'uno a prender l'ascia, l'altra la falce. "Stammi dietro," disse l'uomo, mentre entravano nella stanza "se non l'uccido al primo colpo, dagli addosso e fallo a pezzi". Udendo la voce di suo madre, Pollicino gridò: "Caro babbo, son qui, son nella pancia del lupo". Il padre disse, pieno di gioia: "Dio sia lodato, abbiam ritrovato il nostro caro bambino". E disse alla donna di metter via la falce, per non fargli male. Levò il braccio e colpì il lupo sulla testa, facendolo crollare a terra, morto; poi cercarono un coltello e un paio di forbici, gli tagliarono la pancia e tirarono fuori il piccino. "Ah," disse il padre "quale cruccio abbiamo avuto per te!". "Sì, babbo, ho girato il mondo in lungo e in largo! Grazie a Dio, respiro di nuovo aria buona!". "Ma dove sei stato?" "Ah, babbo, sono stato in una tana di sorcio, nel ventre di una mucca e nella pancia di un lupo: adesso rimango con voi". "E non ti vendiamo più, per tutto l'oro del mondo!" dissero i genitori, baciando e abbracciando il loro caro Pollicino. Gli diedero da mangiare e da bere e gli fecero fare dei vestiti nuovi, perché i suoi si erano sciupati in viaggio.
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devi toglierlo vedi? eh eh ecco ma è brutta senza cappello già è brutta con il cappello! cosa devo fare? ah questi avevi visto! scusa! io pensavo di pulirti un attimo la mamma che devo fare aprire? o no? lo sai aprire da sola tu? ma proprio con il cane Laura te tieni che cos'è che non va? non riesci a tirarlo fuori? dà ma oggi non serve a niente dai tira fuori il fazzolettino mh ma che c'è? perché dici di no? cosa c'è? ti pizzica qui? vieni fammi vedere! mh! caldo! e si certo che è caldo! vieni t'asciugo? ma va bene! il topo! eh il topo di Laura bello! bello! me li dai? dà! dà! no? no? aia! dà mh? senti vieni un po qua! mi vai a prendere un gioco? Laura? la tartaruga me la prendi? l'hai vista dove sta la tartaruga? eh? dove sta? e piccola dov'è la tartaruga? mh? ci giochiamo un po? no il cane non lo pestare se no dopo fa ah-ahi vieni qua uhm? io gioco con i giochi tuoi! vieni qui vieni qua vicino uh addirittura il pianto tu ci hai tanto sonno mi sa! eh! chiudiamo il librino va! Laura guardiamo il libretto va così una cosa più tranquilla caallo dove? lo cerchiamo? eccolo! cavallo apriamo anche questo il rinoceronte caallo e questo cosa è? caallo anche questo? è vero è alto ha quattro zampe diverso è un po diverso caallo questo? è un cavallo certo piccolo bambino umh lo vuoi far vedere anche a Claudia uh cosa sarà quello? mh tu torni sempre alle tue idee precise dai vuoi andare sul tuo? prendiamo la palla blu? mamma ci ha giocato tu? va bene? uauh! aspetta facciamo ciccia! uh! guarda che c'è qua no in bocca! facciamo così? mh mh ti fai male! no! oh! attenta! eccola pa-pa-pa-pa dove sta? dove sta? la trovi? dove sta? tutte e due le mani non si può prima una e poi l'altra um eccola brrrrrr come fa? ruota ruota ruota dove sta? no ee tze-tze-tze eh no in bocca! se no non te la do più! dai! no in basta questo lo tolgo! eh! non c'è più non c'è più! non c'è più noo non piangere! guarda quante cose c'è Lauretta va a giocare con quella vai a giocare con quella no pr non ti far male eh? eh non si tocca oblela mh uh uh
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1-2
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Viola? x guarda che ci è qua! u. iaia. che ci è qua? iaia. quello che cosa è? il gallo quello. chichirichì! come fa il gallo? toglilo. brava! non si prende amore? a. non si toglie questo gallo? ti aiuta mamma. aspetta. eccolo! è difficile! poi ci è la pecorella. dove è la pecorella? questo è un maialino! oinkoink. questa? la pecorella. beebee. brava! butti tutto giù per terra amore? è caduto! senti. dove sta il cane? guarda un po'se trovi il cane. brava! quello è il cane? come fa il cane? baubau. come fa? baubau. quello cosa è? un bimbo. e mannaggia! lo buttiamo per terra. poi si rompe il bimbo. il gatto? ecco il gatto! miao. mettilo a posto. mettilo dentro. mettilo qua. quello cosa è?
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0-6
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Caro amico , ti ringrazio per la tua lettera sincera . L' ho letta con molto attenzione . Ora ti scrivo per condividere i miei punti di vista e le mie riflessioni su questo problema . Mi dici che vorresti restare con i tuoi fino a 35 anni . Hai ragione : sarebbe più comodo per te per motivi vari . Così potresti concentrarti al lavoro , trovare sé stesso . Alla fine , non sarai tutto solo di sere , vivendo con le persone care , che ti apprezzano e accarezzano . Secondo me , però , vale la pena provare a vivere da solo almeno per un po' di tempo . Per esempio ( e lo sai bene ) , mi sono trasferita a Mosca , avendo solo 18 anni . Ho studiato molte cose : come si trova il condominio a prezzo basso , come si guadagna per non restare senza il cibo . Ho studiato di essere responsabile per quello che faccio , di risolvere senza nessun aiuto i miei problemi . Era orribile il primo anno , però , come si dice : " chi va piano , va sano e va lontano " . Direi , che questa scuola di vita dovrebbe superare ognuno di noi . Tutti i miei consigli , che posso dare a te , legati ai tuoi desideri . Devi scegliere con tranquillità , e , se volessi diventare più forte e più indipendente , nonostante tutto dovessi sforzarti . Però , prima di prendere la decisione finale , ti consiglio di ripensare ancora a tutti pro e contro per fare la scelta giusta . Un abbraccio , $NAME$ .
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4-10
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L'amministrazione comunale di Urbino, Assessorato Cultura e spettacolo, organizza la prima edizione di un Festival Internazionale del Teatro di strada. La manifestazione ha lo scopo di promuovere la conoscenza di questa particolare forma d'arte, ma si presta anche a favorire l'aggregazione nell'antica piazza cittadina, facendone un polo di eventi artistici e culturali. La campagna informativa e di promozione prevede la produzione di: - un manifesto formato 140x100; - una inserzione su quotidiani a tiratura nazionale locale nel formato cm.33x47,5 in b/n; - un pieghevole, in formato e numero piegature da definire, che riassuma le ragioni della manifestazione ed i diversi eventi che si svolgeranno nell'arco di una settimana. Dopo aver elaborato, con una serie di schizzi, proposte per i tre veicoli pubblicitari scelti, definire un finish layout per uno di essi in cui siano inseriti i seguenti elementi: Comune di Urbino, Assessorato Cultura e Spettacolo IN STRADA 2005 Festival Internazionale del teatro di strada Urbino 7 - 12 luglio 2005 con il patrocinio della Regione Umbria info
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4-10
CC
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PROBLEMA 1 Le centraline di controllo del Po a Pontelagoscuro (FE) registrano il valore della portata dell'acqua, ovvero il volume d'acqua che attraversa una sezione trasversale del fiume nell'unità di tempo. Come responsabile della sicurezza della navigazione fluviale in quel tratto del Po, devi valutare quando consentire la navigazione stessa, in considerazione delle condizioni atmosferiche e del livello dell'acqua. Nel corso dell'anno le portate medie del Po (a Pontelagoscuro) sono di circa 34 milioni di m3 al giorno in regime di magra, 130 milioni di m3 al giorno in regime normale con un'oscillazione del 10% e 840 milioni di m3 al giorno in regime di piena (fonte deltadelpo.net). Durante un periodo di alcuni giorni di piogge intense, dalle rilevazioni registrate risulta che:   1. nei primi due giorni dall'inizio delle misurazioni il valore della portata dell'acqua si è alzato dal valore di regime normale di 130 milioni di m3 al giorno fino al valore massimo di 950 milioni di m3 al giorno; nei giorni successivi la portata si è ridotta, tornando verso il valore di regime normale, inizialmente più velocemente e poi più lentamente. Indicando con t il tempo, misurato in giorni, fissa un adeguato sistema di riferimento cartesiano in cui rappresentare il grafico dell'andamento della portata. Verifica se una delle seguenti funzioni può essere usata come modello per descrivere tale andamento, tenendo conto dei valori rilevati e del punto di massimo, giustificando con opportune argomentazioni sia la scelta che l'esclusione. 2. Individuata la funzione, determina i parametri in modo che siano verificate le condizioni sopra descritte per la portata e tracciane il grafico. 3. Studia la variazione della portata nel tempo e valuta dopo quanti giorni tale variazione raggiunge il suo minimo. Inoltre, dovendo prevedere quando autorizzare la ripresa della navigazione in condizioni di sicurezza, valuta, analiticamente o per via grafica, dopo quanti giorni la portata rientra nel limite di oscillazione del valore di regime normale. 4. Nel tempo trascorso tra l'inizio del fenomeno e il rientro nei limiti normali, qual è il volume di acqua che ha superato il valore di regime normale? PROBLEMA 2 Il grafico G in figura 1 rappresenta una funzione del tipo: Figura 1: grafico G 1. determina il valore del parametro k affinché la sia rappresentata dal grafico, motivando la tua risposta. Calcola inoltre le coordinate dei punti di flesso, le equazioni degli eventuali asintoti e le equazioni delle rette tangenti a G nei punti di flesso; 2. considera un triangolo avente i vertici, rispettivamente, nell'origine, nel punto della funzione di ascissa a, e nel punto P sua proiezione sull'asse x. Determina il valore a ≥ 0 per cui la sua area sia massima; 3. calcola l'area della regione piana delimitata da G e dall'asse x nell'intervallo e determina il valore dell'errore percentuale che si verifica nel calcolo di tale area se nell'intervallo si adotta, per approssimare , una funzione razionale di 3° grado della forma con 4. dimostra che, dette A e B le intersezioni tra le tangenti a G nei punti di flesso e l'asse x, C e D le proiezioni dei punti di flesso sull'asse x, si ha: per qualsiasi QUESTIONARIO 1. Determinare il volume del solido generato dalla rotazione attorno alla retta di equazione della regione di piano delimitata dalla curva di equazione e dalla retta stessa. 2. Verificare che la funzione: ha una discontinuità di prima specie ("a salto"), mentre la funzione: ha una discontinuità di terza specie ("eliminabile"). 3. Durante il picco massimo di un'epidemia di influenza il 15% della popolazione è a casa ammalato: a) qual è la probabilità che in una classe di 20 alunni ce ne siano più di due assenti per l'influenza? b) descrivere le operazioni da compiere per verificare che, se l'intera scuola ha 500 alunni, la probabilità che ce ne siano più di 50 influenzati è maggiore del 99%. 4. Utilizzando il differenziale calcola di quanto aumenta il volume di un cono retto avente raggio di base 2 m e altezza 4 m quando il raggio di base aumenta di 2cm. 5. Considerata la parabola di equazione , nel primo quadrante ciascuna tangente alla parabola delimita con gli assi coordinati un triangolo. Determinare il punto di tangenza in modo che l'area di tale triangolo sia minima. 6. Determinare la soluzione particolare della equazione differenziale , verificante la condizione iniziale . 7. Calcolare il valor medio della funzione nell'intervallo e determinare il valore della x in cui la funzione assume il valore medio. 8. Una sfera ha il raggio che aumenta al passare del tempo secondo una data funzione r(t). Calcolare il raggio della sfera nell'istante in cui la velocità di crescita della superficie sferica e la velocità di crescita del raggio sono numericamente uguali. 9. In un riferimento cartesiano nello spazio Oxyz, data la retta r di equazioni: e il piano β di equazione: , determinare per quale valore di k la retta r e il piano β sono paralleli, e la distanza tra di essi. 10. Scrivere l'equazione della circonferenza C che ha il centro sull'asse y ed è tangente al grafico Gf di nel suo punto di flesso.
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4-10
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I viaggi , li amano tutti . Per alcune persone è solo un' occasione per riposare sdraiandosi sulla spiaggia , per le altre è sempre l' avventura magnifica . Per quanto riguarda a me , i viaggi aiutano scoprire le nuove culture , le abitudini dei vari popoli e anche scoprire me stessa . È probabile che durante un viaggio uno possa prendere qualche decisione importante per la quale non aveva coraggio prima . Una volta è capitato a me . Pensavo di trasferirmi in un' altra città per gli studi , però avevo tanti dubbi come potessi lasciare i genitori oppure come ce la facessi a vivere senza amiche . E poi mi sono recata in un viaggio di tre settimane , mi sono riposata , ho conosciuto tante persone , ho provato tanti piatti della cucina locale . Ho capito che era meglio rischiare . È bello cercare sempre le esperienze nuove . Per concludere volevo dire che i viaggi sono sempre le buone opportunità sia per approfondire le nostre conoscenze sia per riposare in particolare mentalmente . Vorrei che tutti avessero la possibilità per girare il mondo !
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4-10
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che devi fare? non si butta per terra! non si butta per terra! guarda. dove lo mettiamo il coniglietto? metti qua! dove lo devi mettere? non si butta per terra! non si butta! fermo! furbacchione! questo qua va! metti qua! il posto suo è questo! qua! quello dove va? qua va! bravo! non si toglie quello! quello lì va. così! no! guarda! questo è il posto suo! questo. guarda! c'è l'albero! guarda! fermo! non lo vuoi? non vuoi più niente? ma che ci sta? che ci sta? guarda! guarda le pentoline! guarda Nicola! guarda che ci sta qua! che cos'è l'albero? c'è anche l'uccellino guarda! cipcip! fagli caro a cipcip! che ci sta qua dentro? che ci sta qua dentro? guarda Nicola! Nicola. guarda chi c'è qua dentro!
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0-6
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Come sta Matilde? Matilde? Matilde, dove sei? Danny, Danny, ho chiesto a Martina. Come sta Matilde? Bene. Dorme? Sì. Non si sveglia durante la notte? Sì, anche noi. Seconda volta. Ti sveglia anche tu? No. No. Va bene. Allora, come sempre, la domanda è... Marco, mettiti dall'altra parte. Te preferisci stare qui o vuoi girarti dall'altra parte? Cosa vuoi fare, Gingin? Stare qui? Bene. Marco, passa dall'altra parte. Chi è che si ricorda? Allora, mi sono dimenticata. Mettiamo via tutto. Non avete bisogno della matita, non avete bisogno del lapis, non avete bisogno dell'astuccio. Nemmeno del righello? Nemmeno del righello. Mettete via tutto. Chiaro, Roberto? Tutto? Tutto. Sì, sì, sì, sì. C'è tanto spazio nel corridoio. Sì, ma è la cosa più importante. Eh. Allora, alzate la mano perché la domanda è sempre la stessa. Chi è che si ricorda quello che abbiamo fatto l'altra volta? Chi fa i versi però, si sa, non viene mai chiamato. Vediamo Dina. Abbiamo cantato una canzone. Abbiamo cantato una canzoncina. Altre cose che abbiamo fatto? Danny? Abbiamo fatto, abbiamo, diciamo, che almeno noi dobbiamo trovare il coso, quello lì, l'intruso. L'intruso? L'intruso. Quindi io vi davo delle parole e voi dovete trovare l'intruso. Poi? Roberto? La canzoncina. Ma questo mi sembra che sia, è stato già detto, no? Giovanni, leggi tu? Oh, Giovanni. Noi stiamo lavorando, eh. Cioè, è una cosa importante leggere, ma bisogna trovare il momento giusto. Metti via l'astuccio, Giovanni. Alla canzoncina, trovare l'intruso. Poi? A me mi sembrava che ci fosse una scheda. Loro due hanno già parlato. Edoardo? Una scheda in cui si faceva delle cose. Scheda, si fanno delle cose, si sa. Bentornato, Samir. Non c'erite l'altra volta, vero? Si facevano delle cose. Chi è che si ricorda? Marisa, che cosa abbiamo fatto con questa scheda? Si ricordi? Che cosa abbiamo fatto? Non te lo ricordi, Marisa? Giovanni? Marco? Vabbè, hanno scritto, ma che cosa, Martina? Edoardo? Non mi ricordi dei testi? Guarda che c'è il posto là fuori, ti caccio fuori. Cosa abbiamo scritto, Roberto? Dobbiamo fare dei cerchi del colore che gli piace a noi sulle O. Sulle O? Tutte le O della scheda? Sì. No. No. Danny? Sono scritte le parole della lavagna. Benissimo. E le parole che erano scritte alla lavagna, che parole erano? Martina? Disegno. Per esempio, disegno, coloro. E che parole sono queste? Dove le abbiamo prese queste parole? No, vorrei sentire qualcuno che non c'era. Batiscia, dove le abbiamo prese le parole? Me ne sono inventate io? No. Dove le abbiamo prese? Pamela? Nella canzone. Nella canzone. E abbiamo preso dalla canzone tutte le parole della canzone? Sì. Cosa abbiamo preso? Dina? Pamela? Le parole che finiscono con la O. Le parole che finiscono con la O, ma che sono anche le parole che si possono mimare, che abbiamo mimato. Io disegno, io coloro. E come si chiamano queste parole? Si chiamano verbi. Verbi si chiamano. Erano tutti, tutti verbi. Quindi, questo non c'era, però possiamo farlo anche con questo qui. Che cosa abbiamo fatto noi? Parlo, che cosa abbiamo fatto? Ma sempre Dina. Marisa, cosa abbiamo fatto? La O. Bene, questa è la parte per la Dina. La O. Bene, questa è la parte più importante di questa parola. Perché è la parte più importante di questa parola? Provate a riflettere, non è una domanda facile. Cosa dice questa O? Che informazione ci dà questa O? Sempre gli stessi con la mano alzata? No, io voglio sentire anche gli altri. Marco, parlo. Questa O, cosa significa? Batiscia, cosa significa questa O? Allora, facciamo così, vi faccio un altro esempio. Se io dico, Gingin parla, è uguale? No. Allora, lei parla. Qui invece è? Parlo. E lui? Io. E io. Quindi questa O vuol dire? Cosa vuol dire Giovanni? L'ha appena detto, io non mi ricordo come ti chiami, Elena? Appena detto Elena, Giovanni, tu hai ascoltato? Non hai ascoltato? Mamma mia. Danny. Io parlo. Bene, quindi questa O vuol dire? Roberto. È importante. È importante, che cosa vuol dire Pamela? Io parlo. La O, che cosa vuol dire? Marco, vuol dire io. E A vuol dire? Gingin. Gingin, no, anche Marco, lui, lei, bene. Benissimo, adesso facciamo un lavoro orale sempre, quindi un po' faticoso. Vi mettete in posizione d'ascolto e mi dovete trovare tutti i verbi, tutte le parole di io. Ho ancora il disco. Come hai detto? C'è ancora il disco dell'altra volta? Sì, ma non c'è, questo è un disco con dei bambini che parlano, non è un disco con la canzone. Allora, io vi dico delle parole, dei verbi. Uno è il verbo di io, chi lo trova alza la mano, va bene? Uno è? Io. L'altro? E altri sono altri. Giovanni, pronto? Non ti vedo tanto attento, Giovanni, perché non prendi la seggio... anzi, vieni qui, vieni. Sì, sì, l'astuccio non lo lasci dove sei, mettiti accanto a Marco, vai, qui. Dai, su, così ti vedo meglio, perché qualche volta ti distrai, va bene? E le scarpe a punta. Viola. Allora, pronto? Parla, canta, dorme, vado. Marco? Dorme. Io? Io. Te lo ripeto Marco. Parla, canta, dorme, vado. Giovanni, parla, canta, dorme, vado. Vado. Parla, canta, dorme, vado. Vado. Vado. Vado, vado, vado. Non c'è parlo, io ho detto parla, bisogna ascoltar bene Danny, eh? L'ultima parte, la più importante. Marisa? Benissimo, e vado è? Io. Pronti? Chiedo, alza, legge, da. Dina. Ripetiamo Dina, ascolta bene perché bisogna ascoltare l'ultima parte. Chiedo, alza, legge, da. Facciamo dire a Dina. Giovanni? Alzo. Attenzione, io non ho detto alzo. Sarebbe stato giusto, ma non può essere giusto perché io non l'ho detto. Lo ripeto Giovanni. Chiedo, alza, legge, da. Chiedo. Chiedo? Chiedo. Chiedo. Chiedo. Chiedo. Chiedo. Chiedo. Chiedo. Chiedo. Chiedo. Chiedo. Chiedo, eh? Io. Io. Ancora, pronti? Ascoltate bene la fine, eh? Porta, dico, vola, vede. Giovanni? Bravo. Dico, dico, dico, dico, dico, dico, dico. Come? Dico, dico, dico. Cos'è dico? Ultimo! Tocca, gioca, faccio, balla. Roberto? Tocca. Io tocca... no, ripetiamo. Tocca, gioca, faccio, balla. E io nona? Faccio. Danny? Faccio. Battina? Faccio. Faccio. Dina? Faccio. Faccio, faccio, faccio. Benissimo, adesso facciamo un altro lavoro e si lavora a coppie, cioè dovete lavorare in due. Non c'è bisogno della matita, non c'è bisogno della gomma, non c'è bisogno del lapis, non c'è bisogno del tempera matita, della penna, di niente, eh? Io do una fotocopia a due bambini, decido io le coppie. Avete sentito bene? E Ienona lavora con Roberto. E io con Dina. Eh... ne andiamo un po', ne andiamo un po'. Edoardo lavora con Dina, va bene. Ma io con Dina. Marisa accanto a Tamela, veloce. Io con Dina e io con Dina. Te lo dico subito, un momento e te lo dico, forza, veloce. Marco vai accanto a Danny. Martina accanto a Giovanni. Batiscia con Samir e Elena viene accanto a Gingin. Non c'è bisogno di prendere il banco, prendi la seggiolina e ti metti accanto. Allora io do... Non è che quella lì si fa male. Allora io do una fotocopia a ogni coppia, perché? In modo che veramente possiate lavorare insieme. Quindi due bambini guardano una fotocopia. Vi spiego che cosa dovete cercare. Ah è giusto, hai ragione. No, te la prendo io allora, guarda, così facciamo prima. Vai, vai, vai. Ecco qua. Ti metti qua accanto. Allora questa è la fotocopia, va bene? Dobbiamo trovare l'intruso. C'è qualcuno che mi sa spiegare che cos'è un intruso? L'abbiamo già parlato l'altra volta. Danny ma fai sempre questi versi, non ti posso mai chiamare. Viene quasi rabbia. Viene quasi rabbia. Marco. Elena, Martina, Pamela, Marisa, Edoardo. Edoardo è intruso. Perché? Perché è maschio. Bene, quindi è una cosa che sta in un gruppo, però non ci dovrebbe stare. Tutti sono uguali e ce n'è uno diverso, si chiama intruso. Allora guardate bene, Ging Ging devi guardare eh. Se no le istruzioni non vi servono. C'è un intruso che bisogna trovare nella prima riga, poi c'è un intruso nella seconda, nella terza, nella quarta e nella quinta. Intruso? C'è solamente un intruso per ogni riga. Lo trovate, non c'è bisogno di segnarlo. Vi do qualche minuto per trovarlo a coppie e poi li troviamo tutti insieme. Dimmi Dina. Ma come la X sopra? No, abbiamo detto non si mette niente. Voi ci pensate, trovate l'intruso, quando l'avete trovato passate alla riga dopo. Capito? Capito? Sembra facile ma proprio facile facile non è. Allora quando si lavora a coppie si parla sottovoce perché solo il bambino con cui lavorate vi deve sentire. Sshh. Vi do tre minuti. Sottovoce, sottovoce. Come mai la scheda sta tutta da questa parte invece di stare al centro? Cioccolato. Allora, un intruso qui. Un intruso qui, via via fino alla fine. Sshh, chi ha finito incrocia le braccia. L'avete trovato tutti? Sshh. Comincio a sentirmi male anche io ma devo assolutamente resistere, non mi posso mica ammalare. Sono stanca più che altro. Ho proprio una stanchezza, non sto dormendo bene. Trovati? No ma di più, mi sono più stanca, non so che cosa... Volevo dirvi una cosa bambini, vedete questo qui non è che si capisce tanto bene che cos'è, non l'hanno disegnato. Bravi, bravissimi, è un sacco. Avete finito? Allora, Marissa e Pamela hanno finito. Gingin e Elena hanno finito. Giovanni e Martina avete finito? Vai. Sshh. Danny metti in mezzo quella scheda per favore. Potete andare in palestra tu, non ci vai? No ma poi se non ti senti bene... No ora, non devi andare in palestra con loro. Ah no, la settimana scorsa la tua collega doveva andare in palestra, pensavo che fosse... La settimana scorsa la tua collega doveva andare in palestra, pensavo che fosse... Ah sì, c'è stato il progetto... Ma non c'è tutti i mercoledì. Penso no, non so... Mmm, non ci contare. Allora io direi, facciamo stop, vediamo le soluzioni che avete trovato, mettiamo la scheda in mezzo, Danny? Danny? La scheda va nel mezzo. Vediamo che cosa avete trovato, cerchiamo insieme quello che non avete trovato, va bene? La scheda va in mezzo, Giovanni, bene. Allora, chi è che vuole dire l'intruso della prima riga? Ma senza fare versi, dai. Danny? Trattore. Trattore, allora perché secondo te trattore è l'intruso? Perché, perché casa c'è il trattore con la casa e il bambino, il bambino vive nella casa, il trattore vive nelle fattorie. E vabbè, però se nella casa c'è un campo e hanno il trattore... Oh, ma c'è merda! Vediamo se ci sono altre possibilità. Roberto? Bambino. Perché bambino è l'intruso? Perché... perché con l'altro c'è il bambino. Però volevo chiederti una cosa, puoi stare seduto? Perché con l'altro c'è i spazi di metallo, di battoni e il bambino non c'è un spazio. È un essere vivente, è una possibilità, ma io sto cercando una cosa diversa. Edoardo? Perché... Qual è l'intruso? Perché è l'intruso, oh via! È il trattore. È il trattore. Perché secondo voi il trattore è l'intruso? Edoardo? Il trattore finisce con la E e invece bambini e cammino finiscono con la O. Fuochino fuochino, ci siamo quasi. Però bisogna dire qualcosa di più. Allora proviamo a scriverle queste parole. Bambino cammino. Allora queste due parole hanno qualcosa in comune. Bambino cammino. Bambino cammino. Pamela? Tutti e due finiscono con la O. Di più, non solo con la O. Tutti e due finiscono con, Marco? O. Tutti e due finiscono con, Marco? O e... E? No. Ancora di più, Marco? O. Dina? No. Tutti e due... Io se l'ho scordata anche questa. Ahia! Giuseppe? Finiscono con tutte e due... Giuseppe! Con nonno! No l'ha già detto Marco. Di più. Semir, scusa. A. Dov'è la A? A. No, ma bambino cammino, gattino, giochino. Cosa hanno in comune? Che finiscono con la O, con la N e con la I. Quindi, finiscono con I, no? Bambino, giochino, cammino, slittino. Vedete che finiscono con I, no? Quando le parole finiscono con la stessa parte, si dice che fanno? Rima. Rima. Allora, bambino, cammino, fanno rima. Trattore e bambino fanno rima? No. No. Trattore e cammino fanno rima? No. No. Quindi, trattore è un intruso perché non fa rima con gli altri. Vedete? Questi hanno I, no? E gli altri, no. Chi è che vuole fare la seconda riga? Marco. Io. Qual è l'intruso? Cioccolato. Cioccolato. Perché, secondo te, cioccolato è l'intruso? Perché gli altri finiscono con E, quella... Mi ridici gli altri? Danny, vuoi dividere la fotocopia? Dimmi gli altri due, vai, Marco. Gli altri due finiscono con E. Vediamo qual è il primo. Dimmi il primo. Elefante. Elefante, poi? Ristorante. Ristorante, e poi cioccolata. Allora, che cosa hanno in comune? Elefante, ristorante. Dina. Perché elefante finisce con la E. Anche ristorante? No, però possiamo dire qualcosa di più. Giovanni, elefante, ristorante, che cosa hanno in comune? E. Elena. Ristorante. Di più? Pamela. Elefante, ristorante, sorvegliante. Cioccolata e la E. Attenzione, ascoltate bene. Edoardo, io non ti tengo in classe. Perché sai, è successo, è successo che una volta l'ho dovuto mandare fuori. Poi è rimasto malissimo. C'è la seconda volta. Vediamo se Marco vuole aggiungere qualcosa. Elefante, ristorante, sorvegliante, insegnante. Dimmi Marco. Danny prima ha fatto così. No, Danny deve metterlo in mezzo. Deve metter la fotocopia in mezzo. Allora, qual è la parte che hanno in comune? Che tutte e tre hanno un ultimo pezzo e l'ultimo. Uguale. E quindi fanno? Le ristorante. Ah, fanno che cosa? Rima. Ma, elefante, ristorante, cioccolata. Marisa, cioccolata fa rima? No. Vero? Elefante, cioccolata. Qual è il pezzo in comune? Che ci hanno tutte e due? Ante. Elefante, ristorante, insegnante, sorvegliante. Ci hanno ante. Bene. Riga numero tre. Tamela. Tamela. Pamela. Vediamo un po' che cosa hanno trovato Pamela e Marisa. Marisa, mi dici la riga numero tre? Dai. Qual è il primo? E come si chiama? Giraffa. Il secondo? Vasso. E il terzo? Vasso. Allora, dice Pamela, giraffa è un intruso. Che cosa hanno in comune? Nasso, vasso. Fanno? Roberto? Rima. Fanno rima. E qual è il pezzettino che ci hanno insieme? Proviamo se Marisa... Trasmettete voi due, io voglio delle risposte da Degna e delle risposte da Marco. Giovanni, nasso, vasso, qual è la parte che hanno in comune? Sopra. Di più? Nasso, vasso. Nasa. Asso. Bravissimo Giovanni. Un'altra riga, la numero quattro. Eie nona. Qual è l'intruso? L'avete trovato voi l'intruso della numero quattro? Roberto e Ienona l'avete trovato? Sì. Qual era l'intruso Roberto? Indiano. Vediamo un po'. Allora, il primo qual è? Ienona, indiano. Il secondo? Divano, indiano, divano. Il terzo? Pistola. Allora, indiano, divano, pistola. Quali sono i due che fanno rima? Indiano, divano, pistola. Eie nona, qual è l'intruso? Quanti versi! Indiano, divano, pistola. Marco, qual è l'intruso? Benny, mi dai questa fotocopia? Allora, questa fotocopia la mettiamo qui. Indiano, divano, pistola. Vediamo cosa dice Benny. L'intruso è il divano. Indiano, divano, pistola. Non è l'indiano. Marco? Pistola. Scusami, ho sbagliato. Perché pistola Marco? Perché finisce con i. Pistola finisce con i? Non ha. Di più? Indiano, divano, pistola. Marisa, indiano e divano che cosa hanno in comune? Dimmi Giovanni. Di più? Indiano, divano. Edoardo? Ano. Ano. Indiano, sovrano, divano. È un po' difficile, è vero questa scheda? Ve l'avevo detto eh. L'ultimo lo fanno Batiscia e Samir. Non siamo arrivati all'ultimo. Non siete arrivati? Lo facciamo insieme. Allora ditemi il primo abbiamo detto eh. Batiscia? L'aveva detto... Marisa qual è il primo? Quello che abbiamo detto che era disegnato male. Questo qui. Pamela? Sacco. Sacco, allora Samir? Sacco, poi? Pinguino, poi? Regalo. Regalo, qua è difficile però, bisogna cambiare qualcosa. Pensateci un attimo, vediamo Dina. Il bruso? Il pinguino. Perché? Eh, persona lo sa spiegare. Eh, lo devi spiegare perché bisogna sapere le cose ma bisogna sapere anche perché. Proviamo insieme Dina, il primo è? Sacco. Secondo? Pinguino. E il terzo? Regalo. Eh no, col regalo non funziona. Qualcuno l'ha trovato l'intruso? Edoardo, Danny, qualcun altro l'ha trovato? Gigi, l'hai trovato l'intruso te? Roberto? Giovanni, qual è l'intruso? Marisa? Sacco, piangono tutti. E poi? Marisa? Sacco, pinguino, quello non è un regalo, può anche essere un regalo, ma è un pacco. Allora, Marisa, ascolta. Sacco, pinguino, pacco, qual è l'intruso? Sacco? Sacco, pinguino, pacco, sacco, pinguino, pacco. Giovanni? Pacco. Sacco, pinguino, pacco. Samir, qual è l'intruso? Pinguino, perché? Perché il sacco può usare anche per i giocattoli, per metterli dentro. Però fai attenzione, perché noi abbiamo guardato queste cose, qui abbiamo guardato altre cose di queste parole. Allora, sacco, pacco. Perché è pinguino l'intruso? Pamela? Perché sacco e pacco finiscono con acco. Con acco. Fanno, come si dice? Fanno? Marco? Rima. Fanno rima. Sacco, pacco, scacco. Fanno rima? È pinguino? No. Avete capito, Battiscia e Samir, come abbiamo fatto? Bene, adesso io vi do l'inserto, voi velocissimamente ci mettete dentro questa fotocopia, ora la do a tutti. Vorresti Elena distribuire? Te, Ginginno, vuoi distribuire? Io! Chi è che ha detto anch'io? No, decida la maestra, i discorsi. Tutte queste, sì. Allora, vai. Prendete la fotocopia, la mettete nell'inserto e si mette subito via. Ma c'è la camisa XiaoQing? Eh, non c'è XiaoQing, la metti là. Te la do subito. No, no, no. Ah, bene. Ciao, ciao, siamo qua. Adesso, te che voleva raccogliere, Roberto e Ienona, raccogliete, ma fate attenzione, ci deve essere la scheda dentro, eh. Tutte le altre? Io! Roberto. Roberto! Adesso c'è Ienona che raccoglie, non è Roberto. Ma dove mi metto subito? Per mettere la scheda dentro, capito? E la vostra dov'è? La tua dov'è? Ah. Che sciocchi! Non ci sono accorti che eri qua! Chi ha avuto... Grazie, Ienona. Dai! Oddio, Roberto, che confusione che hai fatto! Grazie. Allora, quanti siete in classe 21? No, in generale, non oggi, in generale. In generale? 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20 e 21. Benissimo. Adesso sempre più difficile. Ora ci vuole veramente concentrazione. Si alza la mano, si chiede la parola, posizione d'ascolto perché dovete ascoltare bene. Che c'è? Allora, quando avrò finito ti mando in bagno, va bene? Non è proprio, non c'è una parola. Ma è nemmeno mezz'ora che è finita la ricreazione, Danny. Ma dove? Allora, ascoltate, io adesso vi do una parola e voi nella vostra testa mi cercate le rime. Per esempio, pinguino, bambino, sacco, pacco. Bene? Ce ne sono tantissime di rime, quindi ognuno dice la rima che ha trovato. Martina, sei pronta? Eh, allora ti aspettiamo, dai. Velocissima Martina. Non te l'ho vista, scusa. Possiamo cominciare? Sì. Bene. Trovate una rima per marmellata. Si alzano le mani, marmellata. Ce n'è una anche nella fotocopia che fa rima con marmellata. Marmellata, Roberto. Vuol dire paranna? No, non devi dirmi quello che vuol dire. Devi trovare una rima. Elena. Cioccolata. Bravissima, marmellata, cioccolata. Ancora. Marmellata, cioccolata. Arroncino. Arroncino non fa rima con marmellata. Perché si associa alla poesia. È una poesia, sì. Marmellata, cioccolata. Arroncino. Giovanni. Attenzione, Giovanni. Scusate, io ho un po' di difficoltà perché siccome è tutto orale, ho bisogno di sentire le loro voci. Scusate, scusate. Allora, ascolta Giovanni. Ascolta bene, caramella non va bene. Ti spiego perché. Marmellata, cioccolata, caramella. Non c'è Ata? Allora cerchiamo. Marmellata, cioccolata. Marcela. Bravissima. Marmellata, cioccolata, aranciata e poi? Roberto. Marmella. marmellata, cioccolata, aranciata, macchina, non fa rima marmellata, cioccolata, aranciata, Marisa? Marisa, denni un'istacchetta denni fuori, immediatamente fuori ma perché? te lo spiego dopo marmellata, cioccolata, aranciata, li? limonata limonata, poi? limonata scor... Dina. Scorpione No. marmellata, cioccolata, aranciata, limonata, scorpione? No. marmellata, cioccolata, aranciata, limonata, Edoardo? Patata. Patata! marmellata, cioccolata, limonata, patata? Carota. Carota. marmellata, cioccolata, limonata, Marisa? Sì. Sì? Caffe. Caffè? Caffe è difficile questo. Ascoltate bene Giovanni, rivolto verso di me. Marmellata, cioccolata, aranciata, limonata, patata Roberto, abbiamo già detto. Una cosa che non abbiamo detto Roberto. Va bene, ci fermiamo qui Dina. E che dico? Ascolta Dina, ascolta, apri bene quelle orecchie. Marmellata, regalino No. Regalino con che cosa fa rima di tutte quelle parole lì? Batiscia, regalino con che cosa fa rima lì? Pamela? Bambino. Bambino, poi anche? Palloncino. Palloncino. Pinguino. Pinguino, bene. Cambiamo parola, posizione d'ascolto, seduti però. Ma questa mattina ride. E a me mi fa ridere. Ma io non faccio niente. C'è già un bambino fuori. Ma io non devo dire. Mettiti seduta Dina, dai. Che? Sì. Pronti? Sì, pronto. Bicicletta. Roberto. Macchina. Bicicletta, macchina. Non va bene. Dina, bicicletta. Bicicletta, macchinina. Bicicletta, macchinina. Non va bene. Edoardo. Macchinetta. Bicicletta, macchinetta. Bello. Marisa. Quasi. Ascolta bene Marisa. Bicicletta, macchinetta. Bravissima Marisa. Bicicletta, macchinetta, casetta. Camminare. Camminare. Bicicletta, macchinetta, scaletta. Camminare. Non fa rima Marco. Famela. Camminata. Bicicletta, camminata. Non fa rima? Come non fa rima? Bicicletta, camminata. Non fa rima? Bicicletta, macchinetta, casetta. Batiscia. Bambino. Bicicletta, bambino. Marisa. Scuoletta. Scuoletta. Bicicletta, macchinetta, casetta. Non mi importa. Scuoletta, poi? Scalini. Scalini. Bicicletta, scalini. Non va bene Roberto. Scaletta. Scaletta. Bar. Bar. Barze. Barze, letta. Barze, letta. Cioè. Ormai sono quasi le quattro e mezzo. Vincenzo ormai resisti. È un po' faticoso. Bene, cambiamo parola. Questa è importante. Dimmi. Bambino. Bicicletta. Bambino. Bicicletta. Dina seduta. Attenzione questo è un po' facile. È un po' importante. Bene. Voglio una parola da tutti. Per questo qua. Ascoltate. Cominciamo da Marco. Parlare. Parlare. Vediamo se Giovanni può cominciare. Parli. Parli. Parlare. Ma Pamela. Ascoltare. Ascoltare. Benissimo. Parlare. Ascoltare. Marisa. Ascoltare la maestra. Ma l'ha già detto Pamela. Ascoltare la maestra. Parlare. Parlare. Ascoltare. Ascoltare. Ascoltare. Marisa. Ascoltare. Senir. Annotare. Annotare. Parlare. Ascoltare. Annotare. Roberto. Scoppiare. Scoppiare. Parlare. Ascoltare. Annotare. Scoppiare. Pamela. Cantare. Scusa, volevo dire. Elena. Comunque va bene anche cantare. Disegnare. Disegnare. Parlare. Annotare. Annotare. Cantare. Scoppiare. Disegnare. Dina. Scalare. Scalare. Batiscia. Nuotare. Nuotare. Bravo Batiscia. Forza manca Marco. Ballare. Bravo. Ballare. Giovanni. Parlare. Ascoltare. Cantare. Annotare. Scoppiare. Ballare. Scoppiare. Scoppiare. Ballare. Disegnare. Disegnare. Questo è disegnare. Mangiare. Mangiare. Mangiare. Ginging tu hai già parlato. Attenzione. Ginging dice una cosa interessante. Che però non è giusta. Vediamo perché. Parlare. Cantare. Ballare. Ascoltare. Disegnare. Annotare. Scoppiare. Fiore. Fiore è o re. Parlare invece è a re. Vero? Me ne dici un altro? Va bene puoi andare in bagno però è un peccato. Vai Marisa. Lo so lo vedo lo vedo. Marisa. Scrivere. Anche questo è interessante. Ascoltate bene. Devo chiudere Danny perché sennò non riesco a sentire. Eee la prossima volta. Allora parlare. Ascoltare. Disegnare. Scoppiare. Non importa. Che cosa hai detto tu? Scrivere. Vediamo un po'. Che questo è importante. Un momento. Parlare. Disegnare. Allora Marisa dice scrivere. Perché non va bene scrivere? Che cosa hanno in comune parlare e disegnare? Parlare. Allora questo ce l'hanno in comune? Questo? Questo? Bene. Allora parlare. Disegnare. E scrivere? Perché ce l'hai qui? Va bene? Dimmelo un altro Marisa. Ce ne sono tanti. Per esempio. Parlare. Ascoltare. Disegnare. Scoppiare. Annotare. Batiscia. Camminare. Bene. Un altro. Poi finiamo perché siete proprio stanchi. In particolare Danny. Mi sta addirittura sdraiato per terra. Ma sta? Oh no mi porto Danny. Shh. Non sta a scendere mai. No. Sta ok. Allora. Ascoltate bene. Se io dico sdormire. Aspetta facciamo qualcosa con Danny. Ascolta Danny. Ti metti accanto a quell'armadio per favore? Dai. Che? Veloce. Perché non voglio che tu ci disturbi. Tieni Dina. Non ci vado. Dai. Mettiti accanto alla maestra. Scusa Danny. Ti posso dare Danny? Perché fa un sacco di sciocchezze e ci disturba. Allora. Veloci. Posizione d'ascolto. L'ultimo voglio che lo cacciate bene. Pamela seduta. Abbiamo continuato a parlare. Seduti tutti. Posizione d'ascolto. Le rime. Rime di dormire. Dormire. Marisa. La rima. Parlare, ascoltare, ballare, cantare. Dormire. Dormire. Dormire. Parlare. No, ascolta. Ascolta Dina. Tu sei andata fuori. Già prima non avevi tanto capito il nostro lavoro. Ora sei anche uscita. Prima di intervenire rifletti e cerca di capire quello che stiamo facendo. Dormire. Fiorire. Fiorire. Cantare. Amore, cantare, fiorire. Non va bene. Rifletti meglio, Eduard. Non ne voglio sentire queste cose. Dormire. Fiorire. Dormire. Fiorire. Sentire. Cantare. Sentire. Cantare. Non fanno rima. Non fare così Roberto non ti chiamo. Dormire. Sentire. Fiorire. Marisa. Sognare. Sognare. Non va bene. Semir. Camminare. Camminare. Dormire. Non va bene. Dormire. Fiorire. Sentire. Capire. Capire. Marisa. Capucetto rosso. Capuccio. Capuccio. No, no, no. Dormire. Sentire. Batiscia. Dormire. Capotto. No, Martina. Capire. Capire. Hai capito? Capito. Dormire. Fiorire. Sentire. Seduta. Capire. Finire. No, finire. Finire. Allora ripetiamoli tutti. Dormire. Capire. Sentire. Fiorire. Finire. Dimmi Dina. Fischiare. Attenzione Dina. Se io dico fischiare. C'è la A o c'è la I? Fischiare. Cantare. La A. La A. C'è pure la I prima, però è quella A che conta, capito? È difficile, è un lavoro difficile. Edoardo. Area. Eh? Area. Areetto. Che vuol dire? Che è? Non lo so, non lo so. Ma non lo so. Ma non lo so. Sì, ma non finisce per Ire. Bene, ricapitoliamo. Se io dico bambino, camino, pinguino. Qual è la rima? Pinguino. Il pezzetto che fa rima. Bambino, pinguino, camino. Camino. La parte che fa rima, Roberto. Bambino. No. Non lo so, fanno tutte rima? Ma c'è un pezzetto che fa rima, Pamela. No. Ino. Bambino, pinguino, camino. Ino. Vero? Bambino. Se io dico casetta, scaletta, barzelletta. Qual è la parte che fa rima? Roberto. Casetta. No, non hai ascoltato la domanda, Roberto. Perché sennò non daresti una risposta così. Qual è il pezzettino che hanno tutte queste parole che fa rima verso la fine? Casetta, barzelletta, scaletta. Qual è? Faccio guardare. Otto. Otto. Ino. Ore. Qual è il pezzettino? Scaletta, barzelletta, fretta. Astuccio. Astuccio? Pamela. Etta. Scaletta, barzelletta, fretta, casetta. Etta. Dimmi, Duardo. Io dicevo di quelle idee. Starnutire. Bravo. Allora. Dormire. Starnutire. Finire. Capire. Distribuire. Qual è il pezzo che fa rima? Roberto. Starnutire. Qual è il pezzo che fa rima? Roberto. Finire. Il pezzo che fa rima. Dormire. Marco, voglio la tua risposta anche da te. Dormire. Finire. Capire. Starnutire. Distribuire. Qual è il pezzo che fa rima? Starnutire. Veniamo. Semir. Ire. Bravo, ire. E se io dico, e se io dico, parlare, cantare, giocare, ascoltare, ballare. Qual è il pezzo che fa rima? Solo Pamela e Semir me lo sanno dire? Allora io ripeto, voglio una risposta da tutti. Quindi interrogo tutti compreso Giovanni. Ascolta bene. Parlare, cantare, camminare, ascoltare, inventare, disegnare. Cominciamo da Elena. Are. Are, Marco? Are. Are. Are. Me ne dite un altro? Cantare. Ballare. Ascoltare. Disegnare. Camminare. Dina. Ho già detto io. Un altro, un altro verbo che finisce per are. Cantare. Cantare, l'abbiamo già detto, un altro verbo. Non si arrabbiare però. Arrabbiare. Arrabbiare. Arrabbiare. Poi? Nessuno me lo trova. Impa. Parare. Parare la capellina del 5. Per esempio. Che dici? Sbila. Quando uno fa così. Affogare. Soffiare, soffiare. Asoffiare nell'acqua. Affogare, va bene. Non fuoro. Va bene.
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Sarebbe bello avere un amico in ogni difficile momento della nostra vita . Sono loro che ci danno la motivazione di andare avanti , la vita sarebbe troppo fragile e vuota senza di loro . Un giorno nel bosco mi è accaduta una cosa bellissima , una mia amica , la mia miglior amica mi ha aiutato a partorire mio figlio . Era una bella giornata e noi siamo andate a fare due passi vicino a casa . Mi sono sentita male e ho cominciato di partorire , lei non si è spaventata e con " il sangue freddo " mi stava vicino ha chiamato l' ambulanza e mi teneva per mano . Poi è andata con me all' ospedale e li stava sempre vicino a me , per dieci ore non mi lasciava neanche per un minuto . Dopo tutto quel tempo è nato mio figlio e lei ha scelto il nome .
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L'immagine della saggezza non è cupo e oscuro, non è pensieroso, è allegro e pieno di gioia.
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Con la diffusione di Internet e specialmente con i social network ( Twitter , Facebook ) il concetto di amicizia ha compiuto un giro di 180 gradi . Il termine amicizia riassume legami profondi e sostanziali che coinvolge solo alcuni " scelti " , un rapporto che si realizza mediante il contatto umano . Oggi questo concetto è cambiato : si estende anche ai legami virtuali , con individui magari mai incontrati di persona . Sono tanti coloro che sostengono che questo legame virtuale non abbia niente a che fare con l' amicizia vera , ma che decreti la scomparsa della stessa . Io sono d'accordo con questi perché l' amicizia vera è quella che si sperimenta attraverso il contatto fisico , attraverso lo sguardo , attraverso un abbraccio . Coloro che sostengono che l' amicizia virtuale abbia la stessa validità di una amicizia reale , dimostrano il loro pensiero affermando che con internet si possono conoscere persone di diversa nazionalità , superando le barriere della timidezza , sostengono inoltre che l' amicizia virtuale possa aiutare a superare la solitudine . Non sono d'accordo con queste affermazioni innanzitutto ; c' è il rischio di avvicinarse a persone che si presentano diversamente da quello che sono in realtà , senza contare il rischio di imbattersi in truffatori , pedofili , persone con malentensinati . I social network non aiutanon a superare la solitudine , perché dopo veloci scambi di informazione le persone coinvolte restano più sole di prima . Perché non si creano legami solidi ( questi legami si creano solo con il tempo , la conoscenza , la fiducia , la frequentazione ) , condizioni che non sono certamente favorite dai social . Una questione fondamentale riguarda la sfera personale . I social " mettono in piazza " , in tempo reale ciò che ogni individuo compie . Qualunque esperienza dalla più banale alla più importante e personale , viene condivisa mediante foto in attesa di consensi . Chiunque e de qualunque parte del mondo potrebbe farne il uso che vuole . Queste comportamento viola un diritto fondamentale quello della riservatezza .
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La presente prova è costituita sia da una prova di danza classica sia da una prova di danza PROVA DI DANZA CLASSICA – 1° GIORNO La prova prevede una esibizione collettiva ed una relazione accompagnatoria scritta. Si invita il Presidente a somministrare ai candidati la relazione accompagnatoria scritta dopo l'esibizione collettiva. Esibizione collettiva (durata massima 2 ore) L'esibizione collettiva dei candidati della Sezione Danza Classica, che prevede il coinvolgimento di tutti gli allievi, si articolerà nei seguenti ambiti:  Ambiti della Sezione Danza Classica: Al centro: 1. Piccolo e grande Adagio. 2. Pirouettes e giri nelle grandi pose. 3. Passi saltati: piccolo (anche con batterie), medio e grande sbalzo. 4. Principali forme di virtuosismo: a. Passi sulle punte per le candidate b. Giri (a terra e in aria) e salti (batterie) per i candidati  Contenuti relativi a ciascun Ambito. Combinazioni da svolgersi al centro della sala: 1. Combinazioni di movimenti d'Adagio volte a dimostrare tecnica, l'interiorizzazione del gesto e la qualità musicale ed espressiva, differenziate per il piccolo e il grande Adagio. la padronanza 2. Combinazioni di vari passi a terre e di collegamento con pirouettes mirate ad evidenziare la coordinazione e la qualità dinamica e musicale. 3. Combinazioni di passi saltati volte a dimostrare la padronanza tecnica e la conoscenza della struttura dinamico-ritmica del piccolo sbalzo (anche con batterie) e del medio e grande sbalzo. 4a. Combinazioni di passi sulle punte per le candidate: a. Combinazioni di carattere lirico b. Combinazioni di carattere brillante 4b. Combinazioni di giri e salti per i candidati: a. Giri in aria b. Batterie Conclusa l'esibizione collettiva, i candidati si predispongano allo svolgimento della relazione accompagnatoria, che sarà redatta da ciascun candidato sulla base dell'analisi degli elementi tecnici dell'esibizione e sarà svolta con gli opportuni riferimenti alla Storia della danza. Relazione accompagnatoria scritta – Traccia (durata massima 4 ore) Partendo dalle conoscenze pratico-teoriche nel campo della danza classica acquisite nel percorso di studi coreutici, focalizza l'analisi sui concetti di en dehors e en dedans. Approfondisci l'aspetto tecnico, stilistico ed espressivo di un movimento o di un passo sperimentato nell'esibizione collettiva che sia indicativo dei concetti suddetti. Completa quindi la relazione contestualizzando storicamente gli esempi coreografici da te proposti sulla base delle conoscenze acquisite in particolare nell'ultimo anno di studi. Consegne: 1. 2. Illustra almeno due movimenti o passi presenti negli ambiti dell'esibizione collettiva, in cui siano evidenziati i concetti di en dehors e en dedans. Individua quale dei quattro ports de bras codificati dalla Scuola russa sia quello in cui il movimento simmetrico delle braccia disegni un percorso en dehors. 3. Focalizza l'attenzione sulla gestualità di un personaggio del balletto del repertorio classico in cui gli atteggiamenti en dehors e/o en dedans della parte superiore del corpo siano l'espressione di particolari stati d'animo. 4. Collegandoti all'analisi gestuale del personaggio scelto, descrivi brevemente la scena del balletto cui fai riferimento e cita uno o più interpreti che a tuo avviso hanno saputo caratterizzare al meglio il ruolo preso in esame. Durata massima complessiva della prova: 6 ore. È consentito ai candidati, durante lo svolgimento della relazione scritta, usare il dizionario di Lingua francese. È consentito l'uso del dizionario bilingue (italiano-lingua del paese di provenienza) per i candidati di madrelingua non italiana. PROVA DI DANZA CONTEMPORANEA – 1° GIORNO La prova prevede una esibizione collettiva ed una relazione accompagnatoria scritta. Si invita il Presidente a somministrare ai candidati la relazione accompagnatoria scritta dopo l'esibizione collettiva. Esibizione collettiva (durata massima 2 ore) L'esibizione collettiva dei candidati della Sezione Danza Contemporanea, che prevede il coinvolgimento di tutti gli allievi, si articolerà nei seguenti ambiti:  Ambiti della Sezione Danza Contemporanea: 1. Moduli dinamico-ritmici nei diversi livelli dello spazio: centro e periferia; gravità e forza; direzioni e livelli. 2. Sospensione e swings nelle diversificate modalità di accento: declinazioni del peso; tensione e rilascio, rapporto musica-danza. 3. Cadute in asse e fuori asse: cadute e recuperi; spostamento del peso; curve torsioni e tilt. 4. Salti nei diversi livelli dello spazio: appoggi e spinte; uso dell'energia; percorsi spaziali. Conclusa l'esibizione collettiva, i candidati si predispongano allo svolgimento della relazione accompagnatoria, che sarà redatta da ciascun candidato sulla base dell'analisi degli elementi tecnici dell'esibizione e sarà svolta con gli opportuni riferimenti alla Storia della danza Relazione accompagnatoria scritta – Traccia (durata massima 4 ore) Partendo dal tema "Contrapposizione fra Salto e Caduta", descrivi l'esecuzione di tale opposizione nello stile praticato nella prova tecnica collettiva e analizzane la funzione simbolica ed espressiva attingendo alle tue conoscenze nell'ambito del programma di Storia della danza. Consegne: 1. Soffermati su come, sia sul piano simbolico sia su quello reale, l'audacia del salto implichi il rischio della caduta. 2. Osserva quanto la forza sia necessaria per esprimere la leggerezza. 3. Cita personaggi della storia della danza del Novecento che hanno utilizzato queste due dinamiche come concetti chiave della loro poetica e del loro stile. 4. Arricchisci la relazione prendendo in esame alcuni esempi coreografici. Durata massima complessiva della prova: 6 ore. È consentito ai candidati, durante lo svolgimento della relazione scritta, usare il dizionario di Lingua inglese. È consentito l'uso del dizionario bilingue (italiano-lingua del paese di provenienza) per i candidati di madrelingua non italiana.
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Ciao ! Mi chiamo $NAME$ , io penso che l' amicizia e l' amore siano tra i legami più belli e importanti , ma devono essere reali . Oggi nel mondo dei social network i giovani pensano che avere più di mille amici sia fantastico , ma non li conoscono realmente in persona . Io ho un' amica del cuore e amici sul luogo del lavoro e dove abito , in Facebook ci sono persone che hanno molti amici registrati nella loro pagina personale , ma non li conoscono veramente . Io per esempio quando ho bisogno di un favore posso chiederlo ai miei amici che vedo nella mia vita quotidiana , come la mia amica Loranca che conosco da quando ero bambina dalla scuola elementare , e che abbiamo condiviso insieme molte esperienze , e sento una vera amicizia con lei . Nel mondo dei social network nessun amico arriverà ad aiutarti , perché molte sono solo bugie o non ci sono realmente dei rapporti . Penso che i giovani devano navigare nelle reti sociali con molta precauzione .
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Il candidato analizzi le diverse tipologie di sorgenti luminose utilizzate nella ripresa fotografica e le loro caratteristiche. Effettui poi una scelta delle caratteristiche più idonee delle sorgenti luminose per le principali tipologie di ripresa fotografica:      fotografie artistiche; opere d'arte; articoli commerciali; cerimonie; altre tipologie.
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Ciao Aldo , La festa di laurea era bellissima . Abbiamo incominciato con un antipasto di verdure cotte e finito con un dessert di frutte . E tutto accompagnato da una band classica . Dopo che tutti hanno finito il dessert , i miei due amici Max e Anna si sono alzati e mi hanno portato un regalo . Nel regalo ho trovato un costume da bagno e una entrata per tutto l' anno nella piscina pubblica . Che è un regalo perfetto . Già da tanto tempo desidero una entrata per tutto l' anno in piscina . E già da tanto tempo che voglio fare più sport . Mi dispiace molto che non era possibile che tu eri presente a questa festa . Saluti , $NAME$ .
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Ciao Mirco ! In questi giorni sono molto felice . Ho partecipato al concorso italiano di giornalismo e ho vinto il primo premio con un articolo che parlava del mio paese . Ho voluto raccontare un po' la nostra storia e un po' riportare la nostra cultura e usanze . Ieri ci stata la cerimonia di premiazione al Palazzo Vecchio , ero al settimo cielo dalla felicità di conoscere tanta gente importante e tanti giornalisti famosi , molti mi hanno fatto i loro complimenti . Se ti fa piacere ti mando anche il link con il mio articolo , così lo potrai leggere anche tu . Tanti saluti . $NAME$ .
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Ad ognuno di noi è capitato di essere stato ferito almeno una volta nella vita . Tutti in un modo o all' altro abbiamo passato delle situazioni difficili . I motivi per cui è probabile di renderci tristi sono molti e diversi per ognuno . La gente soffre perché ha perso il suo lavoro , perché non vive la vita dei suoi sogni , perché ha smesso di avere rapporti con qualche persona a cui ci teneva tanto e per molti altri ragioni . Così , come tutte le persone del mondo , è stata una volta qualche anno fa che mi sono resa triste anch' io . È successo quando una delle mie amiche migliori ha smesso di comunicare con me . Io passavo dei mesi proprio difficili visto che avevo una crisi di panico e anche se lei lo sapeva ha smesso di contattarmi . Così all'improvviso . Ero troppo triste fino al momento che ho capito che non vale la pena di occuparmi di lei e mi sono concentrata solo alle persone che mi vogliono bene e che mi hanno aiutata a superare la crisi di panico . La cosa importante quando viviamo delle situazioni delicate è a poter capire quando dobbiamo dare importanza alle cose e quando no .
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la maglia rossa c'ha la mamma? il ciuccio! che stai a guardare? che stai a guardare? Luca! ciao. e gh! che mi vuoi dire. che mi vuoi dire tu? piccolino! ghe. e ghe! amore, Luchino! che stai a guardare. che ci sta la cinta? che c'hai tu la cinta? il bavaglino con l'elefantino. piccolo! guarda come ti sei graffiato. guarda. guarda come ti sei graffiato. guarda come ti sei graffiato! che mi fai. mi cacci la lingua? mi cacci la lingua? dove vuoi andare. dove vuoi andare. dove vuoi andare? quanti bacini dà la mamma al giorno? quanti te ne dà? quanti te ne dà? oddio! che c'è? che c'è? e dai. dimmi qualcosa. dimmi qualcosa! sì. fatti una risatella. dai. fatti un altra risatella! e ghe!
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Sono d'accordo che le amicizie valgano tanto . Se esistano problemi nella propria famiglia c' è sempre il conforto degli amici . Gli amici veri ci sono anche quando succedono cose triste , per esempio un periodo di depressione o la perdita del lavoro . Per ogni età ( bambina , adolescente ) avevo un' amica sulla quale contare . Devo aggiungere che durante gli anni da bambina era un amico ! Secondo me bastano uno a tre amiche vere per tutta la vita , con più , per me , non sarebbe possibile di avere rapporti intensi . Per questo mi sono anche cancellata da Facebook tre anni fa . Adesso mi sento più autentica e libera . Ho anche più tempo per dedicarmi alle persone reali e di approfondire le mie amicizie .
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Here is the corrected text with proper grammar and punctuation: **Il giro in bici** È una splendida giornata. Peppa e George stanno facendo colazione. "Oggi è una giornata perfetta per fare un giro in bici!" "Un giro in bici! Che bello!" Peppa e George adorano andare in bici. Peppa ha la sua bicicletta, George ha il suo triciclo, e mamma e papà Pig hanno il tandem. "Che cos'è quello?" "È la nostra bicicletta. Io mi siedo davanti, mentre mamma Pig userà questo posto. E attaccheremo anche questi sellini speciali, così possiamo portare anche voi." "Però noi vogliamo andare sulle nostre biciclette, mamma!" "George è un po' troppo piccolo. Si stancherebbe molto in fretta." "Peppa, ma io ormai sono grande! Non mi stanco facilmente." "Faremo un giro piuttosto lungo, Peppa. Sei proprio sicura?" "Sì, papà, non preoccuparti!" "Molto bene. Siete tutti pronti?" "Sì, papà Pig!" "Allora, partiamo!" "Io sto vincendo!" "Questa non è una gara, Peppa. È soltanto una tranquilla passeggiata in bici." "Sì, papino, ma sto comunque vincendo io!" "Ah ah! E ora chi sta vincendo?" "Salire sulle colline non mi è mai piaciuto." "Hai visto? Abbiamo vinto la gara!" "No, invece non avete vinto, perché in quel momento io non stavo gareggiando. Ma adesso sì! Provate a prendermi!" "Ah ah! Non sei altro che un'imbrogliona!" "Ciao, anatre! Stiamo facendo un giro in bicicletta." "Ciao, anatre!" "Ah, avevo dimenticato quanto mi piace andare in bicicletta. Mi ero ricordato anche che salire le colline non mi è mai piaciuto." "Il percorso è molto ripido. Le colline dovrebbero essere più basse." "Sì, ma guarda che panorama stupendo!" "Oh, povero me! È davvero molto faticoso, mamma Pig. Tu non stai pedalando!" "Scusami, papà Pig, mi stavo godendo la bella vista." Peppa e gli altri sono arrivati in cima alla collina. Ci sono gli amici di Peppa. "Ciao, Peppa!" "Ciao! Stavamo per fare una gara di velocità. Peppa, perché non partecipi anche tu?" "D'accordo, ma soltanto se la gara la facciamo in discesa!" "Va bene, Peppa!" Peppa e i suoi amici si sono messi in posizione. "Siete tutti pronti? Pronti! Potrete partire dopo che vi avrò dato il segnale, in questo modo: 'Ped!' È partito in anticipo!" "No, Pedro, la gara non è ancora incominciata." "Mi scusi, signor Pig, quello di prima era solo un esempio per informarvi che il segnale è questo." "Ti chiedo scusa, Pedro. Questa volta la colpa era solo mia. Ma state attenti, perché ora userò questo per darvi il via." "Ha detto 'via'!" "Sì, l'ha detto! Sbrigati, Peppa!" "Ma papà, non hai ancora dato il via!" "Denny cane è in testa!" "Aspettate, ho vinto!" "Bravissima, Peppa! Grazie. In effetti, sono molto veloce nelle discese." Gli amici di Peppa devono rientrare. "Ciao, Peppa!" "Ciao! Andiamo a casa anche noi, Peppa. Mamma, sono molto stanca. Con tutto quel salire dalle colline, le mie gambe non ce la fanno più." "Posso venire insieme a te, mamma?" "Ma come facciamo con papà Pig?" "Papà, potrà usare la mia bici. È molto veloce." "Oh, va bene. Mi piace un sacco il tandem, papà!" "Come va con la mia bici?" "Bene, tesoro. Sembra fatta per me!" **Il trenino del nonno** Peppa e George sono andati a giocare a casa dei nonni. "Che cos'è questo rumore? Il nonno sembra molto impegnato." "Buongiorno, Peppa e George! Avete un tempismo perfetto: ho appena finito di costruirla." "E possiamo chiederti che cosa hai costruito?" "Ve la faccio vedere. Wow! Che bello, un trenino giocattolo!" "Questo non è un giocattolo. Il suo nome è Gertrude. È una locomotiva miniaturizzata." "Ma allora, per camminare, avrà bisogno delle rotaie!" "Oh no, ho dotato la mia Gertrude di normali ruote, così posso usarla dove mi pare e piace." "Nonno, possiamo salire su Gertrude?" "Saltate su! Motori al massimo!" "Ciao, ciao, nonna! A più tardi!" "Peppa e George adorano il trenino del nonno." "Il treno del nonno fa 'chu-chu'! Il treno del nonno fa 'ciuf-ciuf'! Tutto il... i maiali sul treno fanno 'o-o'! I maiali sul treno fanno 'o'!" "Ecco nonno Cane con Danny. Ciao, ragazzi! Ciao, Danny! Vedo che giocate con un bel trenino. 'Gertrude' è una vera locomotiva. Funziona ancora?" "Quel vecchio macinino? Col mio carro attrezzi ho salvato molta gente che aveva bisogno di aiuto." "Senti, nonno, posso fare un giro sul treno?" "Certo, va' pure, Denny. Vuoi venire anche tu, Danny, se trovi più divertente giocare su un trenino?" "Grazie, nonno! A più tardi!" "La signora Coniglio guida lo scuolabus. Alla vostra sinistra ci sono delle colline con un po' di alberi." "Ciao, amici!" "Ciao, Peppa!" "Ci sono tutti gli amici di Peppa. Possiamo fare un giro sul treno?" "Ehm... vorrei che questi bambini facessero una gita divertente, ma istruttiva." "Pensi che i treni siano istruttivi?" "Sì, lo sono di certo." "Ascoltate, bambini! Alzi la mano chi vuole fare un giro sul treno!" "Ora alzi la mano chi vuole rimanere sull'autobus." "Va bene, potete salire sul trenino. Io rimarrò dietro di voi." "Il treno del nonno fa 'ciuf-ciuf-ciuf-ciuf-ciuf-ciuf-ciuf-ciuf'! Il treno del nonno fa 'ciu-ciu'! Tutto il... che grossa pozzanghera! Se non vogliamo rimanere impantanati, forse dovremmo prendere un'altra strada." "No! È solamente un po' di fango. Coraggio, Gertrude, puoi farcela!" "Coraggio, autobus, puoi farcela!" "L'autobus è bloccato!" "Uh, accidenti!" "Buongiorno, signora Coniglio. Che cosa mi racconta?" "Mi sono impantanata." "Le dispiacerebbe aiutarmi?" "Con piacere. Il suo carro attrezzi è abbastanza forte?" "È naturale: ha funzionato!" "No, ci servirebbe un mezzo più potente del carro attrezzi." "Per caso posso esservi utile?" "No, non c'è niente di cui non posso occuparmi da solo. Grazie lo stesso." "Mi è venuta un'idea per tirarmi fuori da qua: possiamo usare quel treno!" "Perché non provare, signora Coniglio?" "Il treno del nonno tirerà fuori dal pantano! Motori al massimo, coraggio, Gertrude!" "Ci siamo! Perfetto, ben fatto!" "È incredibile quello che un treno giocattolo può fare." "Un giocattolo? La mia Gertrude non è affatto un giocattolo! Gertrude è il miglior treno del mondo, il più bello di tutti!" **Il dipinto** Peppa e George oggi vogliono dipingere. "Mettiamo un foglio di giornale da mettere sopra il tavolo, sì?" "Papà Pig lo sta ancora leggendo. Vi farò usare il giornale dopo che avrò finito di leggerlo." "Giocate pure!" "Evviva! Ora possiamo iniziare a disegnare." "Non si fa così, George! I bambini grandi non mettono le mani nei barattoli dei colori." "George adora dipingere con le mani." "Peppa adora dipingere con le mani." "Siete molto bravi. Mi daresti una patata, per favore?" "Ma non sono ancora cotte, papà Pig." "Per caso hai già fame?" "Papà, non ho intenzione di mangiarla." "Guardate un po' qui! Cosa vorrà fare, papà Pig?" "Wow! Ora, chi di voi mi sa dire che cos'è questo?" "Ma è un fiore!" "Bravissimo, papà! Adoravo dipingere quando ero un giovane maialino." "Dove sono i miei vecchi strumenti, papà?" "Ma come mai ti sei messo quello strano cappello?" "Questo strano cappello è un basco. Mi serve per riuscire a trovare l'ispirazione." "Allora, che cosa cosa posso dipingere?" "Ottimo soggetto, George. Dipingerò il vecchio albero di ciliegio." "Che cos'è quello?" "Si chiama cavalletto, Peppa. Serve per appoggiare la tela." "E che cos'è una tela?" "La cosa sopra cui si dipinge, un po' come i fogli di carta che usate voi." "E quello cos'è?" "Dentifricio? No, tesoro. Questi sono colori speciali che usano gli artisti adulti." "Bene. Con che colore volete iniziare?" "Rosso, per favore. Perché il rosso, Peppa?" "Perché il rosso è il mio colore preferito, papà Pig." "Papa Pig, ma per prima cosa dobbiamo dipingere il cielo. Guarda! Sai dirmi di che colore è?" "Azzurro, naturalmente." "Molto bene. Iniziamo con l'azzurro. E ora disegniamo l'albero. Ci serve un po' di verde per le foglie, ma il verde non ce l'abbiamo." "Non preoccuparti: se mischiamo un po' di azzurro con del giallo, possiamo creare il verde." "Mischiando azzurro e giallo si ottiene il verde." "Uh! Facciamo tante belle foglie verdi e, in basso, un po' di erba." "E come farai con il tronco senza il marrone?" "Non puoi dipingerlo. Possiamo crearlo noi. Basterà mischiare verde e rosso." "Mischiando verde e rosso si ottiene il marrone." "Uh! Papà Pig dipinge il tronco e i rami dell'albero." "Wow! Papà, posso dipingere le ciliegie?" "Ma certo, Peppa. Bagnati il tuo dito nel colore e premilo sulle parti verdi: 1, 2, e 3." "Ben fatto, George! Tocca a te adesso. Sei davvero un grande pittore. Complimenti!" "Perfetto, abbiamo finito il dipinto!" "Urrà! Ci sono le anatre." "Salve, signora anatra! Abbiamo appena fatto un dipinto." "Le anatre stanno correndo sulla tavolozza." "Shh! Shh! Non si fa così, andatevene!" "Show, state lontano dal nostro dipinto!" "Oh no, le anatre hanno lasciato delle impronte colorate su tutto il dipinto." "Oh, caspiterina!" "Che cos'era tutto quel rumore, mamma?" "Le anatre hanno rovinato il nostro dipinto." "Fatemi vedere. Le anatre stanno lasciando impronte dappertutto, proprio come hanno fatto sul dipinto." "Il dipinto non è affatto rovinato, Peppa. Anzi, è perfetto!" "Evviva! Oh, è vero! In effetti, io sono un artista molto esperto, proprio come le anatri!" **Il blackout** È sera. Peppa e George sono in salotto e ballano la loro canzone preferita. Papà Pig è nell'ingresso e passa l'aspirapolvere. Mamma Pig è nel suo studio e fa un lavoro importante al computer. "Oh oh oh! Mamma, papà, si è rotto lo stereo!" "Ed è pure diventato tutto buio!" "E l'aspirapolvere, all'improvviso, si è spento." "Anche il mio computer non funziona più, mamma Pig." "Prego? Posso fare qualcosa?" "Per favore, posso tenerla io?" "D'accordo, grazie, mammina." "George, guarda un po' qui: Peppa fa un'espressione buffa." "Ma no, George! Sta tranquillo, è solamente Peppa." "Oh, dobbiamo avvertire vostro padre: è ancora laggiù al buio." "Papà Pig è in cantina e sta cercando la torcia." "Ma dove si sarà cacciata?" "Papà, è tutto a posto?" "Sì, c'è solo più buio di quanto immaginassi." "Oh! Adesso che ci penso, credo che la torcia, in realtà, sia in cucina." "Ah ah! Mamma Pig ha trovato la torcia." "Per favore, posso tenerla io?" "D'accordo, grazie, mammina." "George, devi rimanere seduto là sopra. Sentite, George: tu dovrai puntare questa su di me. Hai capito?" "Quest'oggi a presentare il telegiornale sarò io, Peppa Pig." "Peppa ha costruito un televisore." "Stasera, per colpa di un blackout, tutte le cose hanno smesso di funzionare e non è rimasta neanche un po' di elettricità." "Sei davvero molto brava, Peppa." "Papà ha detto che l'elettricità può anche non tornare per molto, molto tempo." "Oh, è tornata la luce!" "Evviva! Ma come? Io non ho ancora finito!" "Dai, papà, spegni la luce!" "Come vuoi, Peppa." "Bravissimo! Non saremo più obbligati a stare al buio. La regina ha appena trovato un po' di elettricità e dice che adesso tutti possono essere di nuovo felici." "Ben detto, piccola! E ora balliamo!" "A Peppa è piaciuto il blackout, ma è contenta che la corrente sia tornata." **Il pozzo dei desideri** Nonno Pig mostra il suo orto a Peppa e George. "Qui ci sono i cavolini di Bruxelles, i broccoli e i cavolfiori. Le patate, le carote... le barbabietole, invece, sono qua. E da quella parte si trova la frutta." "E quella pianta che cos'è, nonnino?" "Quella, cara Peppa, è un'erbaccia." "E che cos'è l'erbaccia?" "L'erbaccia è una pianta ostinata che cresce dove non dovrebbe." "Uh, strappala via e mettila in questo secchio!" "Non c'è posto per le erbacce nel mio orticello lindo e ordinato." "Nonno Pig è molto fiero del suo orticello. Secondo me, c'è posto per coltivare una fragola piccolina piccolina, qui." "Una fragola in mezzo alle mie carote? No, Peppa!" "Le fragole vanno dove ho piantato la frutta. Ogni cosa deve stare al suo posto. Non sei d'accordo con me, nonna Pig?" "Sì, nonno Pig, potremmo trovare un posticino per questo." "No! E quello cos'è, nonna?" "È un nanetto di plastica, cara Peppa, e verrà ad abitare nel nostro giardino." "No, non se ne parla proprio! Non c'è spazio." "C'è spazio in abbondanza!" "Mettiamolo qui." "Non voglio che quel brutto coso mi tenga gli occhi addosso per tutto il giorno." "Peppa, George, pensate anche voi che il mio nanetto sia brutto?" "No, nonna! Io penso che sia carinissimo!" "Sì!" "Visto, nonno? Noi siamo la maggioranza, e il nano resta qui!" "Ah, stanno arrivando i suoi amichetti!" "Cosa? Il signor Toro è venuto a portare al signor Nano una montagna di nuovi amici!" "Ma negli orti crescono le piante, non cresce la plastica!" "Dove sistemo tutti questi nanetti?" "Non vogliamo nessun nano qui, grazie tante!" "Oh! Arrivederci!" "Sei un antipatico, nonno Pig!" "Quelli sono i nanetti che ha comprato nonna Pig." "Oh, come non detto! Li vogliamo, quei nanetti, signor Toro!" "Molto bene, attenzione: sono carinissimi! E c'è anche questa cassa." "A presto!" "Molte grazie, signor Toro, e arrivederci!" "Arrivederci!" "E qui dentro che ci sarà? Un nanetto gigantesco?" "No, non... no! Lì dentro c'è un pozzo." "Che cos'è un pozzo?" "Un pozzo, Peppa, è un profondo buco nel terreno che contiene tanta e tanta acqua." "Effettivamente, ho bisogno di tanta acqua per il mio orticello. Quindi, un pozzo mi sarebbe molto utile." "Ma questo non è affatto un vero pozzo: è una carabattola di plastica e non ha un buco al di sotto." "Ma è molto bello, però! A cosa potrà servire mai un pozzo senz'acqua?" "È un pozzo dei desideri: ci si butta una moneta dentro e si esprime un desiderio." "Allora posso esprimere un desiderio, nonna?" "Ma certo, Peppa! Eccoti una monetina." "Desidero... desidero... desidero..." "No, non dirci cosa desideri!" "Va bene. Ho fatto?" "Molto brava, nonna. Ma si realizzano sempre i desideri del pozzo?" "Certo!" "Ah, evviva! Ma ora, il nonno vi deve riportare a casa." "Ciao, ciao, nonnina!" "Ciao, ciao, ciao, ciao, tesorini miei!" "Lo sai, nonno, sei molto fortunato ad avere un pozzo dei desideri nel tuo giardino." "Lo pensi davvero, Peppa?" "Sì! Puoi desiderare delle cose tutte le volte che ti va. In questo modo, i desideri si realizzano sempre." "La nonna ha detto così. E io le credo." "Già, vuoi sapere qual è il mio desiderio del pozzo, nonno Pig?" "Sentiamo un po', questo desiderio." "Ho chiesto di avere anch'io tanti bei nanetti e un pozzo dei desideri nel mio giardino." "Oh, bene! Penso proprio che si possa realizzare." "Peppa e George sono arrivati a casa." "Mamma, papà, ho espresso un desiderio e si è realizzato!" "Che bello, davvero! E quale desiderio hai espresso?" "Di avere tanti nanetti e un bellissimo pozzo dei desideri in giardino." "Oh, nonno Pig, non credo che lo spazio in giardino sia sufficiente." "Sciocchezze! Avete moltissimo spazio, invece!" "Sì, forse hai ragione, nonno." "Peppa e George adorano i nanetti e il pozzo dei desideri." "Tutti adorano i nanetti e il pozzo dei desideri!" **Il ritorno di Capitan Cane** Peppa e i suoi amici giocano a casa di Denny Cane. "Io sono un capitano di lungo corso e navigo per i Sette Mari!" "Noi siamo dei pericolosi pirati!" "Corpo di mille balene!" "Che sarà mai?" "È il signor Zebra, il postino." "Buongiorno, mamma cane! Ho una cartolina per lei." "Molte grazie, signor Zebra. Arrivederci!" "Chi ci ha spedito quella cartolina, mammina?" "Tuo padre, Capitan Cane. Papino ha appena terminato il giro del mondo sulla sua barca a vela. Sta tornando a casa!" "Uh, come sono emozionata! Speriamo che arrivi presto." "Buona giornata, signor Zebra!" "Buongiorno, Capitan Cane! C'è nessuno lassù?" "Papà Danny! Papà Danny! Quanto sono felice: Capitan Cane è tornato dal suo viaggio in barca!" "Marito mio, quanto mi sei mancato, mamma Cane!" "Mogliettina mia adorata, per quanto tempo resterai a casa con noi?" "Per sempre! Ho deciso che il tempo di viaggiare è giunto al termine. Ormai ho girato tutto il mondo. Ho visto molto e ho fatto fortuna. Uh, e poi ahimè, l'ho persa. Oh, e poi l'ho recuperata, e via!" "Ah, mi piace molto viaggiare. Ma c'è qualcosa che mi manca terribilmente quando sono in giro." "Che cosa, papino?" "La mia amata famiglia, naturalmente!" "È venuto il momento di appendere al chiodo il mio cappello da capitano. Vi voglio raccontare le mie fantastiche avventure di viaggio. Sono stato per mare per un giorno ed un secondo, girando intorno a tutto il mondo." "Hai fatto tutto il giro?" "Sì! E come hai fatto a stare a testa in giù? Non sei caduto?" "No, mi sono tenuto forte!" "Oh, che avventura fantastica!" "E come figlio mio, ho portato dei regalini ad ognuno di voi." "Uh, dei regalini!" "Qui c'è un tamburo per Denny, da una giungla lontana lontana." "Grazie tante, papà! Molto bravo, Denny! Lo suono ancora più forte se voglio!" "Molto bene, per adesso può bastare, figlio mio. E per tutti i tuoi amici, delle conchiglie da un'isola deserta." "Uh, se le portate all'orecchio, potrete sentire il mare." "È vero: si sentono le onde!" "Che bello! E per la mia adoratissima mamma Cane, uno scrigno con ori e pietre preziose." "Oh, che pensiero gentile! Me li invidieranno tutti!" "Ah, com'è bello essere nuovamente a casa!" "È l'alba. Capitan Cane si è alzato presto." "Papà, che cosa fai lì fuori?" "Controllo la direzione del vento, Denny. Perché i marinai controllano sempre la direzione del vento prima di prendere il largo." "Ma ci avevi promesso di restare a casa!" "Ah, già! Vi avevo fatto una promessa. Hai ragione. Hai nostalgia del mare, papino?" "No, no, non è il mare che mi manca. Ma ho nostalgia della mia barca." "Se vuoi, ti posso prestare la barca a vela che mi ha regalato nonno Cane." "Ah, è la copia esatta della mia adorata barca! Potresti aiutarmi a farla navigare?" "È un'idea molto divertente!" "Peppa e i suoi amici sono allo stagno delle anatre." "Salute, vecchi lupi di mare! C'è spazio per un'altra barca su queste placide acque?" "Sì, eccellente, Danny!" "La nostra barca ha bisogno di un capitano. Non può navigare da sola." "Papino, vorresti essere il capitano della mia barca?" "Con molto piacere, Danny. Ma solo se tu sarai il primo ufficiale." "Sì, che bello! È il momento del varo!" "Signor sì, capitano! Brezza leggera!" "Il mare è una tavola." "Nella mia ultima avventura di capitano di lungo corso, ho fatto il giro di tutti e sette i mari. Nella mia prossima avventura di capitano di lungo corso, circumnavigherò tutto lo stagno delle anatre." "A Capitan Cane piace far navigare la barca sullo stagno delle anatre." "A tutti piace far navigare le barche sullo stagno delle anatre!" **Il tartarughino pestifero** È una giornata autunnale. Peppa e i suoi amici giocano tra le foglie cadute. "Guardate, è arrivato Titino il tartarughino!" "Buongiorno, Titino! Che cosa ci fai da queste parti?" "Titino! Titino! La dottoressa Criceto, la veterinaria! Titino è qui per fortuna. L'avete trovato? Grazie!" "Oh, pestifero di un tartarughino!" "Filo in scatola! È ora di fare la nanna!" "Per noi non è il momento di andare a dormire!" "Per voi no, per Titino sì! Lui dorme saporitamente per tutto l'inverno e si risveglia quando inizia la primavera." "Deve essere fantastico!" "A te piace molto dormire, vero, Pedro Pony?" "Eh, sì!" "Oh, povera me! Titino! Titino è scappato!" "Guardate, è salito su quell'albero!" "Oh, Titino! Per quale motivo ti piace tanto arrampicarti sugli alberi?" "E ora come salviamo Titino il tartarughino?" "Abbattiamo l'albero!" "Avanti, no! Telefonerò ai vigili del fuoco." "Vigili del fuoco! Che cosa?" "Un tartarughino su un albero, di nuovo!" "Stiamo arrivando! Fate largo!" "I pompieri usano la scala per far scendere gli animaletti dagli alberi." "Vieni qui, Titino!" "Titino sale sempre più in alto!" "Vieni subito qui: è pericoloso!" "Mamma mucca si arrampica sull'albero!" "Stai attenta, mamma mucca!" "Povera me, mi sono bloccata! Le mucche non sono molto brave ad arrampicarsi sugli alberi." "Resisti, ora vengo ad aiutarti!" "Vieni qui, Titino!" "Oh, sono bloccata anch'io! Neanche gli elefanti sono molto bravi ad arrampicarsi sugli alberi, purtroppo." "Temo che non abbia funzionato." "E adesso come possiamo fare per salvarlo?" "Bisogna battere l'albero!" "No! Adesso provo a chiamare il carro attrezzi." "Pronto! Risponde nonno Cane col suo carro attrezzi." "Pronto! Titino il tartarughino è salito su un albero." "Un tartarughino sull'albero, un'altra volta? Sì, arrivo subito!" "M... come si faranno scendere le tartarughe dagli alberi?" "Si abbatte l'albero, giusto?" "Sì, esatto! Avanti, abbattiamo l'albero!" "No!" "Va bene, allora proverò a salire." "Evviva!" "Oh, oh, temo di essermi bloccato. Neppure i cani sono molto bravi ad arrampicarsi sugli alberi." "Possiamo buttare giù l'albero, finalmente!" "No! Sto per fare una telefonata che risolverà ogni problema: arrivo in un battibaleno!" "Ecco la signorina Coniglio su un elicottero di salvataggio." "Buongiorno a tutti! Sono qui per salvare il tartarughino." "Scusi, chi sta guidando l'elicottero?" "Ops, che sciocchina! Salgo e inserisco il pilota automatico." "Pilota automatico inserito. Buona giornata!" "Il pilota automatico sostituisce la signorina Coniglio." "Ti ho preso, monello che non sei altro!" "La signorina Coniglio ha salvato Titino." "Grazie mille, signorina Coniglio, per avere salvato il mio Titino!" "Sì, figuri, dottoressa Criceto. E grazie per aver salvato anche noi!" "Ho solo fatto il mio lavoro." "Arrivederci!" "Non dimentica nulla?" "Cosa? Oh, certo, il mio elicottero! Arrivederci a tutti!" "Arrivederci!" "Sei proprio un tartarughino pestifero!" "Oh, bene! Vedo che ti è venuto sonno. Torna nella tua scatola: sogni d'oro, Titino!" "Titino dormirà tutto l'inverno e si sveglierà la prossima primavera." **Il dinosauro nuovo** George sta giocando con il suo giocattolo preferito, il signor Dinosauro. Si diverte a lanciarlo e a farlo rimbalzare. "Il signor Dinosauro è fatto di plastica: è praticamente impossibile romperlo." "Dinosauro! Giorgio gioca con il suo dinosauro mentre fa il bagno e, quando va a dormire, lo tiene sempre accanto a sé." "Dinosauro, George! Hai visto? Il signor Dinosauro ha perso la coda!" "Oh, il signor Dinosauro si è rotto!" "Povero piccolo George! Hai giocato con il signor Dinosauro per molto tempo: ha resistito anche troppo." "A dire il vero, forse è venuto il momento di comprare un dinosauro nuovo, tesoro." "Sì! Domani ne compriamo uno nella bottega del Signor Volpe." "Ecco la bottega del Signor Volpe. Nella bottega del Signor Volpe, puoi trovare tutto quello che ti serve. Sono sicura che troverai un bellissimo dinosauro in questo negozio." "George, dinosauro! George non vuole un nuovo dinosauro." "Guarda, George: quello è un dinosauro molto grande!" "Oh, dinosauro!" "Buongiorno! In che cosa posso servirvi?" "Vorremmo il dinosauro in vetrina, per favore." "Senz'altro. Ottima scelta: questo è Super Dino. Ruggisce, cammina e canta una fantastica canzone." "Dinosaures! Super Dino, super Dino, sa cantare e camminare!" "Bello, Super Dino! Lo comperiamo." "George sta giocando con Super Dino sul prato." "Non sbatacchiare troppo il povero Super Dino, George: è delicato, così finirà per rompersi." "George non può giocare con Super Dino sul prato." "Allora va a giocare con Super Dino nella vasca." "No, se Super Dino dovesse bagnarsi, smetterebbe di funzionare." "George non può giocare con Super Dino nella vasca." "È notte. George dorme con Super Dino accanto a sé." "George, la canzoncina di Super Dino mi ha svegliata." "Cantare, camminare... non può tenere Super Dino accanto a sé, neanche di notte." "È mattino. Come mai George è così triste?" "Perché non può mai giocare con Super Dino: né sul prato, né nella vasca, né quando va a letto." "Consolati, George: Super Dino può sempre cantare." "Super Dino, super Dino, sa cantare... oh, credo che le batterie si siano esaurite." "Papà Pig, già esaurite? Ma quante batterie ci sono qui?" "Centinaia di fantastiliardi! Super Dino ha bisogno di molte batterie per funzionare." "Oh! E questa cos'è?" "È una trombetta verde? Purtroppo non suona." "Dinosauro, non è una trombetta, Peppa! Hai trovato la coda del signor Dinosauro!" "Oh, e ora papà Pig la rimetterà al suo posto." "Sì. Ci proverò. Mmm... ho paura che non sia affatto semplice aggiustarlo." "Oh, papà Pig ha aggiustato il signor Dinosauro!" "Oh oh! In effetti, sono abbastanza bravo ad aggiustare le cose." "George adora il signor Dinosauro." "Dinosauro, festeggiam... festeggiam! Ed insieme a lui giochiamo!" "Per George, nessun giocattolo al mondo è meglio del signor Dinosauro." **La gita in montagna** Peppa e i suoi amici faranno una gita in autobus. "Bambini, bambini, attenzione, per favore! Adesso procedo con l'appello." "Peppa e George, presenti!" "Rebecca e Richard Coniglio, presente!" "Susi Pecora, presente!" "Zoe Zebra, presente!" "Danny Cane, presente!" "Emily Elefante, presente!" "Pedro Pony... Pedro Pony non è presente." "Scusi, siamo in ritardo! Pedro stavi per perderti la gita dell'asilo!" "Mi scusi, Madame Gazzella." "Non importa. Sei arrivato in tempo." "Tutti a bordo!" "La signora Coniglio è il conducente dell'autobus. A tutto gas!" "A tardi, attenzione, per favore! Oggi faremo una bella gita in montagna e avete portato tutti il pranzo al sacco?" "Sì, Madame Gazzella!" "Madame Gazzella, possiamo mangiare adesso il nostro pranzo?" "Peppa, mangeremo tutti insieme quando saremo in montagna." "Peppa, mi fai vedere che cosa hai lì dentro?" "Certo: una mela." "Anch'io! Ma la mia è verde." "Peppa, Susi, cosa state facendo?" "Susi mi ha chiesto di farle vedere il mio pranzo." "Peppa, mi ha detto di scambiarci le mele." "Oh, non importa. Ma vi prego, lasciate qualcosa per il picnic!" "Sì, Madame Gazzella!" "L'autobus è arrivato alle pendici dei monti." "La strada è molto ripida." "Forza, autobus, so che ce la puoi fare!" "Forza, autobus!" "Peppa e i suoi amici sono sulla vetta del monte." "Guardate che vista!" "Wow, wow, wow, wow!" "Chi ha parlato?" "È stata l'eco, tesoro." "Che cos'è l'eco?" "Un'eco è il suono che si ripete quando si grida in montagna." "Ascoltate: yodo, yodo!" "Glii sono divertenti!" "Andiamo a fare il picnic!" "A Peppa piacciono i picnic." "A tutti piacciono i picnic!" "Dove sono le anatre? Saltano sempre fuori quando ci sono dei picnic." "Che tontolona! Non ci sono anatre in cima alle montagne!" "Oh, salve, signora Anatra! Vuole un pezzo di pane?" "Oggi le anatre sono davvero fortunate: c'è un sacco di pane!" "Le anatre stanno mangiando troppo in fretta." "Può far bacco!" "Si torna a casa!" "Tutti a bordo! È ora di tornare a casa." "La giornata è stata molto divertente." "Cantiamo insieme una canzone!" "Possiamo cantare la canzone del Bing Bang?" "Oh oh, per favore, Madame Gazzella, la canzone del Bing Bong!" "Va bene." "Uh, suoniamo un accordo canticchiando la canzone: con un Bing e un Bong, e un Bing B Bing Bo Bing Bong Bing Bing Bong Bing B Bong Bing Boom Bing Bong Bing Bing Bong Bing!" **Il tartarughino pestifero** È una giornata autunnale. Peppa e i suoi amici giocano tra le foglie cadute. "Guardate, è arrivato Titino il tartarughino!" "Buongiorno, Titino! Che cosa ci fai da queste parti?" "Titino! Titino! La dottoressa Criceto, la veterinaria! Titino è qui per fortuna. L'avete trovato? Grazie!" "Oh, pestifero di un tartarughino!" "Filo in scatola! È ora di fare la nanna!" "Per noi non è il momento di andare a dormire!" "Per voi no, per Titino sì! Lui dorme saporitamente per tutto l'inverno e si risveglia quando inizia la primavera." "Deve essere fantastico!" "A te piace molto dormire, vero, Pedro Pony?" "Eh, sì!" "Oh, povera me! Titino! Titino è scappato!" "Guardate, è salito su quell'albero!" "Oh, Titino! Per quale motivo ti piace tanto arrampicarti sugli alberi?" "E ora come salviamo Titino il tartarughino?" "Abbattiamo l'albero!" "Avanti, no! Telefonerò ai vigili del fuoco." "Vigili del fuoco! Che cosa?" "Un tartarughino su un albero, di nuovo!" "Stiamo arrivando! Fate largo!" "I pompieri usano la scala per far scendere gli animaletti dagli alberi." "Vieni qui, Titino!" "Titino sale sempre più in alto!" "Vieni subito qui: è pericoloso!" "Mamma mucca si arrampica sull'albero!" "Stai attenta, mamma mucca!" "Povera me, mi sono bloccata! Le
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Ciao cara Sandra ! Vorrei raccontarti una bellissima notizia ! Ti ricordi che ti avevo parlato di un concorso italiano di giornalismo ? Mi sono iscritta e ho inviato un articolo che ho scritto sul mio Paese . Fra due settimane ho ricevuto la risposta e ero davvero felicissima di aver vinto il primo premio . La cerimonia di premiazione è stata molto bella e allegra , erano presente alcuni giornalisti famosi . Ho conosciuto tante persone nuove . Per dirti la verità ero tanto emozionata e in quel momento ero tanto felice . Più o meno , questo articolo devono pubblicare in un giornale , si chiama " La Tribuna " e vorrei che tu lo legga . Mi fai sapere cosa ne pensi . Un abbraccio ! Stammi bene ! Ciao
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Caro Leo , come stai ? È da tanto tempo che non ti sento . Ti scrivo per raccontare un evento importante che è successo recentemente . Qualche settimane fa , ho letto un concorso italiano l' ho partecipato perché mi è interessato molto . E poi ho scritto un articolo sul mio paese . Per fortuna , ho vinto finalmente il primo premio e mi hanno fatto una cerimonia di premiazione . Durante la cerimonia ho conosciuto alcuni giornalisti famosi . Ho parlato di viaggio e lettura con loro e mi sono divertito molto . Infine , spero che possa leggere il mio articolo sul giornale . Spero di aver la tua risposta presto . Un abbraccio .
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Buongiorno Aldo , credo che tu stia bene . Ieri ho superato il mio ultimo esame orale e così sono laureato alla fine . Questo occasione ho celebrato con i miei parenti e amici . Ma sai che regalo ho ricevuto dal mio padre ? Una Porsche Carrera ! È veramente incredibile di avere già una Porsche alla mia età . La macchina che , tu sai , ho ammirato moltissimo da anni . Ero solo un po' triste che tu non era presente alla mia festa . Ma con la nuova macchina vado a trovarti subito . Tanti saluti , $NAME$ .
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L'unica libertà permessa è resistere con onore fino al capolinea, giocando come il gatto con il topo, consapevoli però di essere il topo, non il gatto e di non avere rifugio.
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Si dice che " le persone non fanno i viaggi , ma sono i viaggi che fanno le persone " . Niente più vero ! Un viaggio è sempre un' occasione di conoscere te stesso . Durante un viaggio devi utilizzare tutte le tue conoscenze , dalle quelle sociale alle quelle linguistiche . Ma viaggiando puoi anche imparare nuove lingue , conoscere altre tradizioni e fare nuove amicizie . I collegamenti nati durante un viaggio sono i più interessanti . Quanto riguarda il mio parere , vedo un viaggio come un ben prezioso , un ben che fa fiorire ogni persona , alimentandola con conoscenze , ispirazione , bellezza , amore . Ovviamente , parlo d' esperienza . L' estate scorsa ho fatto un viaggio insieme ai miei amici in Transilvania . Niente confronta le spedizioni in montagna e gli escursioni in piccoli borghi . Il sapere rustico - lo ricordo anche oggi . Abbiamo conosciuto il passato storico in Transilvania , la vita degli abitanti e la meravigliosa natura selvatica . Di più , ho scoperto di avere un fisico resistente . E la parte più bella : ho trovato l' ispirazione di scrivere un nuovo romanzo d' avventura . Pertanto , posso dire : sì , sono i viaggi che fanno le persone . Che cosa ne pensi ?
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Caro alieno , mi faceva tanto piacere di ricevere il tuo messaggio ! Per quanto riguarda le tue domande , cercherò di descrivere il nostro bel pianeta . Il superficie è diviso in due parte - il mare e il terreno . Noi viviamo sul terreno dove ci sono le montagne , le pianure e i laghi . La nostra stella vicina che noi chiamiamo " sole " riscalda il nostro mondo e provvede anche la luce . Fa un ambiente comodo per nostri esseri umani . Ci sono tanti diversi animali , uccelli , pesci e piante che aumentano la bellezza del nostro pianeta e ci danno il cibo che ci serve per vivere . Certamente abbiamo i problemi con le guerre e che soffra tanta gente . Però , se potresti visitare il nostro mondo , potrei mostrarti tutte le viste incantevole e potresti incontrare gli altri esseri umani che sarebbero molto curiosi di sapere come sia sul tuo pianeta .
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PRIMA PARTE Una struttura adibita a concessionaria di automobili è composta da una zona all'aperto dove sono parcheggiate auto nuove e usate e da ampi saloni per uffici e showroom. Nell'ambito della manutenzione, l'impresa incaricata deve, tra l'altro, controllare il cancello automatico che dà accesso alla struttura. Il motore elettrico a servizio del cancello ha i seguenti dati di targa: Potenza resa =1,1 KW, tensione di alimentazione = 400 V, cos φ =0,9, rendimento= 0,92. Il cancello, una volta aperto la mattina, si richiude all'orario previsto o tramite comando posto in ufficio. Il candidato, fatte eventuali ipotesi aggiuntive: 1. descriva, anche tramite schema, i dispositivi presenti nell'impianto relativo al cancello e in 2. particolare quelli relativi all'automatismo; indichi i possibili guasti che impediscono la chiusura del cancello e le metodologie per effettuare le relative verifiche; 3. determini la corrente assorbita dal motore e illustri i criteri per valutare il dimensionamento dell'impianto; 4. proponga un format per la registrazione delle verifiche e degli interventi di manutenzione sul cancello automatico. SECONDA PARTE 2. 1. L'apertura delle porte scorrevoli di ingresso agli uffici e saloni è garantita automaticamente se entrambi i fine corsa sono funzionanti. Sapendo che il tasso di guasto del fine corsa è pari a 1 = 5 *10-3 anno-1, il candidato determini l'affidabilità dell'impianto dopo 5 anni e dopo quanti anni la stessa è pari al 90% In seguito ad una riqualificazione energetica ad una ditta di manutenzione viene chiesta la sostituzione dei corpi illuminanti all'interno del salone e dello showroom. Il candidato, ipotizzi le fasi operative comprensive del collaudo finale dell'impianto riqualificato e dopo aver valutato la tipologia dei rischi per ciascuna fase indichi le misure di prevenzione e protezione e la tipologia del DPI da adottare. Il candidato indichi gli strumenti di misura e le tecniche per determinare il rendimento del motore asincrono trifase. Spieghi inoltre, le tipologie di perdite che sono presenti nel motore. In seguito al guasto del motoriduttore di un cancello elettrico si decide la sostituzione. Il nuovo motoriduttore ha un prezzo di listino pari a 1150,00 euro. Si chiede al candidato di effettuare un'analisi del preventivo da esporre al committente e la realizzazione di un diagramma di Gantt con i relativi tempi di tutte le fasi di lavoro. 3. 4.
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Favola V Mucche, Capre, Pecore... e il Leone Quando si è in affari coi più forti non si dorme tranquilli: questa favola mostra bene quel che voglio dire. Un giorno Mucca, Capra e Pecorella - quest'ultima così dolce e mansueta - vollero farsi soci di un Leone in una caccia al cervo in mezzo al bosco. Preso ch'ebbero un cervo bello grosso, il Leone lo divise in quattro, e disse: la prima parte è mia perché mi chiamo Leone; la seconda, poi mi spetta perché sono il più forte; e anche la terza va a me, che me la merito di più; e guai, se uno di voi tocca la quarta. Così la prepotenza sola prese la preda intera, e non ci fu protesta.
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Il candidato sviluppi, a propria scelta, uno dei temi di seguito proposti e contraddistinti con le lettere A B C. A Il "Franchising" è un modello contrattuale molto diffuso nel contesto europeo ed extra europeo ed indica il "privilegio" concesso all'affiliato di utilizzare i segni distintivi dell'affiliante ed il suo Know-how. Tale formula distributiva è stata regolamentata in Italia con la legge 6 maggio 2004 n. 129 "Norme per la disciplina dell'affiliazione commerciale". Il candidato, dopo aver illustrato questa forma contrattuale con riferimento sia al contenuto del contratto che alla la fase precontrattuale, si soffermi sugli elementi che ne hanno determinato la crescente diffusione a livello nazionale ed internazionale. La trattazione può, a scelta del candidato, essere integrata con la presentazione di un caso significativo di "Franchising". B In un contesto di competizione su scala globale in cui i cambiamenti si verificano con velocità crescente, i governi sono chiamati ad intervenire prontamente utilizzando gli strumenti della politica economica. Il candidato, dopo aver trattato l'argomento nelle linee generali, si soffermi sulla situazione economica attuale in Italia ed argomenti con le dovute motivazioni politiche economiche espansive o restrittive se siano opportune. C L'attività lavorativa si inquadra in un rapporto giuridico i cui soggetti, rispettivamente datore di lavoro e prestatore di lavoro, possono avere relazioni disciplinate da forme contrattuali diverse. Il candidato analizzi l'argomento nelle linee generali e si soffermi sui contratti di maggiore interesse per un giovane che si presenta per la prima volta nel mercato del lavoro.
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Here is the corrected and punctuated text: Le cronache di Peppa Pig: Saltiamo insieme! Chi è pronto per il labirinto degli specchi? Peppa e i suoi amici indossano i loro costumi di Halloween. Speriamo che ci sia uno spirito, qualche pipistrello... Sembra un po' spaventoso. Non devi andare se non vuoi, Pedro, ma ti prometto che se sarete coraggiosi e uniti, vi divertirete! Molto! Sì, possiamo farcela, Pedro! Siamo una squadra, d'accordo, cowboy? Ci vediamo presto, molto presto! La prima stanza è una discoteca. Non è così spaventoso, avete ragione, non è... Aspetta, questa stanza ha tanti colori accesi! Oh, torna qui! Erano solo pupazzi, Susi. Guarda, quelli sono gli occhiali di Pedro. Non ci vede senza occhiali. Vieni, Susi, andiamo avanti. Lo troveremo, Pedro! Ecco dov'eri finito! Dove sei, spirito maledetto? Siamo noi, Pedro, e abbiamo trovato i tuoi occhiali. Grazie. Scusate se sono scappato, mi sono spaventato. Non c'è problema. Forse possiamo seguire il consiglio di mamma e restare uniti. Sì, mi sembra proprio un'ottima idea, Peppa. Susi, Pedro e Peppa si divertono a guardare i riflessi negli specchi del labirinto. Ci sono specchi molto alti, specchi mostruosi e persino specchi minuscoli. Siamo proprio piccoli, piccoli! E ora è rimasta solo una stanza. Oh, forse dovremmo tornare indietro. Sono solo giochi, Susi, non preoccuparti. Sì, dobbiamo solo restare uniti, come mi avete insegnato, cowboy! Bendetto cowboy! Allora, il mio tre: 1, 2, 3, yeah! È stato fantastico! Non avrò mai più paura, mai e poi mai! Neanche io! Nemmeno io! Ma guarda, oh, non volevo spaventarvi. Siete stati così coraggiosi che vi siete meritati i dolcetti di Halloween! Peppa e i suoi amici adorano il labirinto degli specchi e adorano anche i dolcetti di Halloween. Il treno dei tesori sta arrivando! Peppa e Denny cane sono alla guida di un treno pieno di lingotti d'oro, d'argento e... broccoli? I broccoli sono preziosi? Sì, sono broccoli speciali, fatti di diamanti scintillanti! Peppa e Danny non stanno davvero guidando un treno; stanno usando la loro immaginazione per giocare. Urrà, fermi in nome dei ladri! Oh no, Pedro Pony e Susi Pecora stanno fingendo di essere dei rapinatori. Ridateci subito tutto il vostro tesoro, per favore! No, no! Oh, va bene. Siete voi che dovete rubare il tesoro, Susi. Ah, siamo riusciti a rubare tutto il vostro tesoro! Oh, e adesso che cosa facciamo? Potete scappare. Oh, giusto, andiamo! Ehi, tornate qui, ladri cattivi! Ora Peppa e Danny fingono di essere dei poliziotti. Cattureranno i due ladri. Oh, ci avete acciuffato! No, invece no, perché la vostra barca può volare! Madame Gazella, le barche possono volare? Le barche vere non possono volare, ma quelle immaginarie ci riescono, e come! Ora Pedro e Susi sono su una barca volante. Oh, ah, sì, anche il nostro treno può volare! La poliziotta Peppa e il poliziotto Danny hanno quasi catturato i ladri. Oh, si torna a casa! Oh, è un gigante! No, lui è papà Pig ed è venuto per portarti a casa, carica! Cosa state facendo? Stiamo guidando delle barche e dei treni volanti, papà! Oh, accidenti, quanta immaginazione avete! Uh, Peppa adora usare l'immaginazione. Tutti adorano usare l'immaginazione. Siamo straordinari, supereroi! Oggi Peppa e i suoi amici giocano a fare gli eroi con i super poteri al parco. Oh, state attenti, malfattori! Io sono Susi Super Forte! Io sono Peppa, il maialino volante! T-Da! Io sono Mega Pedro e controllo il vento! E io sono Super Danny, il più veloce del mondo! Oh, mi sento già più al sicuro. Qualcuno ha bisogno del nostro aiuto, straordinari supereroi? Si parte! Peppa e i suoi amici stanno facendo finta di avere super poteri. Queste papere sono bloccate nel lago. Potere del vento alla riscossa! Siete salve, paperine! Oh no, qualcuno è bloccato dentro questa grotta. Bravissima, Susi la super forte! Ora Peppa si immagina che il pallone di George sia rimasto incastrato su un ramo molto alto. Non preoccuparti, George, salverò il tuo pallone! Ecco qua, è uno alla fragola per te. Godetevi il vostro gelato! Oh no, Super Danny al salvataggio! Viva il mio eroe! Grazie, Danny! Forza, eroi, è l'ora di tornare a casa. Peppa non vuole ancora tornare a casa. Oh no, è il cattivo papà Pig! Oh no, allora fa finta che papà Pig sia un super cattivo. Poi, straordinari supereroi, non riuscirete mai a fermarmi! Dobbiamo unire le nostre forze e i nostri poteri per sconfiggerlo! Gli straordinari supereroi sono molto bravi. Ai vieni, quiero! Ma dove siete finiti? Oh, il mio mantello è incastrato! Siete troppo forti! Il parco è stato salvato dal cattivo papà. Voi eroi vi meritate un bel gelato per festeggiare. Penso io a Peppa e i suoi amici piace giocare a fare i supereroi al parco e piace anche a papà Pig. Dov'è la mia paperella? La signora paperella non c'è. L'ho liberata dalla sua scatola e dovete trovarla prima che si perda! Oggi mamma Pig fa finta di essere un cattivo. Mamma, perché porti una maschera? È un gioco, Peppa. I miei vecchi giocattoli da spia vi aiuteranno a diventare assu dissimi agenti segreti. Ora anche Peppa e George sono agenti segreti. Agenti, la vostra missione è trovare la signora paperella prima che si perda, perda, perda! Sì, signore, troveremo la signora paperella, vero, agente G? Se potrò impedirlo! Cerchiamo qua dentro. Non vedo niente. Usa questi visori da spia, agente P. Grazie, agente papà. I visori da spia aiutano agente P e agente G a vedere al buio. Signora paperella, sei qui dentro? Ma la signora paperella non è qui. Forse è fuori, George. Le paperelle adorano stare all'aperto. Sì, cercate fuori se riuscite a farvi strada. Peppa e George devono strisciare dentro i tunnel per uscire di casa. Vi aiuterò ad attraversare i tunnel con questo apparecchio di comunicazione ultrasonica. È un Walkie Toy, grazie agente papà. A sinistra, sinistra, ora a destra. Ci siete quasi, ce l'abbiamo fatta! Oh, ma non è nemmeno qui fuori. Mm, magari al piano di sopra. Gli agenti segreti sono arrivati in camera di Peppa. Oh eccola! Ma è in trappola. Sì, in trappola dietro i miei raggi laser. Caspita! Fate attenzione, agenti! Andiamo, agente G, dobbiamo procedere con molta... si può fare anche così, suppongo. L'agente B e l'agente G hanno salvato la signora paperella per questa volta. Avete vinto, agenti segreti! Ma non finisce qui! Oh cielo, cosa è successo? Sembra che abbiate battuto in astuzia un personaggio cattivo. Peppa e George adorano giocare a fare gli agenti segreti. Mamma, mamma, c'era un cattivo e ha preso la signora paperella. Ma l'abbiamo ritrovata usando visori e tunnel e c'erano dei laser! E mamma e papà Pig adorano giocare insieme a loro. Oggi Peppa e i suoi amici visitano la Fabbrica del dentifricio. Ed è così che si fa il dentifricio! Tutto chiaro! Oh, oh, beh, è più importante sapere come ci si lavano i denti. Seguitemi! La Fabbrica del dentifricio ha giochi molto belli per insegnare a tutti come lavarsi i denti. Posizionate il tubetto, poi premete il pulsante per fare uscire il dentifricio necessario. E qual è la quantità giusta? Mi basta poco, poco! Bravissimi, volete provare? Sì, una porzione di dentifricio perfetta! Ben fatto, Peppa è bravissima a questo gioco, ma George è un po' confuso. Non così, George. Ti aiuto io. Va messo sullo spazzolino, non in bocca! Oh, bravissimi tutti quanti! Venite con me, ora spazzoliamo i denti per farli risplendere. Dobbiamo eliminare tutto il cibo, via, via, via, via, via, via! Fatto bene! Ora tocca a voi, questo! Forza con quello spazzolino, fatemi brillare! Peppa è brava anche a questo gioco, ma George è di nuovo confuso. No, George, devi spazzolare i denti giganti, non i tuoi! Guarda, fai così. Bravissimi, i denti adesso sono di un bianco splendente! Rimane solo una cosa da fare: lo spazzolino va sciacquato. Così! Uh, uh, pronti, attenti, questo gioco piace molto a tutti, ma George sta puntando l'acqua verso se stesso. Puntala da quella parte, George, verso lo spazzolino. Perché piangi, George? Ah, vuoi lavare i tuoi di denti? George non era confuso, voleva semplicemente lavarsi i denti. Tranquillo, George, ci daranno in omaggio spazzolini, dentifrici e altre cose, vero, signorina coniglio? Oh, oh, sì, degli omaggi! Ma certo, come no. Aspettate un momento, ci ho messo un po' di cose. Ecco qua, grazie, grazie, signorina coniglio. Mi raccomando, George, ne basta poco, poco. Poi spazzola i denti e sciacqua. A George piace lavarsi i denti, a tutti piace lavarsi i denti! Oggi Peppa è in maschera per la festa a tema spazio di Susi Pecora sull'autobus delle feste. Un altro atterraggio sicuro! Ci sono tante cose da fare sull'autobus. Ha visto, Susi? Sono io! Susi, non sono un'aliena vera, e io sono un robot, e io ho una stella, e io una principessa dello spazio! Za! Benvenuti a bordo, tutti quanti! Siete pronti per la festa nello spazio? C'è una pista da ballo spaziale, oh, del cibo spaziale, questo de spazio, e ovviamente ci sono giochi spaziali! Chi vuole giocare? App, passa il regalo nello spazio! Quando si ferma la musica, potete scartare uno strato del pacchetto. Toc a te, Danny! Viiva! Oh no, le mie mani robotiche non riescono a... oh, non c'è problema, abbiamo tanti giochi per robot. Come afferra la stella cadente! Siete pronti? Sì, pronti, via! Zero, lo prendo io, la prendo io! Ops! Oh, eh, facciamo un altro gioco: metti l'occhio sull'alieno! I robot e le principesse possono fare insieme. Se tutti si allacciano le cinture, possiamo decollare tra 3, 2, 1! Oh, sì! Io adoro volare nello spazio! Un disco volante! A tutti piace l'autobus delle feste. Oh, è un alieno con un robot, e quello è un astronauta! E a tutti piace sfacciare nello spazio! Oggi Peppa è una scienziata. Benvenuti al Museo della Scienza! Ah, Peppa e i suoi amici sono al Museo della Scienza con la signorina coniglio. Mi serve il vostro aiuto per risolvere qualche rompicapo scientifico. Ora dobbiamo capire come costruire un ponte per questa macchinina usando soltanto questi materiali. Ah, che cos'è? Guarda quante cose! Oh, stecchi! Sarò il più veloce a costruire il ponte. Forse ci vuole qualcosa di più resistente, un cubo. Secondo me ci vuole qualcosa di più leggero, così che galleggi. Proviamo con questi. Peppa sta provando a usare gommapiuma per costruire il ponte. Sì, la gomma è così leggera da galleggiare, ma sorregge il peso dell'auto! Eureka! Cosa vuol dire "Eureka", signorina coniglio? Oh, noi scienziati esclami "Eureka" quando facciamo una scoperta. Provate anche voi! Oh, il prossimo rompicapo è sui colori. Cerchiamo di scoprire tutti insieme come far diventare Madame Gazella verde. Sei diventata blu, oh! Dobbiamo trovare una lente verde in cui guardare. Uh, ehm, ma non ci sono lenti verdi. Ma con il giallo e il blu si ottiene il verde! Oh, esatto, mescolando i colori se ne possono ottenere altri! Peppa e i suoi amici sono pronti per l'ultimo rompicapo scientifico. Possiamo fare lo scivolo, signorina coniglio? Sì, dobbiamo capire quale tra gli scivoli è il più veloce. Dividetevi in coppie. Peppa e i suoi amici prendono un sacco per coppia e scelgono uno scivolo. Pronta, via! Lo scivolo con l'erba è troppo ruvido per essere veloce. Lo scivolo con il tessuto è ancora più ruvido e ancora più lento. Pronti, ma lo scivolo in plastica è molto liscio e quindi è molto veloce! Bravissimi! Avete risolto tutti i rompicapo! Nelle scienze si dice "fare un esperimento" e come si dice quando si è trovata la soluzione? Madame Gazella, come facciamo a scendere? A tutti piace fare esperimenti! I bambini sono al laboratorio di ceramica per la festa di compleanno di Gerald Giraffa. Signor Toro, non sono stato io, davvero! Ciao a tutti, venite con me. Cerchi di non rompere niente, signor Toro? Potete dipingere qualunque oggetto in ceramica a vostro piacere. L'unica regola è divertirsi! Sì, io voglio dipingere una tazza per mamma e papà. Oh, anche io, anche io! E pure bella idea, Gerald Giraffa è molto bravo a disegnare. Oh, sei bravissimo, Gerald, grazie! Peppa, che cosa disegni? Ehm, disegno una giraffa. Anche io, anche io, io pure, anche io, oh! Tutti vogliono disegnare una giraffa, proprio come Gerald. Come si disegna una giraffa? Emily, non lo so. Io sto copiando Susi, e io sto copiando Peppa, e io sto copiando Gerald! Tutti gli amici di Peppa stanno copiando chi gli è vicino. Ecco fatto! Oh, ehm, anch'io ho finito. Sì, anche io, fatto! Mi è venuta storta. Anche la mia, mia storta perché il disegno è la copia di una copia. Vi divertirete di più disegnando quello che vi ispira. Oh, oh, mi scusi, io dipingerò questo, somiglia alla barca del mio papà. E io dipingerò una ciotola per gli occhiali di mia nonna, non so mai dove li ha messi. Io dipingerò una teiera per la mia mamma con una grossa proboscide, e io dipingerò una pozzanghera di fango per il mio papà! Ognuno dipinge qualcosa di unico e personale, e tutti si divertono molto. Papà, guarda il mio piatto! Guarda, nonno, l'ho fatto per te, papà. Che bello, Peppa, somiglia proprio a una pozzanghera di fango! A tutti piacciono i loro regali in ceramica. Oh, potrebbe imparare qualcosa da di segni dei bambini, signorina coniglio, ma non è il mi d'accordo. Questa volta non è colpa mia! Oggi tutti sono alla festa di paese. Peppa sta partecipando a una corsa a tre gambe con Danny cane, ma Danny è ansioso di vincere il premio, una deliziosa mela caramellata. Rallenta, Danny! Non riesco a tenere il passo, Peppa! Bravi, il ginocchio, oh, Peppa, ti sei fatta male. Adesso ti portiamo alla tenda di primo soccorso. Peppa, proviamo ad alzarci. Mi dispiace, Peppa, non volevo. Non importa, Danny, non preoccuparti, gli incidenti succedono. Peppa è arrivata alla tenda di primo soccorso, dove la signorina coniglio può controllare il suo ginocchio. Oh no, cosa è successo al tuo ginocchio? Sono, sono caduta e mi sono fatta male. Oh, deve essere stato un bello spavento. Eh, non ho vinto la mela caramellata. Oh, grazie, George, sei molto gentile, George. Allora, vediamo. Cosa c'è nel mio kit? È dove tengo tutto il necessario affinché un ginocchio come il tuo torni come nuovo. Per prima cosa, la ferita deve essere pulita. Ci spruzzo un po' di disinfettante. Va bene, potrebbe bruciare un po', ma ti prometto che passa subito. Va bene, contiamo fino a tre e facciamo un bel respiro: 1, 2, 2, 3, 3, un bel respiro! Ecco fatto, oh, già fatto! Sì, sei stata molto coraggiosa, Peppa. E adesso ci serve solo un cerotto per coprire la ferita. Quale preferisci? Ne ho tantissimi. Oh, non preoccuparti, George, gli incidenti succedono. Posso avere questo, per favore? Certo, e ecco fatto! Il ginocchio dovrebbe essere guarito. Oh, il ginocchio non mi fa più male, grazie, signorina coniglio. Oh no, scusa, George, non preoccuparti, Peppa, gli incidenti succedono. Che ne dite di andare a cercare un'altra mela caramellata o due? Peppa è molto contenta che il suo ginocchio sia guarito. Tutti sono contenti che Peppa stia meglio. Mamma Pecora ha organizzato una festa in giardino. Altro tè, mamma Pig, con molto piacere, mamma Pecora. No, grazie, non sei il benvenuto. È una festa molto elegante! Accanto alla festa in giardino, Peppa e i suoi amici stanno facendo una battaglia d'acqua. Fate attenzione agli schizzi! Oh, non tutti vogliamo giocare con le pistole ad acqua, vero? Non lo so. Scusa, mamma, andiamo, Peppa. Scusa, chi vuole ancora insalata? Abbiamo quasi finito i palloncini. Ci siamo quasi. Oh, adesso me la paghi, Susi. Dite ciao al mio amichetto lanciaschizzi. Ciao, amichetto lanciaschizzi. Susi, mamma pecora sta facendo del suo meglio per mantenere la sua festa in giardino elegante. Avresti delle carote e asciutta? Ho un ombrello. Non fare caso a me, faccio solo rifornimento. Ma la battaglia con le pistole ad acqua sta diventando sempre più grande. Ma ciao, cowboy! Ciao anche a te, cowboy, e sempre più fitta di schizzi. Avete già mangiato qualcosa? Servitevi prima che il cibo sia finito. Oh cielo, e sta invadendo l'intero giardino! Oh, grazie, persino la festa di mamma Pecora è pronta, Susi. Evviva! Meno male, non ha piovuto. Il meteo aveva previsto pioggia per oggi. Oh, sapevo che sarebbe uscito il sole. No, non volevo, cercavo solo di... volevo solo organizzare la festa in giardino perfetta. Scusa, mamma, mi sono data tanto da fare per renderla perfetta. Mamma, quando sarebbe bastato comprare più palloncini! Mamma Pecora adora le feste in giardino eleganti, ma mamma Pecora piacciono anche le battaglie d'acqua. Oggi c'è una festa da ballo sull'autobus delle feste, e tutti non vedono l'ora di ballare. Beh, quasi tutti. Vieni a ballare, Susi? Ehm, no, grazie, va tutto bene. Sì, è solo che non so come si balla questa canzone. Ah, nemmeno io, mi sto solo muovendo a tempo con la musica. Sì, scusa, prova a saltare, Susi. Danny cane adora ballare questo tipo di musica. Proviamo tutti insieme! Vieni, Susi, stai ballando, Susi! Prova questa mossa. Sei bravissimo, Danny! Non penso di riuscire a imitarlo, però. Oh, mi concede questo con piacere. Peppa balla sui piedi di papà Pig durante un lento. Susi, se balli sui piedi di tuo papà, non c'è bisogno di sapere come si balla. Eh, ma io non ho... facciamo un altro giro! Conosco questa canzone. Ciao! Allora, questa canzone è perfetta, Susi, perché ti dice come la devi ballare. Dobbiamo semplicemente seguire le istruzioni della canzone. Ti faccio vedere: su, giù, gira in tondo, tieni il tempo e poi, se sei pronto a fare festa, balla insieme a noi! Proviamo insieme: su, giù, gira in tondo, tieni il tempo e poi, se sei pronto a fare festa, balla insieme a noi! Su, giù, gira in tondo, tieni il tempo e poi, se sei pronto a fare festa, balla insieme a noi! Sì, ce l'hai fatta! Sì, grazie, Peppa! Adesso tutti insieme! Sì, gira! Tutti adorano la festa da ballo, e Susi adora ballare con i suoi amici. Oggi Peppa e Emily elefante sono in visita all'Acquapark. L'acqua sembra davvero alta. Sì, sarà divertente, andiamo! La sicurezza è molto importante quando si ha a che fare con l'acqua. Quindi dovrete indossare questi giubbotti di salvataggio. La prudenza non è mai troppa. Siamo pronte, signorina coniglio? Bravissime! Seguitemi, tutti quanti. Divertitevi, staremo a guardare. Il primo ostacolo è un ponte molto traballante. Vado per prima, guarda così! Peppa sta correndo il più velocemente possibile, ma ops! È caduta in acqua. Prova anche tu, Emily. È divertentissimo, sembra molto traballante. Bravissima, Emily, ce l'hai fatta! Emily, pronta, attenta, via! È molto scivoloso, prova a usare la corda per arrampicarti, così. Ah, bravissima, Peppa! Tocca a te, Emily. È troppo alto. Oh, prova a scivolare da seduta, Emily. Scendi piano, piano, così posso farcela, posso farcela... brav l'ultimo ostacolo è un percorso su dei grossi palloni gonfiabili. Eh, magari lo faccio piano, piano, questo percorso, come Emily. Oh, oh, sì! Uh, ci sono quasi riuscita! Ottimo tentativo, Peppa. Puoi farcela, Emily, andare piano, piano è stato un successo nei due ostacoli precedenti. M, forse dovrai andare veloce come Peppa. Pronto, attenta, via! Bravissimo, ma andare velocemente è la strategia perfetta per i palloni gonfiabili. Ce l'ho fatta! Molto coraggiosa! Oh, ho troppa paura. Sì, eccomi che arrivo! Oggi Peppa e Susi giocano nella casa sull'albero. Oh, ciao, Susi, entra pure, vieni! Oh, grazie, sei gentilissima. Giocano a fare le adulte. Adesso ci beviamo una bella tazza di tè. Oh, è proprio brutto il tempo oggi, non è vero? Qualcuno ha bussato alla porta. Scusate l'interruzione, la tua mamma è venuta a prenderti, cara Susi. Oh, ma stavamo bevendo il tè, proprio come fanno gli adulti. Possiamo fare un pigiama party nella casa sull'albero? Ti prego! Oh, certo che potete, tu e Susi potete dormire nella casa sull'albero, e io e nonno Pig dormiremo in una tenda qui sotto. Peppa e Susi sono molto felici di dormire nella casa sull'albero. Ecco i vostri sacchi a pelo, i cuscini, un sacco di morbidi peluch, e la cosa più bella, una lanterna stellata speciale. Oh, che bello! Ho finito. Oh, chissà cosa serviranno questi. Anche nonno Pig è felice di dormire in tenda. Ah, ah, forse mi sono sbagliato, ma prima deve rimontarla. È ora di andare a letto, quindi nonna e nonno Pig entrano nella tenda. Buonanotte, tesorini, noi siamo qui se avete bisogno. Guarda, Susi, la mia ombra è grandissima! Uh, la mia è un uccellino, cip, cip, e la mia è una farfalla. Ha un rumore fortissimo! Nonna Pig, vieni sull'albero! C'è qualcosa che non va, abbiamo sentito un rumore forte come... oh, santo cielo, è un mostro! Oh, oh, non c'è nessun mostro, è nonno Pig che sta russando. Oh, Peppa e Susi amano dormire nella casa sull'albero, anche con nonno Pig che russa nelle vicinanze. Oh cielo, qualcuno ha rubato il mio cappello a fiori! Salve, signora Dolly, sono l'agente Teddy, arrivato in soccorso! Peppa e i suoi amici giocano a guardia e ladri con i loro giocattoli. Non sono stata io! Io non ho fatto niente, sono innocente! Sei tu il ladro, signor robot? Ti dichiaro in arresto! No! Adesso ti metto in prigione. Oh, grazie, agente Teddy! A Teddy piace fare il poliziotto, ma non so più con cosa giocare adesso. Oh cielo, prendo le macchinine! Adesso tutti i giocattoli si preparano per una gara. Ferma, stai andando troppo veloce, ranocchietta! Ti dichiaro in arresto, bip, bip, bip! Ma ranocchietta era in testa alla gara. Adesso il gufo di Susi sta servendo il tè. Ecco il suo tè, signore. Dinosauro di George, no, no, questo tè è troppo caldo! Ti dichiaro in arresto, signora Dolly. Ma non mi piace la prigione! E ora il dinosauro di George sta giocando tutto da solo. Dinosauro, sei troppo disordinato! Ecco cosa sei. Ti dichiaro in arresto, dinosauro! È stato divertente. A che cosa giochiamo adesso? Oh, dove sono i vostri giocattoli? Oh cielo, gli amici di Peppa non sono molto contenti. Non era nostra intenzione farvi arrabbiare, cercavamo solo di aiutare. Forse dovremo andare noi in prigione. Oppure in prigione non ci va nessuno, e tu e l'agente Teddy potete aiutare gli altri, proprio come fanno i veri poliziotti ogni giorno. Ottima idea, mamma! L'agente Teddy è al vostro servizio. L'agente Teddy aiuta tutti quanti a gareggiare in sicurezza. Ai vostri posti, pronti, state molto attenti, via! A godersi una tazza di tè. Vorresti un'altra tazza di tè, ranocchietta? Adesso non scotta più. Grazie, agente Teddy, e naturalmente a indossare tantissimi cappelli a fiori! Oggi Peppa e George partono per un'entusiasmante avventura sulla barca di nonno Pig. Ti ho preso! L'ho preso! Guarda, guardate quanti pesci! E quello? Cos'è quella è una balena, Peppa, uno dei mammiferi più grandi al mondo. Salve, signora balena! E questo vuol dire che siamo arrivati. Saltate giù, il tutti lavorano insieme per costruire un'isola sabbiosa. E adesso è arrivato il momento di giocare, via, viva! Non ancora, è quasi arrivato il momento di giocare. Per giocare sotto il sole, ci vuole la crema solare per proteggervi dalle bruciature. La crema solare, maltico! Ecco fatto, andiamo! Peppa e George si divertono molto a costruire castelli di sabbia con il secchiello e la paletta. Evviva! Manca qualcosa, ma non so cosa. Che ne dite di qualcosa da mettere in cima? E che un deggi al vento, ci vuole una bandiera! Sì, da il caso che ne abbia proprio una. Tadan! Formate proprio una bella squadra. Ora che ne dite di creare un po' d'ombra per rinfrescarci? Sì, sì, ottimo! Ho tutto il materiale necessario. Se mettiamo il mattoncino rosso lì, ecco fatto, e il pezzo bianco al di sopra, questo lo metto sopra. Bravissima! Adesso tutte insieme, 1, 2, 3, hopa! È molto più fresco qui sotto. Cos' Sì, è il posto perfetto per un gelato! A tutti piace la barca di nonno Pig, ri bentornata, signora balena, e a tutti piace molto giocare sull'isola sabbiosa! Oggi Peppa e la sua famiglia sono al supermercato. Vanno alla cassa per pagare le cose che hanno preso. Scusate, devo andare in bagno, ma voi potete usare la cassa automatica. Alla cassa automatica possono scannerizzare i prodotti e pagare la spesa da soli. Oh, questo robot della spesa è enorme! Vi va di scannerizzare la spesa? Uh, salve, gentili clienti! Ciao, amico robot! Mettere la borsa nell'area sacchetti. Grazie, ehm, borsa. Sì, George, la borsetta di mamma è una borsa, questa borsa non è corretta. Il robot vuole le borse della spesa. Queste borse sono corrette. Scannerizzare i prodotti! Peppa e George amano scannerizzare i prodotti. Articolo non scannerizzato. Si prega di riprovare. Articolo non scannerizzato. Si prega di riprovare. Altre persone che vogliono usare la cassa automatica si mettono in fila. Articolo non scannerizzato, non funziona. Articolo non scannerizzato, articolo non scannerizzato, articolo, articolo, articolo, articoli scannerizzati! Oh, sì, appoggiare le 10 confezioni di succo nell'area sacchetti. 10? Non ci serve tutto questo succo. Cancella succo, aggiunto altro succo. Appoggiare le 60 confezioni di succo nell'area sacchetti. Cancella, cancella, mm, così dovrebbe funzionare. Articolo scannerizzato. Come si fa con questo? Mamma, l'ananas non ha l'etichetta da scannerizzare. Dobbiamo cercarlo sullo schermo. Pigne, no, pinoli, no. Ah, ananas, perfetto! Ah, sì, articolo troppo leggero. Ehm, e adesso com'è? Articolo troppo pesante. Errore, errore, errore, errore, errore, errore, errore, errore, errore, errore, errore, errore, errore, errore, errore, errore, errore, tutti nel supermercato li stanno aiutando. Ma nessuno sa cosa fare. Commessi troppi errori! Oh no, il robot della spesa si è rotto. Eccomi, sono tornata! A chi tocca? Tocca a me, tocca a No, io ci sono, io ho, io ho, io oh, tremendo! Tutti amano fare la spesa. Prego, scannerizzare i prodotti, ma non tutti amano il robot della spesa. Oggi Peppa e la sua famiglia sono a un ristorante di Sushi. Il sushi è un delizioso piatto giapponese. Non c'è nessuno a prendere le ordinazioni. Penso che il ristorante sia chiuso, mamma. Non è chiuso, Peppa. Possiamo servirci dal trenino e ordinare da bere da questo schermo. Così, così, e dai? Volevi ordinare di 17 succhi di frutta? Spero che abbiate sete. Il trenino! A George piacciono tutti i piattini verdi, come il suo dinosauro. Dinosauro, Peppa pensa che tutti i piattini colorati abbiano un aspetto delizioso. Ne prendo uno blu e uno rosa, oh, e uno arancio. Prendi quelli che ti piacciano, Peppa. Va bene, grazie, trenino dei sushi. Magari non proprio tutti quelli che ti piacciono, due o tre dovrebbero bastare. Ciao, ciao, trenino dei sushi! C'è tutto, buon appetito! Cosa sono quelli, mamma? Sono bacchette, sono le posate che si usano in Giappone, dove ha origine il sushi. Per voi ci sono delle bacchette speciali per aiutarvi a imparare se siete in difficoltà. Oh, vi facciamo vedere. Oh, può essere un po' complicato. Ops! A me non serve aiuto, grazie, George. Oh, ti viene naturale. Facciamo un video per nonno e nonna Pig. Oh, ops, c'è un telefono in fuga sul treno. Papà Pig, ah, ci penso io! Oh no, mi è sfuggito. Scusate, oh, scusate, scusi. Oh, mamma e papà Pig si sono fatti sfuggire il telefono. Magari uno degli chef lo troverà. Prova con queste, sono molto più facili. Ah, ah, il tuo telefono, mamma Pig, ha ritrovato il suo telefono avvolto nel riso. Grazie, cuochi. Caspita, usare le bacchette mi ha fatto venire sete. Peppa adora mangiare al ristorante di Sushi. Per fortuna è arrivato da bere! A tutti piace mangiare al ristorante di Sushi. Oggi è il giorno dei pancake, quindi Peppa e la sua famiglia sono andati in un ristorante di pancake. Oggi sarò la vostra chef, vi farò i pancake al vostro tavolo e voi potrete aiutarmi. E che tipo di pancake possiamo fare? Di qualunque tipo! Abbiamo tantissimi ingredienti. Io vorrei un pancake ai funghi speciali. Grazie, per me un pancake alla banana, banana lizio con banana extra, per favore. Arrivano subito. La signora coniglio è brava a fare i pancake. Grazie, ora mettiamo un po' di colore. Oh, oh, oh! Poi aggiungo i funghi, oh, oh, le banane e altre banane, e ora la parte migliore, annusare, mangiare, girarle! Esatto! Uh, la signora coniglio è molto brava a cucinare i pancake. M, bene. E ora che cosa metto nei vostri due pancake? Io vorrei un pancake ciocco cioccoloso al cioccolato. Grazie, sei proprio una golosona. E tu, George? Verde e rosso. Oh, piselli con pomodori per George, e l'ananas, il cocco, la verza e questo no. Ah, quelli sono peperoncini. Peppa e George adorano i pancake con qualsiasi ingrediente, anzi, con tanti ingredienti. Mi aiutate a girarli? Oh, allora adesso al mio tre. Li fate girare molto delicatamente: 1, 2, via! Peppa e George hanno lanciato i pancake molto in alto, e i pancake finiscono sul piatto del signor Toro. M, grazie mille. È dolce, m, è salato, croccante e oh, piccante! Oh, è delizioso, è un pancake a sorpresa speciale! Peppa e George adorano cucinare pancake a sorpresa speciali. A quanto pare, devo cucinare altri due per voi, sì, sì, ma amano ancora di più mangiarli! Quando sono pronti? Ciao, Peppa, qui non si ordina direttamente al banco il panino che si
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Caro $NAME$ Ho assistito ad uno straordinario spettacolo al Teatro alla Scala di Milano . Era sempre un mio sogno di partecipare una cosa così . Le mie emozioni era così forte - ho sempre piangiuto . Ho incontrato e ho parlato degli artisti che ho appena conosciuto . Per esempio il più famoso artisto , si chiama Ettore Vermiccelli era lì . Abbiamo fatto tante foto insieme . Per me era un tempo grandioso , cioè sono molto contento . Ascolta : ti voglio fare un regalo . Se tu stai a Milano la prossima volta , vorrei che verremo il prossimo spettacolo . Che ne pensi ? Saluti $NAME$ .
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MICIOLANDIA PERSONAGGI MARIETTA una ragazzina alla soglia dell'adolescenza LULU' sorellastra di Marietta, un poco più grande di lei LA MATRIGNA madre di Lulù PERUZZO alberello personificato FORNETTO forno a legna personificato COLIBRI' FILOMENA detta FIFI' Regina dei Mici MICIOCUOCO MICIOSAGGIO MICINI E MIGINE FIGURANTI La storia si svolge in uno di quei villaggi delle fiabe d'oltralpe, in un tempo imprecisato. SCENE PRIMO ATTO: - Nella cucina della casa di Marietta e Lulù - In campagna all'aperto - Nelle cucine del Castello - Nella cucina della casa di Marietta e Lulù SECONDO ATTO: - Identica successione delle Scene ATTO PRIMO SCENA PRIMA La scena rappresenta la cucina della casa di Marietta, un interno di dimensioni ridotte, non ricco, ma pulito e curato. Sul fondo una porta e una piccola finestra con tendine a quadretti e fiori sul davanzale. Al centro, quattro sedie e un tavolo ricoperto di una tovaglia quadrettata come il paralume che lo sovrasta e le tendine alle finestre. Sul lato sinistro un caminetto o una stufa. Accanto, Marietta seduta su uno sgabello, sta sbucciando patate. Ai suoi piedi un vecchio gatto di peluche. MATRIGNA: (Fuori scena, con voce imperiosa) Lulù, piccina mia, dovresti farti i boccoli, così possiamo andare a passeggio. Marietta! (Con impazienza) Mariettaaa! Dove ti sei cacciata? MARIETTA: (Posa il coltello e la patata che ha in mano, si china, prende il gatto di peluche sulle ginocchia, lo accarezza). Puki, ti devo lasciare. (Si alza, tenendo il gatto in braccio e grattandogli il naso). So già cosa mi tocca fare. Ma ti prometto che appena ho finito, torno da te. (Lo posa amorevolmente sulla sedia). (A voce alta) Sono in cucina, arrivo. (Al gatto) Ti voglio bene, lo sai. Ti ricordi quando la mamma, prima di volare in cielo, ti ha portato qui? Stavi fra la frutta e la verdura nella sporta della spesa e lei ti ha tirato fuori imitando un lungo "miaooo" di gatto e ti ha nascosto in un cespo di lattuga.(Sospira) Lei non c'è più e io sono rimasta sola. Papà è sempre in viaggio. La matrigna e la sorellastra Lulù mi trattano molto duramente. Non mi resti che tu. Tu solo mi hai tenuto compagnia. MATRIGNA: Marietta! (Irrompe nervosa) Ma è possibile che debba sempre rincorrerti? Ti ho cercata nel pollaio. Potevi dirmelo che avevi finito fuori con le galline. MARIETTA: (A Puki, sottovoce e rapidissimamente, appena la matrigna è entrata strillando) Mi hai tenuto compagnia. Ti ringrazio e così sia. (A voce alta). Eccomi. MATRIGNA: Cosa fai ancora qui? Sai che il lunedì è il giorno del bucato, Muoviti! Prendi il cesto, la biancheria e il sapone e fila al torrente, sai che non sopporto i ritardi. MARIUCCIA: Non potrebbe venire Lulù insieme a me? Potrebbe essere la volta buona per diventare buone amiche. MATRIGNA: Ti si è capovolto il cervello? Tua sorella non gira con te, e non deve lavorare. Non è abituata e per fortuna non ne ha bisogno. (Gira le spalle, esce di scena e una volta fuori sospinge dentro con un piede una grossa cesta piena di panni da lavare, lanciandovi dentro un pezzetto di sapone). (Da fuori, forte): Lei e le sue are di signorina. Gliela do io... MARIUCCIA: (Guardando con apprensione in direzione della porta da cui la donna è uscita, corre ad afferrare il gattino e lo nasconde nel cesto): Puki, tu vieni con me. Non si sa mai. Oggi è la Festa della Mamma. Per strada parleremo di lei. Vorrei tanto poterle ancora fare un regalo. Andiamo, il torrente mi sembra ogni volta più lontano. Questa volta ci sbrigheremo (Oscillando l'indice da destra a sinistra). Eh, no. Questa volta non voglio prendermele. (Posa Puki dentro il cesto, che solleva con sforzo e si avvia verso l'uscita). La Festa della Mamma deve essere una giornata bellissima e senza tristezza. Dobbiamo organizzarcela. Così lei si sentirà in buona compagnia, riderà insieme a noi e ci manderà un segno che ci sta vicino. SCENA SECONDA Una stradina di campagna in mezzo ai prati. Sulla destra, alcuni alberi. In mezzo a essi sta in piedi un bambino o una bambina in calzamaglia, che rappresenta un alberello. Le braccia, un po' piegate e staccate dal corpo, portano attaccate delle pere di cartone. Altre pere possono essere applicate lungo il corpo ed eventualmente sul capo. Ai piedi dell'alberello c'è una cassetta di frutta vuota, A sinistra, sul davanti, si vede un forno di mattoni, e vicino ad esso, per terra, un cestello con un tovagliolo a quadretti. Sul fondo, in centro, si trova un laghetto seminascosto da un monticello con una piccola staccionata. Dietro, invisibile, può essere sistemato un materassino su cui si butterà la piccola protagonista. Si odono suoni di campagna, fronde che stormiscono e uccellini che cinguettano. Marietta entra in scena, l'attraversa sul davanti, esce dal lato opposto. Dopo una ventina di secondi rientra per uscire ancora. Così due o tre volte, per fare vedere che cammina e cammina.... Ad ogni entrata appare appena più stanca, e avanzando un po' più lentamente rivela che il percorso è lungo e faticoso. Nel frattempo si odono frammenti del suo discorso con Puki. MARIETTA: (1a entrata): Puki, se non è distratta dalla festa lassù, forse la mamma ci ascolta. Chiediamole quattro cose: primo, che la matrigna diventi più buona e mi voglia un po' di bene... (2a entrata) Secondo, che non mi faccia più sgobbare troppo senza dire mai grazie... (3a entrata) Terzo, che Lulù diventi una sorellina come si deve... (esce) (4a entrata) Quarto, che non allunghi mai più le mani, giochi con me qualche volta e mi inviti ad andare con lei a passeggio... Quando la quarta volta passa in prossimità dell'albero senza notano, Marietta si sente chiamare. PERUZZO: Signorina Marietta, per favore, mi dai un aiuto? Non ce la faccio più. MARIETTA: Ma chi mi chiama? (Si gira) PERUZZO: Sono io, Peruzzo. Sono così carico che se qualcuno non mi scuote e non mi libera di questi frutti maturi, stramazzo secco al suolo. Ho tutti i rami doloranti. Vuoi staccarmi questi pesi di dosso? MARIETTA: Volentieri. Posso davvero immaginare cosa sia il tuo fardello. Anche io ne ho uno non da poco. Ma certo tu devi patire più di me, che mi posso sempre scaricare (posa il ceste in terra con un sospiro di sollievo). Ti alleggerisco, con piacere. Ti sentirai subito meglio. Lo scuote dolcemente facendo cadere alcune pere (che saranno state attaccate in modo precario). Altri frutti li stacca ad uno ad uno con le mani, facendone un mucchietto ai piedi dell'albero. MARIETTA: (Ne rigira una fra le mani) Sono una meraviglia. Così fresche e profumate (Ne aspira ad occhi chiusi l'odore). Non ho mai visto frutti tanto belli. PERUZZO: Ah, che sollievo. Mangiane una, o anche di più, quante ne vuoi, prima che le vengano a prendere i mici per consegnarle alla mia padrona. MARIETTA: Grazie, una mi basta, la mangerò più tardi. (Inquieta). Ora devo scappare, scusami tanto. Sono in ritardo.(Riprende la cesta e sl allontana verso l'uscita, sostando un attimo prima di sparire) Chi è la tua padrona? È fortunata. PERUZZO: È Filomena, detta Fifì, la Regina di Miciolandia. Se passi qui un'altra volta, ti racconterò di lei Marietta riprende il cammino entrando e uscendo da una parte all'altra (ma gli accorgimenti per indicare questi spostamenti possono essere diversi, per esempio un siparietto davanti al quale fa la spola). Mentre Marietta prosegue tutta concentrata, ripetendo a se stessa: "Devo sbrigarmi, devo sbrigarmi", si anima il forno di mattoni. (Può essere una grossa scatola da imballaggio - ad esempio quella di un elettrodomestico - ricoperta di carta adesiva, che imita i mattoni con una porticina ritagliata. Al suo interno sarà seduto un piccolo attore, che tiene in grembo alcuni panini). FORNETTO: Per carità, signorina Marietta, cava fuori i miei panini da questo calore. Finché erano crudi tutto andava benissimo, ma adesso non lo sopportano più, si stanno scottando sopra e sotto La mia padrona cosa troverà? Fra un attimo saranno tutti carbonizzati, duri come pietre, saranno ridotti a mucchietti neri con un filo di fumo. Poveri loro! Che brutta fine è destinata a fare tutto questo ben di Dio se tu non intervieni. Qui non passa anima viva. MARIETTA: Volentieri. Posso capire quanto le michette devono patire con tutto quel caldo intorno. (Si accosta per aprire). FORNETTO: Ehi. attenta a non scottarti, MARIETTA: Sarò velocissima. Così (Apre il forno, infila dentro la mano che si protegge con un lembo del grembiulino con tasche che indossa ed estrae rapidamente un panino dopo l'altro, gettandoli nel cestello in terra, con il gesto di chi lascia cadere dalle mani qualcosa che scotta). FORNETTO: Ah, che sollievo, sono ancora dorati e croccanti. Assaggiane uno. Prendine quanti ne vuoi. MARIETTA: (Ne prende uno, ne aspira il profumo e lo spezza). Ancora fumante, che fragranza. Beato chi ti trova tutti i giorni. Me lo mangio e ne conservo un altro per dopo. Ma a chi è destinato questo pane? FORNETTO: È per la mia padrona, sua Maestà Filomena, detta Fifì, la Regina dei Micini di Miciolandia. Qui tutti lavoriamo per lei. Senza fatica, molto volentieri. E sai perché? Perché lei è buona e molto giusta. (Sussurrando come se parlasse all'orecchio). Dicono che non abbia mai commesso un'ingiustizia. MARIETTA: Come sarebbe a dire? FORNETTO: Che rispetta sempre i diritti di tutti. Mi ha incaricato lei di cuocere il pane senza interruzione, in modo che sia distribuito a tutti. Lo ritirano i Micini, per chi nel loro paese ne ha bisogno. Da quando regna lei, nessuno è mai rimasto senza. Marietta riprende la cesta, e messo il panino insieme alla pera nella tasca del grembiulino, riprende il cammino verso il torrente. MARIETTA: Ormai ci siamo, Puki, manca poco. (Esce di scena) Quando rientra passa vicino al laghetto da cui si udirà la voce del colibrì. (Un piccolo attore è nascosto vicino. Può essere sdraiato sotto un telo verde su cui sono state cosparse alcune foglie in modo che sembri un monticello. Oppure, la voce è fuori scena. Il colibrì (che con qualche accorgimento si può anche manovrare da fuori con una canna flessibile e un filo da pesca invisibile), con una vocetta flebile e affannosa chiama: COLIBRI': Aiuto, aiuto, signorina Marietta, per carità sto affogando. Non so nuotare, mi metti fuori dall'acqua? MARIETTA: Chi sei? Dove sei? Non vedo nessuno. COLIBRI': Sono Colibrì, sono finito in acqua per prendere un piccolo verme. Ho tutte le ali inzuppate. Il peso mi trascina sotto. Ho paura, salvami, ti prego. MARIUCCIA (precipitandosi sul bordo, si sdraia e tende un piccolo trave che ha raccolto). Questo è asciutto. Cerca di attaccarti come se fosse un ponticello. Bravo, così, Vedi che ce la fai? tienti bene. Ancora un poco, Ecco, sei salvo. (Lo prende in mano). Adesso ti lascio al sole così ti asciughi. Poverino, che spavento devi aver preso. Se vuoi, mentre aspetti di volar via ci teniamo compagnia. Io intanto lavo i panni. (Li comincia a estrarre dalla cesta).Quanti sono questa volta! Non riuscirò mai a fare in tempo. Sono davvero troppi per questo piccolo pezzo di sapone, ogni volta è più piccolo. (Lo soppesa, ma scuotendo un poco la mano, lo lascia cadere inavvertitamente in basso, dove sparisce nell'acqua. ohhh! Santo cielo. E adesso come faccio? Oh, no! Non posso tornare indietro con la roba sporca. Passerei attraverso troppe botte! No, non ho proprio il coraggio di rientrare. Non posso, non posso... (Si prende il capo fra le mani e piange sommessamente). COLIBRI': Perché non ti sporgi un poco come hai fatto per me, solo un poco, e non cerchi di ripescarlo? MARIETTA: (scuote in capo sconsolata) No, è lontano e poi anche se lo raggiungessi, come faccio ad afferrarlo? mi sguscia dalle mani. COLIBRI': (Con allegra petulanza). se non provi, non puoi saperlo. Coraggio, lo si vede da qui, non lo vedi anche tu? MARIETTA: (Quasi convinta) Forse hai ragione, E' meglio correre questo rischio che andare incontro ai soliti strilli e ai ceffoni della matrigna. (Si piega sulle ginocchia e si sporge verso il bordo dell'acqua. Ma perde l'equilibrio e cade dentro con un piccolo grido. Si può prevedere uno scivolo e un materassino al fondo della caduta). (Fine del primo atto) ATTO SECONDO SCENA PRIMA L'interno di un castello, nelle cucine. Sul fondo intorno ad un lungo tavolo una schiera di piccoli attori vestiti da gattini occupatissima a preparare un ricco pasto. Chi fa la pasta, chi trita, chi pela verdure, chi dà l'ultimo tocco ad una torta. Un camino, o una cucina con pentole e padelle fumanti e un forno (si possono utilizzare quelli delle scene precedenti. I micini e le micine indossano grembiuli, e un gattino porta un grembiulone e il cappello da cuoco). MICIOCUOCO: Tempi e ritmi giusti, coordinamento, concentrazione, miei carissimi amici. Per ora siamo nei tempi. Ma mi raccomando, non perdetevi a far-vi le fusa e non ap-pi-so-la-te-vi. (I gatti ad ogni sillaba scandita ritmano con il gesto che stanno compiendo. Qualcuno si marca come i gatti, qualcun altro finge di dormire con buffe movenze. Tutti ridono, poi si rimettono immediatamente al lavoro). Marietta, piena di meraviglia, si affaccia alla porta. I Micetti la guardano con gentilezza, tutti le fanno un inchino e la invitano con un cenno ad entrare, Poi per nulla turbati, come se fosse di casa, riprendono le loro incombenze. MARIETTA: Grazie, non vorrei disturbare. Ma ho bisogno di un chiarimento. Sono caduta nell'acqua per prendere il sapone, poi devo essermi addormentata. Non sono affogata e non mi sono neppure bagnata. E adesso dove mi trovo? Chi siete? Scusate l'intrusione, vi vedo così indaffarati. MICINA N.1: (un po' scartata dalla cucina, con scopa e paletta) Siamo i sudditi di Miciolandia, la terra dove ognuno fa le azioni che si vorrebbe che tutti facessero. MICINA N.2: Spiego io più chiaramente. Da noi si cerca di fare tutto come meglio si può, in qualunque occasione. E' semplicissimo, questa norma porta tutti a comportarsi bene. MICINA N. 3: Abbiamo una regina che si chiama Filomena, detta Fifì. Con lei siamo molto felici, perché ci ama davvero, e tutti quanti allo stesso modo. Lei ci chiede solo azioni corrette, perciò noi le compiamo senza protestare (scuote con buffa grazia la testa), senza condizioni. Sappiamo ormai che quello che si fa è buono e giusto e lo facciamo tutti. Così si vive benone e si è felici. Che te ne pare? Un Micio improvvisamente, dà una piccola pedata ad un altro che gli era passato accanto urtandolo inavvertitamente. Quest'ultimo è sul punto di reagire vivacemente, ma poi scuote il capo e sorridendo dà un colpetto sulla spalla al dispettoso. MICIOSAGGIO: (Che con occhiali e registro gira ispezionando) Vedi? Non sarebbe bello che quel gesto di mollare un calcio diventasse un'azione che compiono tutti. Invece il gesto del buffetto di perdono è proprio una bella idea, un comportamento che chiunque dovrebbe tenere. Hai capito cosa voglio dire? MARIETTA: Sì, ho capito. Siete perfetti e non sbagliate mai. MICIO N. 4: (Tritando) Ma figurati, magari! Per esempio in qualcosa abbiamo sbagliato, Siamo rimasti talmente indietro. MARIETTA: E la Regina vi punisce? MICIOSAGGIO: Oh, no. Ma noi non vogliamo contrariarla. È sempre così gentile e sorridente. Dobbiamo solo affrettarci. 1a MICINA: E chiacchierare un po' meno. MARIETTA: Posso aiutarvi? MICIOCUOCO: Vorresti che la tua azione la facessero anche gli altri, quando si rendesse necessario? Voglio dire, ti piacerebbe che in un momento come questo, se ti trovassi in difficoltà, qualcuno ti venisse in aiuto? MARIETTA: Ma certo, è naturale. 3° MICIO CON SCOPA: Sei dei nostri. i Marietta si adopera senza indugi e aiuta la frotta dei micini con molta lena. (Si potrebbe realizzare un effetto di luci tipo psichedeliche da discoteca, per dare l'impressione di un ritmo molto vivace e intenso). SCENA SECONDA. Sala del trono. Un trono è disposto al centro su un fondo di tendaggi. La Regina Fifì è seduta, con una tunica di raso e un manto lungo a strascico, con scettro e corona. I gattini-sudditi sono disposti in due file, a destra e a sinistra, ai lati della scena. Sono rivolti verso di lei in attesa. FILOMENA, detta FIFI': Un pranzo sopraffino La regina ringrazia. Ha riempito il pancino e si dichiara sazia. Il cuoco è provetto, Il servizio è eccellente. Qui tutto è perfetto e non ci manca niente Per quei bocconcini fini e prelibati i fedeli micini saranno premiati. MICIOSAGGIO: Maestà, il merito è anche di Marietta (Marietta s'inchina). Cercava il suo pezzo di sapone nell'acqua, è scivolata ed è finita qui. Dobbiamo aiutarla a trovarlo. Dice che se non porta il bucato entro questa sera, la matrigna gliele suonerà di santa ragione. REGINA: Marietta è gentile, i suoi panni riavrà con una sorpresa felice sarà. La mamma dal cielo da noi l'ha mandata perché la sua vita sia presto cambiata, Sorride dall'alto e osserva lassù e la sua piccolina non piangerà più Ad un suo cenno, due micine conducono Marietta dietro i tendaggi del fondo, dove l'attende un bell'abito che indosserà subito, monili preziosi e uno scintillante diadema con una stella. MARIETTA: (dietro il paravento) Oh, che meraviglie! (Esce trasformata) Un micino le porta la cesta con i panni lavati e un pezzo intero di sapone. MARIUCCIA: Grazie, grazie davvero. Ma... dov'è Puki? UNA MICINA: Eccolo, gli abbiamo trovato un compagno di giochi (Le consegna una gabbietta con il vecchio giocattolo di peluche e un micino piccolo, vero, che non sarà difficile trovare e che farà la meraviglia dei piccoli spettatori). REGINA: (Tira fuori un portafogli) E' questo un borsello che non si esaurisce. Tu togli un soldino e si sostituisce. Se cavi un biglietto, un altro ne ottieni: sarai molto ricca e senza problemi. Da quella borsetta nessun può pescare. E se chi ti invidia ti vuol derubare Vestiti e gioielli sugli altri son niente L'oggetto sottratto sarà inconsistente. Se tu sarai buona e avrai onestà La piccola banca non ti lascerà. E un giorno che un giovane bello e gentile verrà sui tuoi passi in un'alba di aprile a offrirti il suo amore e giorni felici, a me penserai e al paese dei Mici. Marietta, raggiante, fa un inchino, prende il borsellino e solleva la cesta che è diventata leggerissima. In quel momento, colta da un sonno invincibile, si siede in terra, si appoggia sulla gabbietta e si addormenta. Buio. Sipario. FINE SECONDO ATTO ATTO TERZO SCENA PRIMA L'interno della casa di Marietta. La matrigna sta sorseggiando una tazza di cioccolata davanti ad un piatto di biscottini. Lulù, la sorellastra, è di fronte a uno specchio che si infiocchetta. MATRIGNA: Quella perdigiorno di Marietta, chissà dove sta gironzolando. La immagino, quella smorfiosa, a girarsi e rigirarsi come un frullino, per attirare gli sguardi. Dovrebbe essere già di ritorno per preparare la cena e invece dobbiamo stare qui ad aspettare i suoi comodi. (Si alza con la tazza in mano). Magari ritarda apposta per sottrarsi ai lavori di casa. Ma preferisco che mi si torcano le budella dalla fame piuttosto che cucinare al posto suo. Perché dovremmo trafficare noi se c'è lei? Bussano. Entra Marietta, trasformata dalla Regina Fifì. Al vederla la matrigna e la sorellastra restano pietrificate dallo sbalordimento. MATRIGNA: (Dopo essersi ripresa) Dove...dove sei andata a finire? Chi ti ha dato quella roba? LULU': (voltandole le spalle con rabbia) E adesso vedrai quante bugie ci imbastisce, la carina. Provati a inventare e ti suono anch'io come un tamburo. MARIETTA: (Spaventata, molto confusa) vengo da Miciolandia o... Gattopoli...non mi ricordo il nome del posto. (Enumera, annuendo a se stessa) Prima c'era un pero, poi un forno.., poi un colibrì...Poi, quando il sapone è finito in acqua, ho trovato i Micini e la Regina Filomena detta Fifì. MATRIGNA E LULU': (Accaldate per l'emozione, facendosi vento con la mano) Avanti, andiamo fuori e ci racconti tutto. MARIETTA: (Mentre si avviano tutte e tre verso l'uscita) Stavo andando verso il torrente quando qualcuno mi ha chiamato. Mi giro e vedo un albero.....(esce seguita dalle due donne. Le voci sfumano fuori scena). La scena resta vuota per una trentina di secondi, dopo di che la matrigna e Lulù rientrano. MATRIGNA: È semplicissimo, farai anche tu le stesse identiche cose che ha fatto quella fannullona. Prenderai anche tu la cesta e farai finta dl perdere il sapone nell'acqua. Poi scivolerai dentro, tanto non ti bagni neppure, e al risveglio ti farai dare anche tu le stesse cose. Corri, piccolina, sbrigati e non perdere tempo per strada, devi tornare prima che si faccia notte. LULU': Sì, però chi ha voglia di portare la cesta e di camminare fino al laghetto? MATRIGNA: Bambina mia, pensa alla stella sui capelli. E poi, un borsellino come quello vale bene una marcetta. Potremo avere tutto quello che ci pare e fare scoppiare dl invidia tutto il villaggio e quella bietolona di Marietta. Quanto al suo, di borsellini, cercheremo dl portarglielo via e dl nasconderlo, così ne avremo due. Lulù: Sì sì, uno per uno. Vado subito. (Dà un bacio velocissimo alla madre ed esce). SCENA SECONDA Stessa scena esterna del primo atto. Le entrate e le uscite ripetute dl Lulù indicano il percorso fino al prato, dove PERUZZO si lamenta del suo carico di frutti: PERUZZO: Signorina Lulù, per favore, mi dai un aiuto? Non ce la faccio più. LULU': (con finta meraviglia, ammiccando vistosamente) Ma chi mi chiama? (Si gira) PERUZZO: Sono io, Peruzzo. Sono così carico che se qualcuno non mi scuote e non mi libera di questi frutti, io stramazzo secco al suolo. HO tutti i rami doloranti. vuoi staccarmi questi pesi di dosso? LULU': Fossi matta. Così perdendo tempo perdo anche il vestito, il borsellino magico e il diadema con la stella di diamanti. Lasciali tranquillamente marcire i tuoi frutti, così daranno alloggio ai vermi senza tetto. (Ride forte) Ah, ah, ah! che comicità. Esce e rientra come Marietta, finché la chiama la voce di Fornetto. FORNETTO: Per carità, signorina Lulù, cavami fuori i panini da questo calore. Finché erano crudi tutto andava benissimo, ma adesso si stanno scottando sopra e sotto. La mia padrona cosa troverà? Fra un attimo saranno tutti carbonizzati, mucchietti neri, duri come pietre, con un filo di fumo. Povero me, poveri loro, che brutta fine, tutto questo ben di Dio. LULU': Fossi matta. Bravo te, mi brucio le mani per le tue belle croste. Non mi gioco il mio bel vestito fermandomi qui. Scaldati pure per bene, così farai riserva di calore per quando sarai decrepito e i tuoi mattoni pieni di dolori. (Se ne va ridendo forte) Ah, ah, ah! che comicità. Giunge il momento di COLIBRI', che sta annegando. COLIBRI': Aiuto, Aiuto, signorina Lulù, per carità. Sto affogando. Ho tutte le ali inzuppate. Sto affogando. Non so nuotare. Chi mi tira fuori dall'acqua? LULU': Fossi matta. Ho altro da fare, adesso devo da pensare a tirare fuori i panni, il sapone, altrimenti addio a tutto quello che devono dare i micini. Sono troppo di fretta. Fattela una bella bevuta e magari uscirai anche tu con una diadema con una stella di diamanti. Starebbe bene sulla tua testuzza piumata. Ah, ah, ah! Che comicità. Prende il sapone, lo lancia in aria e lo lascia ricadere nell'acqua. Poi si tappa il naso e si tuffa anche lei, scomparendo. (Buio). SCENA TERZA. Stessa scena della cucina del Castello. In un angolo, una sedia e un panchettino. MICIOCUOCO: Come sempre in ritardo, cari a-micini. Ritmo, concentrazione... Arriva Lulù, grondante e contrariatissima. LULU': Siete voi i gatti di...che ne so... di Gattelapesca? il posto dove era capitata mia sorella Mariuccia?. MICIOSACCIO: La nostra terra si chiama Miciolandia. Marietta è tua sorella? LULU': Sorellastra. MICIOSAGGIO: Come sta? Portale il nostro deferente omaggio. Sei venuta anche tu per aiutarci? Miciolina, dalle la scopa, se ne avesse voglia... LULU': Aiutare a spazzare? Ma se non lo faccio neppure a casa mia. La mamma non vuole (si accarezza le mani con fare vezzoso e affettato) Per non sciupare le mani e le unghie. E il sudore cancella i boccoletti. Lei dice che ho un destino da gran signora. MICIOCUOCO: Allora non ci aiuteresti neppure ad impastare la torta? LULU': NO davvero. A cucinare passa l'appetito e poi ho urgenza di vedere la Regina? MICIOSAGGIO: (Indicando una sedia) Accomodati allora. I gatti si lanciano occhiate di intesa, scuotono il capo, non dicono niente e si affrettano intensificando il ritmo. Qualcuno si porta le mani in testa in segno di preoccupazione, altri danno segni di impazienza o corrono a vuoto per indicare la fretta e la confusione di chi non riesce a stare nei tempi assegnati. Niente luci psichedeliche. Lulù, seduta sulla sedia in un angolo osserva tamburellando con impazienza. LULU': se andiamo avanti così chissà quando andremo dalla Regina. (Gongola) Non vedo l'ora. Un gatto entra trafelato e annuncia: MICIO MESSAGGERO: sua Maestà la Regina Filomena, detta Fifì. Entra la Regina e con fare divertito e benevolo monta su un panchettino. REGINA FIFI': (Rivolgendosi a Lulù) Mi piace talvolta arrivare inattesa ma so di causare gradita sorpresa. I miei più fedeli mi hanno informata: con gran cattiveria ti sei comportata. Le pere mature, i panini fragranti, tu lasci perire passando davanti. E a quel colibrì che in acqua annaspava il tuo pigro egoismo il soccorso negava. E senza parlar dell'aiuto in cucina, che hai rifiutato alla nostra micina. Ci vuol così poco a fare del bene, un piccolo gesto quando conviene. Salvare anche il pane che implora dal forno è un atto gentile che può far ritorno. Per questa mancanza di nobili azioni è giusto passare a tre punizioni. In ogni tua borsa un gran buco verrà e quel che c'è dentro per terra cadrà. In ogni vestito che tu sfoggerai una macchia di inchiostro perenne vedrai. E sui tuoi capelli nessuna corona, ma d'asino bigio una bella codona. La Regina batte le mani e Lulù viene condotta fuori per rientrare poco dopo con il vestito pieno di macchie, una vecchia borsa tagliata sul fondo e una coda d'asino fra i capelli che le pende sulla fronte. . LULU': (Arrabbiatissima e disgustata, sollevando con due dita la coda). Ma è orribile, fa schifo). REGINA FIFI: Se dal pentimento il tuo cuor sarà preso il brutto castigo ti viene sospeso. Né invidia, né rabbia, né toni violenti ma buone maniere e bei sentimenti prometter tu devi. E senza frastuono a quella piccina tu chiedi perdono E adesso ritorna: nessuna vendetta, ma ascolta il progetto che avanza Marietta. LULU' (Si è avvicinata ad una sedia. Molto imbronciata, tenendo la coda fra le mani, fa un inchino rapidissimo). Prometto, certo che prometto. (Annuisce con la testa vivacemente. Ma il movimento si fa sempre più lento, fino a spegnersi. Lulù viene presa da un gran sonno, sbadiglia. si stira, cade addormentata sulla sedia. (se possibile, in una nuvola di fumo). SCENA QUARTA L'interno della casa di Lulù. Scende la sera. La matrigna percorre su e giù la stanza in uno stato di impazienza frenetica. Entra Lulù che le strappa un grido. La matrigna fissa la figlia sbalordita. MATRIGNA: Ma cosa ti hanno combinato? Sembri uno spaventapasseri. Fammi vedere (Si avvicina, tocca incredula il vestito, esamina la borsa, la coda d'asino e la cesta dei panni). Marietta, vieni subito qui. Mariettaaaa! MARIETTA: (Entra di corsa) È vestita con un vestitino semplice ed elegante e uno scialletto di pizzo) Eccomi. MATRIGNA: Dove l'hai mandata? Guarda, disgraziata, in che stato mi ritorna. Ci hai imbrogliato bene, l'hai fatto apposta, vero? Adesso una cascata di bastonate nessuno te le toglie. Forza! Diamole quello che si merita. (Afferra una scopa e comincia a rincorrerla intorno al tavolo. Si blocca un attimo rivolgendosi a Lulù, che è tutta mogia in un angolo). Dai, Lulù, cosa aspetti? prendi una padella e dagliela in testa, su quell'accidenti di diadema. Così impara a prendere informazioni sballate. LULU': (Non si muove). Non posso. Ho promesso alla regina Fifì di cambiare, di chiedere scusa e di ascoltare il progetto di Marietta. MARIETTA: (Le si avvicina sbalordita). non posso crederlo. Allora... Io non dovrò più avere paura di te. Non mi farai più dispetti; sono finite le botte, gli strilli; sarai una sorellina vera; potremo giocare, chiacchierare, uscire insieme? LULU': (Burbera) Farò del mio meglio, penserò a Peruzzo, Panetto, a Colibrì, a tutti i micini di Miciolandia o Gattopoli che sia e alla regina Fifì. E mia madre dovrà seguire il mio esempio se vuole che la coda mi si scolli dal cranio. MATRIGNA: Come fai a saperlo? E se fosse solo una finta promessa? LULU': (Raddolcita) Mamma, sembra proprio che la bontà, come la cattiveria, si imparino e si diffondano praticandole. Adesso proviamo con la bontà. Vediamo cosa succede. MATRIGNA: E quella coda...? MARIETTA: Sorride piena di speranza. Ancora incredula si avvicina alla sorellastra. Con gesto timido le mette le mani sulle spalle e, facendole una carezza lieve, le si accosta). Andrà via molto presto, se troveremo l'armonia e faremo quelle azioni che vogliamo diventino la regola per tutti. Il tuo borsellino non si aprirà più sul fondo e Lulù ci metterà tutto il denaro che troveremo nel mio, e che spartiremo finché ce ne sarà. Prende Lulù per mano e la fa sedere vicino a sé. Lulù fa un cenno alla madre, che si avvicina ma tenendosi a debita distanza. MARIETTA: Questo è il piano che ho in serbo. D'ora in poi vi offro il mio affetto insieme ai soldini che zampillano dal mio borsellino. E a voi chiedo di darmi l'amore che mia mamma desidera per me da lassù. Che ne dite? E fra qualche mese, se tutto procede bene, con la nostra buona volontà, appena torna nostro padre, che è sempre in viaggio, andiamo tutti a fare una passeggiatina al laghetto. MATRIGNA: (Ridendo e sculacciando, questa volta affettuosamente, Marietta) Abbiamo imparato la lezione: con un solo pezzetto di sapone. (Ridono) LULU': (Abbraccia la matrigna e la sorella) Lo butteremo in acqua assieme al borsello rotto, al vestito macchiato e alla coda d'asino. MARIUCCIA: (Si toglie l'elegante scialletto di pizzo che ha sulle spalle e lo lega con garbo intorno al capo di Lulù per nascondere la coda): Sono certa che molto presto questa stupida coda sarà sparita. Ma adesso, in attesa di papà, ricordiamo la festa della mamma. Prendiamo con noi il gattino Puki, perché l'altro se la dorme al sole. (Prende Puki da una sedia e se lo mette in braccio). In quel momento una voce fuori scena interrompe: la Regina qui vi parla e vi prega di ascoltarla oggi è gioia in fondo al cuore è il momento dell'amore. Alla festa si dia il via, tutti insieme in allegria ogni bimbo sia felice mamma sua lo benedice con affetto e protezione della vita a ogni stagione MARIETTA: E anche da lassù, lontano stende sempre la sua mano. Si abbracciano sorridendo e, fatto un inchino al pubblico, escono di scena F I N E
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Carissimi lettori , ultimamente stiamo notando che il cambio climatico eccessivo è una realtà , e questo non è altro che colpa degli esseri umani . Stiamo trascurando troppo il pianeta terra , ce ne sono chiare evidenze ovunque andiamo , il mare è pienissimo di plastica ( buste , envasi ... ) , nei boschi ogni volta c' è meno vegetazione , e le specie animali stanno sparendo con il passare del tempo . In più , ogni volta contaminiamo sia nella produzione delle fabbriche , sia con le macchine , la capa d' ozono ha già un buco troppo grande . Negare questa evidenza è volersi mettere una benda nei occhi , dobbiamo iniziare a cambiare le nostre abitudini , in modo che non arriviamo al punto di non ritorno , anche se siamo molti vicini . Vorrei sottolineare la necessità di conzienzare la società della gravità del discorso , fare eventi informativi nelle scuole , pubblicità per fare visibile il problema e iniziare con proposte per intervenire e sradicare questa situazione . Sicuramente dovremo riciclare di più , ridurre l' uso della plastica , e usare di più i mezzi pubblici . E dalla parte delle fabbriche ridurre le emissioni contaminanti . Dobbiamo essere uniti , è alla mano di tutti ed è il nostro dovere migliorare le condizioni della nostra casa il pianeta terra .
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